Moggi: “Ventura messo lì da Lotito, dopo Calciopoli il diluvio”

Luciano Moggi al Processo del lunedì

“Adesso è tardi per accorgersi degli errori commessi, è tardi per dire «io lo sapevo»: si è materializzata l’apocalisse nel modo peggiore, ma si tratta di un disastro annunciato”. Così Luciano Moggi nel suo editoriale di oggi sul quotidiano ‘Libero’ e dal titolo: “Questo allenatore inadatto è stato un pacco di Lotito”. L’ex dg della Juventus, conferma in sostanza quanto già detto da noi nell’editoriale “La lunga mano di Calciopoli ha presentato il conto”: la mancata qualificazione ai Mondiali dell’Italia ha radici profonde che risalgono al 2006.

Prima, Moggi analizza tatticamente il disastro del doppio confronto contro la Svezia, poi fa delle rivelazioni destinate a fare molto rumore.

“Siamo andati a Solna – continua l’ex dirigente di Juve, Torino e Napoli – ad affrontarli addirittura con due centravanti (Belotti e Immobile), come se mettere più attaccanti significasse segnare più gol. I due, ovviamente, si sono pestati i piedi, preda dei difensori e senza rifornimenti dalle fasce. Il ritorno a San Siro, che doveva portare consiglio, ha generato invece confusione. Si sono fatti addirittura esperimenti come Gabbiadini (impiegato fin lì 35minuti) e Giorginho; si sono visti palloni che circolavano ad altezza di uomo dando vantaggi enormi ai difensori svedesi, mentre sarebbe stato necessario giocare palla a terra e con giocatori che sapessero saltare gli avversari creando superiorità numerica e spazi di inserimento per Immobile. Invece El Shaarawy, ma soprattutto Insigne, erano in anchina: partito preso o incompetenza?”.

Moggi: “Ventura ct a sua insaputa”

Ancora non si è dimesso, ma per l’Italia intera il capro espiatorio è il ct Giampiero Ventura: ma chi ha voluto fortemente che divenisse CT? Ecco la rivelazione di Moggi.

“Il calcio suggerisce adesso il capro espiatorio, Ventura, colpevole di non aver saputo dare un gioco alla squadra. E noi – prosegue – non possiamo non essere d’accordo perché sarebbe difficile poter ipotizzare Giampiero a capo della ricostruzione. Lo riteniamo però vittima di se stesso per aver accettato un ruolo superiore alle sue forze. I veri colpevoli sono però altri: quelli che lo hanno indotto ad accettare con proposte economiche allettanti a seguito del rifiuto di altri allenatori (Capello?) e quelli che gli hanno addirittura rinnovato il contratto fino al 2020. Alcune fonti ci dicono che Giampiero facesse parte di un compromesso: sarebbe dovuto essere il dopo Bielsa alla Lazio a seguito del rifiuto dell’argentino, ma poi, causa le difficoltà della Figc nel reperire un ct, è stato proposto per la Nazionale e la Lazio ha dovuto così richiamare Simone Inzaghi già dirottato alla Salernitana, mandando al suo posto Pollini. Quindi una scelta forzata all’insaputa del povero Giampiero.[…] Nel bel mezzo di Calciopoli, il dottor Giraudo ammonì: «Noi ce ne andiamo, vedrete però chi sono quelli che verranno dopo». Dicendo «noi» Giraudo intendeva dire la Juve di cui era consigliere di amministrazione. A quel tempo, era il 2006, conquistammo il Mondiale: a Berlino erano 5 i bianconeri in campo con la nostra nazionale, più l’allenatore Lippi e il massaggiatore Esposito, mentre dall’altra parte 4 francesi erano giocatori juventini. Dopo Calciopoli, il diluvio: ricordate che flop nel 2010 e nel 2014? Addirittura adesso non qualificati. Pochi giorni fa l’allora presidente Figc, Carraro, ha ribadito: «La Juventus ha sempre vinto in maniera lecita le partite e i campionati». Proprio come la sentenza del processo sportivo che recita «campionato regolare, nessuna partita alterata». Adesso i veri sportivi capiranno le parole di Giraudo…”

La versione integrale dell’articolo la trovate sull’edizione del 15 novembre 2017 di Libero