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Paratici: “Ronaldo si è ripagato da solo, Dybala resta assieme ad Allegri”

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Fabio Paratici, responsabile dell’area tecnica Juventus, ha rilasciato una lunga intervista all’edizione del 12 febbraio della Gazzetta dello Sport all’indomani dell’annuncio ufficiale di Aaron Ramsey. Il dirigente bianconero ha subito difeso l’investimento fatto con l’acquisto di Cristiano Ronaldo, un calciatore che oltre ad essere ancora uno dei più forti al mondo, rappresenta una vera e propria industria: “A livello economico Ronaldo si è ripagato da solo. Guardi i dati pubblicati dal Financial Times o quelli sulla impennata nel mondo dell’immagine Juve o, ancora, quelli sul merchandising. È stato un affare – insiste Paratici – , non solo dal punto di vista tecnico”.

L’arrivo di CR7, però, ha influiti negativamente su Paulo Dybala, che Allegri fatica ad inserire negli schemi per via della necessità da parte del portoghese di avere vicino una prima punta. Comunque sia, non c’è il rischio che la Joya sia ceduto l’estate prossima: la Juve vuole tenersi stretto il proprio numero 10. “Dybala resta. I nostri giocatori, lo ripeto, sono difficilmente migliorabili. Dybala con chi è migliorabile? Messi forse, già con Neymar avrei dei dubbi. Quando guardi la squadra ci trovi sempre il segno di Dybala”, prosegue il responsabile dell’area tecnica della Vecchia Signora.

Paratici: “Allegri ha assimilato juventinità”

Quanto alla guida tecnica, si dice ormai che il ciclo di Massimiliano Allegri alla Juventus sia al capolinea, ma Paratici non è affatto d’accordo e spiega perché il club sia stato sempre dalla parte dell’allenatore toscano. “Allegri ha portato una leggerezza che nel nostro mondo serviva. Conte – prosegue – , essendo molto juventino, è stato perfetto per quell’epoca, e guardi che soprattutto il primo scudetto di questo ciclo per larga parte è intestabile a lui, alla sua intelligenza e alla sua determinazione. Conte aveva la juventinità – lavoro e voglia di vincere – nel suo Dna. Allegri invece ha assimilato la juventinità, ne ha presa molta. Lui è migliorato, ma allo stesso tempo ha portato a noi quella leggerezza che noi non avremmo avuto e non avevamo. Max è un uomo molto intelligente. Allegri resta? Certo”.

Guardandosi per un attimo alle spalle, tolto Ronaldo, Paratici non ha dubbi sull’indicare il colpo di mercato del quale è più orgoglioso: “Dybala, perché era un giocatore difficile da comprare. Veniva a sostituire Tevez, non una roba leggera. Una cessione che vorrei non aver fatto? Affettivamente Llorente e Matri. Matri è un ragazzo educato, dolce. Llorente lo stesso. Sono il tipo di giocatore che, quando devi venderlo, nessuno vuole andare a dirglielo. Avevamo giocato una finale di Champions League, e stavamo comprando per quaranta milioni un giocatore del Palermo che aveva fatto tredici reti. Ti viene paura. Tecnicamente il giocatore che dispiace di aver venduto? Credo Vidal, grande talento. Pogba? Con lui lo mettevi in conto: un anno resisti, due resisti, poi dopo succede, tornerà? Nel calcio non si sa mai, però è molto difficile”.

Paratici: “Romero sì, De Ligt forse”

Quanto alle mosse future, la Juve ha le idee molto chiare: si punta a ringiovanire la rosa, meglio se con calciatori italiani, quelli stranieri devono essere già al top per poter entrare in questa rosa. “Il nuovo Pirlo? Tonali è un ragazzo super, ha la serietà, la personalità. Però – argomenta Paratici – le caratteristiche sono diverse. Credo che nessuno sia paragonabile a Pirlo. Lui è il giocatore che sa giocare meglio a calcio che io abbia mai visto. Credo che nei prossimi 35 anni non vedrò mai più uno bravo a giocare a calcio come Andrea. Romero? Su di lui siamo bene indirizzati. De Ligt? Sicuramente è uno dei giovani migliori che ci sono, quindi lo guardiamo con grande attenzione”.

Tornando al famoso biglietto dimenticato in un ristorante milanese, Paratici poi ammette: “I nomi scritti sul famoso pezzo di carta che avevo strappato e buttato in un cestino sono solo una parte delle centinaia, eravamo a una riunione col Genoa e avevamo segnato dei giocatori dei quali avevamo parlato”. Infine, altre considerazioni spare sul mercato passato e futuro: “L’anno scorso sapevamo di perdere Buffon e Higuain, ho detto al presidente Agnelli che c’erano due modi per timotivare la squadra: comprare Cristiano Ronaldo o Icardi e scatenare un casino incredibile… James Rodriguez? È un grande giocatore, bisogna vedere. Ma ripeto, migliorare i nostri è difficile. Kean è un grande centravanti, da Juve: è uno di quelli che faranno gol in Champions League e lo vedremo per tanti anni ancora giocare in Europa”.