Sarri: “A qualcuno sto sui coglioni, ma di calcio ne so più io”

Alla vigilia di Udinese-Juventus, Sarri in conferenza stampa non vuole sentir parlare di scudetto già conquistato

sarri conferenza stampa udinese juventus 22 luglio 2020

Maurizio Sarri vede lo scudetto, ma alla vigilia di Udinese-Juventus non vuole sentir parlare di obiettivo raggiunto. Mancano ancora quattro punti per la matematica conquista del titolo e fino ad allora il tecnico bianconero rimane scaramantico. “Io faccio sport. Nello sport la parola vicino non significa niente – risponde a Gianni Balzarini – Quando vai vicino a un gol non vuol dire che hai segnato, quindi per ora non ci interessa. Sappiamo che ci mancano quattro punti e che è difficile per noi e per tutte le squadre, faticoso. Con la testa dobbiamo rimanere sulle singole partite, all’interno delle quali ci sono i punti. Ora dobbiamo pensare all’Udinese, poi alla Sampdoria. Tutto il resto deve venirci come conseguenza. Dobbiamo essere sul pezzo e continuare nella consapevolezza che in questo momento è dura, come per tutti”.

La Juve non gioca benissimo, ma l’intesa tra Dybala e Ronaldo è arrivata ad alti livelli e sembra poter addirittura crescere. “Noi siamo una squadra forte che ha ancora margini di miglioramento, mi sembra evidente. Coesistenza Dybala-Ronaldo? La difficoltà nella convivenza tra due giocatori di così alto livello faccio fatica anche a vederla. In alcuni momenti della partita può succedere che non copriamo bene l’area di rigore, ma è tutto compensato dalla forza individuale di questi due grandi giocatori che in coppia in questa stagione hanno fatto 51 gol. Stiamo parlando di livello assoluto – sottolinea – mondiale. Con Cristiano ci ho parlato 10 minuti fa e mi ha detto che si sente benissimo. In questo momento sembra uno dei giocatori con una grande capacità di recupero, ma questa grande capacità di proiettarsi subito sull’obiettivo successivo, sia a livello collettivo che individuale, e la capacità di recupero fisico e mentale penso facciano parte del suo dna. Sono capacità non comuni. Forse uno che vive di motivazioni così forti riesce ad andare oltre a tutto e oltre alla fatica in maniera estremamente naturale. È un fuoriclasse nella testa, oltre che nei piedi”.

Domani contro l’Udinese Sarri cercherà di mandare in campo la formazione migliore, ma come ormai succede costantemente dopo la sosta, mancheranno diversi elementi importanti. “L’Udinese è una squadra fisica e vedendo le ultime 4/5 partite mi sembra che abbiano fatto sempre buone prestazioni dando sensazione di arrivare piuttosto bene a fine partita a differenza di tante altre squadre. Sarà dura affrontarli, ma siamo in una fase della stagione dove è difficile affrontare qualsiasi squadra: bisogna essere molto attenti a preparare la gara, per quanto si possa fare visto il limite temporale che abbiamo. Ieri – evidenzia – Higuain e Chiellini erano ancora nelle mani dei dottori, Demiral sta piuttosto bene ed è un giocatore, chiaramente, da riportare alla piena efficienza fisica; anche perché, per caratteristiche, è un giocatore che ha bisogno di stare bene dal punto di vista fisico. A livello d’infortunio sta bene e ci stiamo lavorando molto anche in maniera individuale per riportarlo alla piena efficienza fisica e di prestazione”.

Sarri: “Rugani doveva giocare di più, colpa mia”

Di sicuro in difesa giocherà Rugani al posto dello squalificato Bonucci. A proposito del calciatore che ha lanciato ad Empoli, Sarri dice: “In momenti della stagione meritava di giocare di più, se non ha giocato è responsabilità mia – ammette – A Milano fino al 60′ aveva fatto bene come gli altri, poi è rimasto coinvolto in un crollo di squadra ma non causato da Rugani, non sono d’accordo con le critiche su di lui. Ha giocato poco perché in certi momenti della stagione abbiamo ritenuto che l’esperienza e la personalità di Bonucci erano estremamente importanti ma in questo senso le responsabilità sono anche dello staff tecnico”.

A centrocampo, invece, confermato Rabiot, in evidente crescita, mentre dopo due partite torna in cabina di regia Pjanic. “Adrien? Evoluzione naturale della situazione. È un giocatore forte con qualità fisiche e tecniche non comuni. Ha un carattere abbastanza chiuso, ha cambiato calcio, città, società, ci ha messo qualche mese a capire la situazione, il tipo di calcio che vogliamo in Italia, poi sta venendo fuori. È un percorso che abbiamo visto fare a tanti stranieri di livello, sta tirando fuori le sue qualità e sta giocando con un buon livello di personalità, dà la sensazione di sicurezza e tranquillità. Mire è stato fuori in due partite in cui abbiamo fatto scelte anche per le qualità dell’avversarie, tutte squadre fisiche. Ha fatto quasi tutte le partite dopo il lockdown abbiamo fatto scelte diverse per le caratteristiche degli avversari”.

Infine una battuta sulla Champions, che per la Juventus riprenderà il 7 agosto contro il Lione (1-0 in favore dei francesi all’andata). “Le nostre avversarie sono preparate a seconda della loro situazione. In Germania hanno fatto un po’ di pausa perché il campionato è finito prima. Il City si è trovato in una situazione di classifica in cui non poteva fare più niente e ha fatto un altro tipo di scelta, noi ci giochiamo il campionato e non possiamo avere secondi pensieri, tutto il resto dobbiamo valutarlo dopo. Critiche? Forse sto sui coglioni a qualcuno, non lo so. Quelle dei giornalisti sono opinioni e mi interessa relativamente leggere opinioni su una materia in cui penso di saperne di più. Fammi essere presuntuoso in questo. So le difficoltà che affrontiamo giornalmente, ho tutti i dati per saperne di più di chi esprime un’opinione che ritengo legittima, ma mi interessa fino a un certo punto”, conclude.