Effetto Juve: campione sul campo e nei videogiochi

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Nel corso della sua gloriosa storia, la Juve ha ottenuto (e continua a farlo) innumerevoli successi, guadagnandosi una schiera di tifosi e appassionati che travalica i confini nazionali. È normale, quindi, che anche nel mondo dei videogiochi, i gamer ambiscano a “vestire” la maglia dei propri idoli, ricreando sfide e partite storiche, correndo sul campo attraverso comandi di tastiera o di joystick e avvalendosi di grafiche iperrealistiche.

Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un  duello che ha coinvolto due delle più famose case di produzione di software del settore, la cui finalità è stata quella di potersi assicurare la possibilità di utilizzare il nome della squadra e i relativi campioni ad essa associata. Facciamo quindi un piccolo passo indietro, per capire cosa è successo.

Dall’Atari fino a PES

La storia dei videogiochi sul calcio è parallela allo sviluppo delle console di gioco. Correva l’anno 1980, quando il primo gioco sul calcio, firmato Atari, fu accolto come un’emozionante novità, nonostante avesse una risoluzione bassa e permettesse movimenti estremamente limitati. L’era moderna del calcio in console inizia nel 1993, con l’uscita di FIFA International Soccer, il primo di un’incredibile serie di successi. Ad oggi, considerando tutte le edizioni uscite nel corso degli anni, FIFA risulta uno dei videogiochi sul calcio più venduti di sempre.

Un’altra data storica è quella del 1995, con la potente entrata in scena della Konami e del suo titolo International Superstars Soccer. In realtà, non solo il primo gioco della Konami non aveva prestazioni eccezionali, ma, nel corso dei cinque anni a venire, FIFA continuò a migliorare, diventando un punto di riferimento quasi impossibile da raggiungere. Ecco perché, nel 1990, quando la Konami mise a punto il rivoluzionario Pro Evolution Soccer (PES), fu come dare il calcio d’inizio ad una rivalità che dura fino ad oggi.

Con il passare degli anni, i videogiochi si sono arricchiti di un numero di parametri selezionabili praticamente infinito. È logico che restino delle differenze fondamentali tra il calcio giocato in console e quello che ammiriamo allo stadio, ma le tante possibilità di personalizzazione rendono il gamer il vero protagonista, in modo assolutamente realistico, di azioni e match spettacolari, regalando emozioni e divertimento.

La Juve al centro dello scontro tra i rivali FIFA e PES

Tutto ciò che è firmato Juve è destinato al successo, anche un videogioco. Supporter e fan di tutto il mondo, fino a due anni fa, potevano contare sulla presenza della loro squadra del cuore su entrambi i titoli (sia FIFA che PES), pur con le differenze dovute alle caratteristiche delle due piattaforme di gioco.

Nell’estate del 2019, però, qualcosa è cambiato. La Konami ha segnato un golden gol all’avversaria di EA Sports, aggiudicandosi l’esclusiva dei diritti per l’utilizzo del nome della Juve. L’accordo è avvenuto nell’ambito di una presentazione ufficiale presso l’Allianz Stadium, con i rappresentanti della Konami e della squadra. Il testimonial d’eccezione di questa nuova collaborazione è stato Miralem Pjanic, che ha prestato il volto all’edizione “Juventus” di PES 2020.

A seguito di questa operazione, l’amore per la Juve si è fatto subito sentire. Certo, riuscire ad assicurarsi le licenze in esclusiva anche di Milan e Inter ha aiutato, ma l’effetto Juve è stato sicuramente determinante. Le vendite hanno subito un’impennata notevole, anche grazie all’Edizione Juventus, comprendente tutti i giocatori, oltre all’allenatore e, dopo qualche mese dall’uscita dell’edizione 2020, PES si è conquistato il primo posto nella classifica assoluta dei videogiochi.

Ai gamer fedeli a FIFA non resta che consolarsi con una versione della squadra che gioca senza maglia ufficiale, priva di tutto ciò che la contraddistingue a livello di immagine (nonostante i giocatori in campo conservino i loro nomi) e alla quale è stato dato un nome che non ha riscosso, comprensibilmente, un gran successo, ovvero Piemonte Calcio.

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PES 2021: l’eFootball del futuro

L’edizione del PES 2021 include alcune importanti novità e patch di aggiornamento, ed esce in occasione del venticinquesimo anniversario dalla nascita dello storico titolo. La parola chiave di questo sviluppo è una sola: efficacia del gameplay. L’esperienza di gioco diventa veramente sublime e, tra la replica fedele delle performance tecniche dei campioni juventini e le coreografie degli stadi, più che a un gioco, sembra di partecipare a una partita reale. PES, infatti, replica in modo talmente fedele tutte le fasi di questo sport, da guadagnarsi il titolo di “simulatore di gioco”, rappresentato dal conio del termine eFootball.

L’impegno di Konami verso un realismo mai raggiunto prima si riflette in come il gioco è stato messo a punto. Per citare solo uno degli aspetti che saltano più all’occhio, ricordiamo che nel 2019, all’alba dell’accordo con il club juventino, l’azienda giapponese ha realizzato un’incredibile quantità di scanning dei volti e delle caratteristiche fisiche dei giocatori. Il frutto di questo lavoro è evidente nelle fasi di gioco, dove i campioni portano in campo non solo i loro gesti tecnici, ma anche le loro espressioni più tipiche e riconoscibili.

Possiamo quindi incoronare PES come sovrano dei videogiochi dedicati al calcio? Per il momento sembra di sì, anche se, sul campo di gioco virtuale, il triplice fischio non arriva mai, e il futuro è ancora da scrivere. Resta il fatto che gli estimatori di FIFA dovranno aspettare almeno fino al 2023 per capire se la Juve tornerà tra le fila delle squadre di EA Sports. Al momento, però, il sodalizio tra la Vecchia Signora e PES sembra stabile e forte, anche a fronte della quasi totale unanimità nel considerare il titolo di Konami un gradino più in alto rispetto alla suo avversario storico.