Juventus – Parma, l’analisi tattica: Maurizio Sarri contro Roberto D’Aversa

L’obiettivo della Juve è mantenere lo scettro del comando

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La missione sorpasso della Juventus è stata completata. Dunque, domenica 19 alle 20:45, contro il Parma, vincere sarà davvero l’unica cosa conta, perché ora saranno i bianconeri a dover gestire il vantaggio di due punti sull’Inter di Antonio Conte. La Vecchia Signora giungerà a questa sfida casalinga dopo aver superato brillantemente gli Ottavi di Coppa Italia grazie a un sonoro 4-0 inflitto all’Udinese all’Allianz Stadium. Juve rutilante per lunghissimi tratti del match con i friulani, sul velluto, in una gara dove non sono mancati momenti di pura accademia, oltre a una fase di non possesso da promuovere a pieni voti. In definitiva, quindi, una vittoria netta, schiacciante e convincente, soprattutto sul piano della qualità del gioco.

I Ducali, invece, arriveranno a Torino dopo aver abbandonato anzitempo la coppa nazionale per via della sconfitta interna (0-2) rimediata con la Roma. Maurizio Sarri sarà privo di Bentancur, De Sciglio, Chiellini, Khedira e Demiral, per cui potrebbe schierare i suoi con un 4-3-1-2 formato da: Szczęsny; Cuadrado, de Ligt (Rugani), Bonucci, Alex Sandro; Rabiot, Pjanić, Matuidi; Dybala; Higuaín, Ronaldo. I gialloblu, senza Gervinho, Grassi e Karamoh, dovrebbero scendere sul rettangolo verde con un 4-3-3 composto da: Sepe; Darmian, Iacoponi, Bruno Alves, Gagliolo; Kucka, Hernani (Scozzarella), Barillà; Kulusevski, Inglese, Kurtić.

Juventus – Parma: le tematiche tattiche

Sul solco tracciato con l’Udinese in Coppa Italia, la Juve dovrà imprimere un forte segno di continuità in particolar modo sotto il profilo del gioco. L’imperativo sarà quello di comandare la partita fin dal fischio iniziale, cercando di alzare i ritmi e di palleggiare fluidamente e con estrema efficacia. Di notevole importanza saranno i cambi gioco, con una certa rapidità, per provare a scardinare la linea difensiva dei Crociati anche puntando proprio su questa soluzione tattica. Altra alternativa da prendere assolutamente in considerazione sarà l’attacco della profondità tramite repentine verticalizzazioni, poiché sfruttando questa trama il pacchetto arretrato di D’Aversa potrebbe trovarsi spessissimo in grave difficoltà.

Il Parma è una squadra assai pragmatica. In fase di possesso i due esterni alti si accentrano moltissimo per battere a rete o per servire il compagno meglio piazzato, in molte occasioni, nello specifico, le due mezze ali che alimentano le azioni offensive arrivando a rimorchio. Un altro dettame è rappresentato dalla verticalità fulminea per imbeccare il centravanti o le due ali, sovente sollecitate ad effettuare l’uno contro uno per dar vita a situazioni di superiorità numerica. Quanto alla fase di non possesso, la formazione di Roberto D’Aversa tende quasi sempre a sistemarsi con dieci uomini dietro la linea della palla per intasare le linee di passaggio, affidandosi a una grande densità nella terra di mezzo. Il match di domenica sarà zeppo di insidie, perché il Parma, al netto della prematura uscita dalla Coppa Italia, sta comunque attraversando un buonissimo periodo di forma, come certifica l’attuale settimo posto in classifica e soprattutto il +14 dalla terz’ultima posizione che tiene a distanza siderale i parmensi dalla zona retrocessione. Pertanto, la Juve non dovrà concedersi nessun calo di tensione se vorrà avere ragione dei Ducali.

Il nuovo anno è iniziato benissimo per Madama, specie oggi con l’approdo (seppur momentaneo) in vetta alla classifica. Ma adesso, più che mai, continuità di rendimento e costanza nei risultati servono come l’ossigeno. Proprio già dalla gara dell’Allianz Stadium con il Parma.