Juventus, aumento di capitale per “situazione di tensione finanziaria”: bisogna preoccuparsi?

Tifosi preoccupati dal prospetto che accompagna l’aumento di capitale da 300 milioni

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L’aumento di capitale della Juventus si è reso necessario perché il club si trova in «una situazione di tensione finanziaria non disponendo di capitale circolante sufficiente a far fronte al proprio fabbisogno finanziario complessivo». Stavolta non si tratta di una ricostruzione giornalistica, ma delle parole degli amministratori del club bianconero riportate nel prospetto dell’aumento di capitale da 300 milioni di euro. Considerato anche un fabbisogno di 148 milioni di euro per i prossimi dodici mesi, sostanzialmente solo la parte residua «sarà destinata a finanziare le ulteriori azioni previste dal Piano di Sviluppo».

Tradotto, non ci si aspetti per il futuro altri colpi alla Ronaldo, se non finanziati da cessioni importanti. Si spiegherebbero così i tentativi di vendere ad ogni costo Higuain e Dybala la scorsa estate, essendo gli argentini due dei giocatori che più gravano sul monte ingaggi e che, soprattutto il secondo, hanno ancora un importante valore di mercato.

Dal prospetto dell’aumento di capitale, emerge anche che la Juventus abbia sforati i parametri di liquidità previsti dalla Figc. «Sulla base delle risultanze contabili al 30 settembre 2019 – si legge – l’indicatore di liquidità della società è pari a 0,55 e, dunque, inferiore alla misura minima applicabile (pari a 0,7): come tale, in occasione della verifica alla scadenza del 30 novembre 2019, tale indicatore risulterà non rispettato». «L’andamento economico dell’esercizio 2019/2020 – recita ancora il documento ufficiale – è previsto ancora in perdita e non si esclude che l’esercizio in corso possa chiudersi con una perdita maggiore rispetto a quella dell’esercizio 2018/2019».

Tifosi Juventus spaventati: ecco perché

A spaventare particolarmente i tifosi, però, è questo passaggio: «Nel caso di mancata esecuzione dell’Aumento di Capitale, di revoca degli affidamenti bancari e delle linee di credito disponibili e di mancata attuazione di ulteriori tempestive azioni volte a reperire risorse finanziarie in coerenza (per misura e tempistica) con i flussi finanziari in uscita previsti per i dodici mesi successivi alla Data del Documento di Registrazione, la prospettiva della continuità aziendale dell’Emittente sarebbe compromessa».

Cercando di riassumere il tutto, le plusvalenze stanno aiutando i conti della Juventus, ma da sole non possono bastare a sorreggere un progetto in costante crescita, con costi e indebitamento sempre più alti. Detto questo, la società è in mano a gente che ne sa sicuramente più di tutti in termini di finanza e se stanno seguendo questa linea, avranno sicuramente le loro motivazioni.