Roma – Juventus, l’analisi tattica: Paulo Fonseca vs Maurizio Sarri

Un banco di prova da non fallire per i campioni d’Italia

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La Roma per alimentare la corsa alla Champions e la Juventus per proseguire la lotta in chiave scudetto. Si presenta così il big match di domenica 12, alle 20:45, fra i giallorossi e i bianconeri. I capitolini giungono a questa sfida dopo lo scivolone interno (0-2) con il Torino, mentre la Juve ci arriva in seguito a una vittoria assai convincente per 4-0 inflitta al Cagliari di Rolando Maran. Tre punti mai in bilico quelli della Vecchia Signora, in una gara dove Madama ha brillato soprattutto per un palleggio fluido e altamente qualitativo, per atteggiamento costantemente propositivo corroborato da un baricentro altissimo, ma anche per una robustezza difensiva grazie alle quale i campioni d’Italia hanno rischiato davvero pochissimo.

Adesso la partita contro la Roma servirà (anche) per confermare i notevoli progressi evidenziati nell’incontro dell’Allianz Stadium con i sardi. Mister Paulo Fonseca dovrà far fronte alle assenze di Santon, Mkhitaryan, Kluivert, Pastore e Zappacosta, ma l’abito tattico dovrebbe essere sempre il solito 4-2-3-1 composto da: Pau López; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Perotti (Ünder); Džeko. Calda, comunque, anche un’ipotesi di difesa a 3. Sarri, invece, privo dei soli Chiellini, Khedira e Bentancur, potrebbe sistemare i suoi con un 4-3-1-2 formato da: Szczęsny; Cuadrado (Danilo), Bonucci, Demiral (de Ligt), Alex Sandro; Rabiot (Emre Can), Pjanić, Matuidi; Ramsey; Ronaldo, Dybala.

Roma – Juventus: le note tattiche

Che Paulo Fonseca abbia radicalmente cambiato il volto della Roma è lapalissiano. La sua squadra, infatti, pratica un calcio parecchio offensivo, con i terzini che si aprono e si alzano moltissimo cercando di frequente le sovrapposizioni esterne e i cross dal fondo. La costruzione della manovra è architettata dal basso, finalizzata alla ricerca del possesso e del dominio del gioco. Altro dettame tattico è rappresentato dall’idea degli scambi stretti in velocità sulla trequarti per mandare in confusione la linea difensiva avversaria, così come l’attacco della profondità, specie negli ultimi 35-40 metri. Quanto alla fase di non possesso, spesso si assiste a un’alternanza fra pressing ultraoffensivo e compattezza nella terra di mezzo per chiudere tutte le linee di passaggio. Nelle zone laterali la tendenza è quella di togliere gli appoggi accorciando prontamente in avanti appena l’uomo entra in possesso del pallone, mentre nelle transizioni negative la Roma di Fonseca prova ad aggredire subito con tanti effettivi il portatore di palla, questo per recuperare il prima possibile il controllo della sfera.

La Juventus, in particolar modo sotto l’aspetto dell’approccio, sarà chiamata a bissare la prestazione offerta con il Cagliari, con l’obiettivo di comandare la partita attraverso un palleggio rapido, snello ed efficace. Di importanza capitale sarà puntare dritto sulla verticalità e sull’attacco improvviso della profondità, poiché i giallorossi soffrono non poco questo tipo di situazione, a volte, addirittura, anche a difesa schierata. In fase di non possesso sarà indispensabile coprire e presidiare con molta attenzione e concentrazione le fasce, porzione di campo sfruttata benissimo dall’undici di Paulo Fonseca, ma pure impedire le verticalizzazioni con facilità dovrà essere un must per i ragazzi di Sarri, proprio perché quest’arma utilizzata dalla Roma potrebbe essere letale. Il match contro i giallorossi rappresenterà un esame non indifferente per la Juve che, dopo l’ottima prova dell’Epifania, dovrà essere superato brillantemente non solo per mere questioni di classifica, ma anche per crescere ancor di più in autostima e consapevolezza nei propri mezzi.