Taglio stipendi Juventus: c’è anche il sì di Ronaldo

Il club bianconero fa da apripista in Serie A: tutti d’accordo per rinunciare ad una parte dei compensi

taglio stipendi juventus ok ronaldo

Entro lunedì la Lega Calcio di Serie A si attende una risposta definitiva dai calciatori, ma alla Juventus sono già tutti d’accordo sul taglio degli stipendi. L’appello di capitan Giorgio Chiellini è stato recepito da tutto il gruppo bianconero, Cristiano Ronaldo in primis. Nonostante non tutti i calciatori della rosa si trovino a Torino, i contatti tra di loro sono praticamente quotidiani, tra programmi per gli allenamenti e videochiamate per tenersi aggiornati sulle rispettive condizioni di salute e quelle delle proprie famiglie.

Tagli stipendi Juventus: sì immediato dei senatori

Chiellini, dopo un consulto con il presidente Andrea Agnelli e il responsabile dell’area tecnica Fabio Paratici, ha messo sul piatto sostanzialmente tre proposte sposate sin da subito dai senatori, ovvero Gigi Buffon, Leonardo Bonucci e lo stesso CR7. Appresa la disponibilità dei grandi calibri dello spogliatoio, il capitano ha via via avvisato tutti gli altri calciatori in rosa, dai quali c’è stata massima disponibilità nel dare una mano con una loro rinuncia a tutto il movimento calcistico, che come qualunque altra industria sta subendo gli effetti negativi dell’emergenza coronavirus.

Ronaldo rinuncia ai soldi e dona agli ospedali

I calciatori della Juventus continueranno a sentirsi in questo weekend, poiché la formula definitiva non è ancora stata stabilita, ma il taglio degli stipendi non è in discussione. Che sia la rinuncia allo stipendio solo di marzo, oppure di due dei prossimi quattro mesi, ovvero ancora il pagamento dilazionato delle mensilità qualora si torni in campo prima del termine della stagione, la Juve fa da apripista in Italia agli altri club. Qualcuno aveva messo in dubbio la disponibilità dei grossi calibri di Madama, Ronaldo in testa con i suoi 31 milioni di stipendio annui. Invece, il portoghese è stato subito tra i più responsabili, come del resto dimostrano le donazioni degli ultimi giorni a favore della sanità portoghese: prima i 35 posti di terapia intensiva, ora i 5 ventilatori per l’ospedale di Madeira.