Juventus-Napoli decisiva per il futuro di Milik

La finale di Coppa Italia sarà potrebbe essere la svolta per il trasferimento di Milik alla Juventus

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Juventus-Napoli sarà una partita speciale per Arkadiusz Milik e potrebbe essere anche quella che decide il suo futuro. Il centravanti polacco, 26 anni, potrebbe infatti contendere (inizialmente dalla panchina), la Coppa Italia a quella che potrebbe diventare la sua nuova squadra dall’1 settembre. Tuttosport ricostruisce oggi la vicenda, ricordando che Milik ha sostanzialmente già detto sì alla Juve, ma avendo un contratto fino al 2021 con il club partenopeo, dipenderà tutto da Aurelio De Laurentiis.

Juventus-Napoli: muro contro muro per Mililk

La finale di Coppa Italia che si giocherà all’Olimpico porterà sicuramente le due dirigenze a contatto e si potrebbe cercare quell’intesa che fin qui a distanza non si è raggiunta. Si lavora ad una soluzione che accontenti tutti, anche se fin qui sembra ci siano stati solo muro contro muro: quello di Milik, che ha rifiutato ogni proposta di prolungamento con il Napoli; quello del club di De Laurentiis, che non vuole incassare meno di 50 milioni, nonostante l’emergenza abbia indubbiamente abbassato i valori dei cartellini di tutti i giocatori.

De Laurentiis: prendere o lasciare gratis

La posizione più rischiosa è ovviamente quella degli azzurri, che senza rinnovo, in caso di mancata cessione in estate potrebbero perdere Milik a parametro zero. A partire da febbraio 2021, infatti, il centravanti polacco si potrà accordare con chiunque per la stagione successiva e senza dare conto al presidente del Napoli. Una vera beffa considerato che De Laurentiis per prelevarlo dall’Ajax ha speso 32 milioni di euro. Una trattativa tra Juventus e Napoli non è ancora decollata, dunque, ma potrebbe farlo proprio mercoledì sera allo stadio Olimpico di Roma in occasione della finale di Coppa Italia 2020. Basterebbe un solo passo per De Laurentiis che dalla Juve potrebbe ottenere in cambio qualche contropartita tecnica (Rugani, oppure Romero o ancora Bernardeschi) piuttosto che rimanere con un pugno di mosche in mano.