McKennie: il “mago” bianconero degli inserimenti

Doveva essere un rincalzo, si è preso la Juve grazie alla sua capacità di attaccare gli spazi. E oggi ha esultato come Harry Potter…

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Weston McKennie sta diventando un elemento imprescindibile nella Juventus di Andrea Pirlo. Anche oggi contro il Bologna il centrocampista texano ha confermato di avere una dote che nessun altro elemento nella rosa bianconera ha, ovvero quella di lanciarsi negli spazi. Con i rossoblu emiliani è arrivato un gol di testa, ma in almeno altre due occasioni l’americano è andato vicino ad un’altra marcatura. Corre, lotta, recupera palloni, ma in più ha tanta qualità sotto porta. Sembra un ibrido tra Gattuso e Vidal, ma ogni calciatore alla fine ha caratteristiche sue proprie che nessun paragone potrà mai spiegare meglio di quello che si vede in campo.

Potenzialmente, siamo di fronte ad un campione e pensare che era arrivato a Torino con la nomea del rincalzo. “Sì, buon elemento, ma è americano, viene da una delle peggiori squadre della Bundesliga, cosa volete che faccia se non il comprimario…”. Era questo il tono dei commenti al suo sbarco in Italia. Il ragazzo ha fatto invece capire sin da subito di avere grande personalità e già questa dote è importante quando arrivi alla Juventus. Storicamente, infatti, l’ambiente bianconero amplifica i pregi ed è quello che sta accadendo con Weston.

McKennie come Harry Potter

Al termine di Juventus-Bologna, intervistato da DAZN, McKennie stesso ha spiegato di essere stato questo tipo di giocatore, bravo a cercare gli spazi dettando l’assist ai compagni: “È un qualcosa che ho sempre avuto, ho la fortuna di correre molto, quindi anche grazie a questo riesco sempre ad aprire degli spazi che poi i nostri centrocampisti riescono a sfruttare”. A proposito della sua esultanza bizzarra, poi, il centrocampista texano ha spiegato: “Ho una saetta tatuata nel dito, quindi era la bacchetta magica di Harry Potter” il gesto fatto dopo il gol. E per molti tifosi già da oggi è il nuovo mago degli inserimenti, quelli che nessun difensore avversario sembra riuscire a prevedere.