Spezia – Juve 1-4: Madama cala il poker contro gli spezzini

Juventus corsara al “Manuzzi” di Cesena con lo Spezia: cosa ha funzionato e cosa no

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Vittoria larga e meritata per la Juventus contro lo Spezia sul campo neutro del Dino Manuzzi di Cesena: 1-4 il risultato finale. Già fin dalle prime battute di gara, Juve decisamente in palla, che crea diverse occasioni da rete ma senza capitalizzarle per via di uno scarso cinismo sotto porta. Bianconeri belli e dominanti per mezz’ora, soprattutto fino al gol del vantaggio firmato dal solito Álvaro Morata (che ha rischiato di farsi annullare la rete per l’ennesima volta a causa di un fuorigioco che in realtà non c’era), frutto di un’azione sontuosa, da manuale del calcio. Vecchia Signora sempre molto abile nelle uscite da dietro e (stra)convinta nella ricerca della verticalità. Non benissimo, invece, in fase di non possesso, perché in troppe circostanze gli uomini di Andrea Pirlo (qui l’intervista post-partita) concedono più del dovuto all’avversario, anche per colpa della mancanza di aggressività pur difendendo con una linea difensiva parecchio bassa, piuttosto schiacciata.

Juve troppo “bassa” dopo l’1-1, poi entra CR7

Dopo aver subìto l’1-1 di Pobega (abbastanza rocambolesco) con una deviazione di Demiral, Bonucci e compagni abbassano la guardia facendo galvanizzare la squadra allenata da Vincenzo Italiano, che gioca la sua onesta partita seppur mostrando una tenuta difensiva tutt’altro che solida, in particolar modo nel cono centrale. Buonissimo l’avvio di ripresa da parte della Juventus, che trova il 2-1 grazie al rientrante (e subentrante) Cristiano Ronaldo, poi la terza rete con Rabiot (anche lui entrato dalla panchina) e il sigillo su rigore ancora a firma di Ronaldo. Anche nei secondi quarantacinque minuti, pregi e difetti per i campioni d’Italia. Positivi in fase di possesso, ma non altrettanto in quella di non possesso, poiché danno la sensazione di instabilità nel pacchetto arretrato.

Promossi e bocciati di Spezia – Juve

Per dissipare ogni dubbio, i tre punti conquistati da Madama non sono minimamente in discussione, ma al netto (ancora!) di qualche errore tecnico, urge trovare il tanto agognato e indispensabile equilibrio fra le due fasi, visto e considerato che, con tutto il rispetto, il match con lo Spezia non rappresentava di certo un ostacolo insormontabile. Ma non solo, perché alla formazione bianconera manca il killer instinct sotto porta. Troppe le opportunità sciupate nell’arco dei novantatré minuti, per cui la spietatezza in zona gol sarà di capitale importanza in un’ottica di crescita e miglioramento. Una manna dal cielo il recupero dell’immarcescibile Ronaldo, che sembra aver smaltito brillantemente il Covid-19 come se si fosse fermato per una banale unghia incarnita. Su tutti, promossi Danilo, Cuadrado, McKennie, Chiesa, Morata, CR7 e Rabiot. Bene anche Arthur, che ha toccato una quantità industriale di palloni con eleganza e qualità, anche se da lui ci si aspetta di più. E bravo pure Pirlo nella scelta delle sostituzioni. Oggi si può essere moderatamente soddisfatti, si può tornare a Torino con il sorriso stampato sulle labbra alla luce di una prestazione tutto sommato confortante. Felicemente, vincendo, la Juventus spegne ben 123 candeline nel giorno del suo compleanno. Tanti auguri, Signora!