Sarri: “Contro il Milan avremmo perso anche con Dybala in campo”

La conferenza stampa di Maurizio Sarri alla vigilia di Juventus-Atalanta

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Maurizio Sarri ha anticipato in conferenza stampa alcuni temi relativi alla partita di domani: Juventus-Atalanta sarà il crocevia della stagione bianconera e potrebbe essere fondamentale per la lotta scudetto. Vincendo la Juve sarebbe un punto esclamativo importante, mentre se Gasperini e i suoi facessero il colpaccio, sarebbero in corsa per il tricolore salendo da -9 a -6. “È una fase importante della stagione – esordisce Sarri – l’Atalanta in questo momento va considerata una realtà, sta facendo benissimo e ha numeri grandissimo livello durante la stagione, soprattutto in trasferta. Avversario difficilissimo, da ormai da diverso tempo è difficilissimo per tutti. La più bella definizione è di Guardiola: è come andare dal dentista. Bellissimo, ma il male lo senti”.

Sarri: “All’andata Atalanta infernale per 55 minuti”

È indubbiamente la partita più difficile della stagione, perché i nerazzurri bergamaschi dopo la sosta hanno solo vinto e corrono come dei matti. Del resto, già all’andata per un’ora dominarono in lungo e in largo potendo segnare almeno 4-5 gol, ma nel finale furono i campioni della Juventus a risolvere la partita in favore di Sarri. “Che partita immagino? L’Atalanta ti fa rischiare dal punto di vista tattico. È aggressiva – insiste Sarri – viene a prenderti in costruzione e ha ripartenze di livello. Rischio tattico è insito nella partita. Dal punto di vista fisico, è una squadra che ha accelerazioni importante. Partita difficile sotto tutti i punti di vista, ma le squadre hanno tutti qualcosa in meno rispetto ai momenti migliori della stagione. Capacità di strappo da tenere in considerazione. All’andata, l’Atalanta fece 55 minuti a ritmo infernale, alla fine non era più in grado di sostenere quel ritmo. Ora è un momento diverso, verrà fuori una partita diversa. L’Atalanta non andò da 10 a 0 improvvisamente. Non ebbe blocco repentino. Non credo che sarà una partita su quei ritmi, non possiamo fare affidamento su un loro calo”.

Dopo aver dribblato la domanda sui sorteggi di Champions (“lasciamo perdere”), Sarri è sicuro che anche se ci fossero stati gli squalificati contro il Milan non sarebbe cambiato niente: “Che Dybala sia un talento assoluto nessuno lo mette in discussione. Se mi chiedete se avremmo perso lo stesso con lui? Visto il blackout che c’è stato, penso di sì. Penso che nello sport e nella vita è un discorso di priorità. Se questa partita fosse venuta nella fase iniziale, la priorità era andare alla ricerca delle cause del blackout. Essendo venuto nella fase finale e non ci sono tempi lunghi, priorità diventa fare in modo che incida il meno possibile. È un momento in cui dobbiamo guardare avanti e non tanto indietro. Dobbiamo trovare continuità? Sarebbe un aspetto importante. Vedo ora che quasi tutte hanno difficoltà ad avere continuità nei 90 minuti. Le partite subiscono sbalzi improvvisi da un momento all’altro. È una difficoltà insita nel momento di tutte le squadre. Mi piacerebbe vedere ordine, nei momenti in cui rischi di perdere la partita”.

La rosa corta della Juventus

Quanto alla formazione che scenderà in campo domani, Sarri ribadisce che la panchina lunga esiste solo sulla carta: “Un luogo comune. Ultimamente era abbastanza corta. I numeri della prestazione fisica di Milano sono i migliori del post sosta, per qualità e quantità di corsa, corsa e accelerazione. Quando la squadra passa da 10 a 0 in due minuti non si può parlare di decadimento fisico. Ci siamo paralizzati su un rigore, non penso che il nostro problema sia di quel carattere in questo momento. Cambi? Siamo usciti con qualche acciaccato, con qualche botta, tutto recuperabile ma vediamo nell’allenamento di oggi, l’unico tra una partita e l’altra. Douglas Costa? È un giocatore importante, che in certi momenti fa la differenza. Abbiamo fatto un periodo senza Higuain e con poche alternative, in quel periodo Dougy era troppo importante averlo in panchina per cambiare le partite. Higuain arrabbiato? Io non lo so se era arrabbiato, non ci ho fatto caso. Non mi sembra fosse arrabbiato per il cambio, sapeva di poter fare 60 minuti ed era logico che andasse incontro alla sostituzione. Sta meglio, ha fatto partita di livello dignitoso, è riuscito a venire incontro, ad aiutarci nelle uscite. Non è al massimo, ma rispetto a 2 settimane fa è in crescita”.

Infine una battuta su Chiellini ed Alex Sandro, appena rientrati dai rispettivi infortuni. “Sono due situazioni diverse. Alex ha fatto stop di 10 giorni per infortunio, la fase di rientro in gruppo è molto più veloce. Giorgio ha fatto un percorso purtroppo diverso, dal 30 agosto poi gli allenamenti con la squadra sono stati pochi, ha fatto lunghi periodi di rieducazione e stare 2 mesi fermo in casa gli ha comportato qualche problematica alla ripresa. È un giocatore che negli ultimi 11 mesi si è allenato pochissimo con il gruppo. Il recupero è più lungo per forza di cose”.