Nedved: “Pirlo resta al 100%, Ronaldo pure, Allegri? Nessun pentimento”

Il vicepresidente della Juventus ha parlato a DAZN di presente, passato e futuro

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Pavel Nedved, vice-presidente della Juventus, ha rilasciato una lunga intervista a DAZN: tra presente e futuro, l’ex numero 11 bianconero ha confermato senza esitazioni il progetto Pirlo, la permanenza di Ronaldo a Torino e ricacciato indietro il fantasma di Massimiliano Allegri. “Pirlo è e sarà l’allenatore della Juventus, al 100%. Abbiamo sposato un progetto con Andrea – sottolinea la Furia Ceca – sapendo delle difficoltà che ci sarebbero state. Volevamo fare qualcosa in più ma non ci siamo riusciti, le difficoltà erano previste. Siamo molto tranquilli, sulla via che volevamo e manteniamo questa strada. Ha tutto per diventare un grandissimo allenatore”.

Nedved: “Ronaldo resta, Dybala? Valutiamo”

Insomma, anche se i risultati non sono esattamente “da Juve”, la guida tecnica il prossimo anno non cambierà. E non andrà via nemmeno Cristiano: “Ronaldo per me non si tocca, ha un contratto fino al 30 giugno 2022 e rimarrà. Quello che succederà dopo si vedrà. Cristiano Ronaldo, sia a livello tecnico che di immagine, ci ha dato uno slancio verso l’olimpo del calcio – insiste il numero due della Juventus – Sul suo livello tecnico, non si può dire nulla: ha segnato più di 100 gol in 120 partite e, inoltre, ci ha trascinato in Champions. È un ragazzo molto semplice, anche se dall’esterno potrebbe non apparire così. È il prototipo di un giocatore moderno che con un talento immenso e con tantissimo lavoro ha raggiunto degli obiettivi incredibili”.

Più incerto il destino di Dybala, che ha una proposta di rinnovo sul piatto e se non la dovesse accettare, potrebbe partire: “Ci è mancato. Credo che quest’anno non abbia disputato più di 800 minuti con noi: sono pochissimi. La sua presenza ci garantirebbe varianti offensive e gol che ovviamente ci sono mancati fin qui. Ha un contratto di un altro anno e non ho altro da aggiungere a quello che hanno già detto il direttore Paratici e il presidente Agnelli. Ma è chiaro – sottolinea – che alla Juventus valutiamo ogni opportunità di mercato”.

Sarri e Allegri ormai il passato

In questi giorni, intanto, per via dei risultati negativi, sono tornati in tendenza i nomi di Maurizio Sarri e Massimiliano Allegri. Sul primo, Nedved sottolinea che “è un grandissimo professionista e un grandissimo allenatore. Il feeling è stato buono, non ci sono state le premesse per continuare a lavorare tutti insieme. Ma, anche qui, tutto è stato condiviso”. Quanto al secondo, con il quale avrebbe avuto degli screzi: “Mi hanno fatto piacere le parole di Max. Lui ha vissuto con noi anni bellissimi, abbiamo condiviso soprattutto delle gioie, lui ha fatto la storia della Juve. Credo che la nostra separazione sia arrivata in modo naturale e per questo non c’è alcun pentimento”.

Infine, una battuta sugli ex bianconeri Marotta e Conte, che stanno per festeggiare lo scudetto con l’Inter: “La rivalità c’è e ci sta sempre ma deve rimanere tale, in amicizia. Non ho nessun messaggio per Antonio. Conte è stato preso dall’Inter per vincere e lui lo sa fare. Adesso è dieci punti avanti e ha l’obbligo di vincere, lo sa anche lui. Se sta costruendo come ha fatto alla Juve? Può essere, anche perché è con Beppe Marotta e so come lavorano loro due insieme. Anzi, ho saputo che è guarito: sono molto contento per lui. Marotta per tutti noi è stato un grandissimo maestro. Siamo contenti per loro”.

Tra i nuovi acquisti è ormai promosso a pieni voti Federico Chiesa: “Non mi ha sorpreso quello che riesce a fare – spiega Nedved – eravamo convinti di quello, qualità ce ne sono. Per la rabbia sul campo e in allenamento è da Juve. Mi ha sorpreso l’inserimento. Deve capire che è ancora sulla partenza, può fare ancora di più e diventare di livello mondiale”. 

Oltre 3.200 giorni con lo scudetto sul petto

Quanto alle critiche dei tifosi, delusi soprattutto del fatto che lo scudetto vada all’Inter degli ex, il vicepresidente rsponde così: “Stagione? Io fino ad oggi la definirei altalenante. Non siamo mai riusciti ad andare oltre tre vittorie di fila. Questo è un dato che ci fa riflettere e ci amareggia molto. Porto è stata alla portata della Juventus, perché la ritengo superiore al Porto. Abbiamo sbagliato troppo per poter passare, abbiamo sbagliato 3 tempi su 4, non abbiamo giocato da Juve. Giusta eliminazione, anche se siamo tanto delusi ed amareggiati. Campionato? Qui non si pensa a difendere i primi 4 posti, qui si pensa di andare a prendere quelli davanti. Nonostante le difficoltà e le critiche dobbiamo essere forti, anzi dobbiamo fare e chiedere di più da tutti noi. Nei prossimi due mesi questo dobbiamo fare. Che effetto fa inseguire? Nessun effetto. Sai cosa mi fa effetto? Vedere dopo 3200 e passa giorni lo scudetto sulla maglia della Juve. Mio figlio andava alle medie, oggi guida la macchina e va all’università avendo ancora lo scudetto sulla maglia. Questo sì – conclude – mi fa effetto”.