Conte: “Vogliono togliermi la stella? Stupidi e ignoranti”

Le durissime parole dell’allenatore dell’Inter contro i promotori della petizione

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Antonio Conte non le manda a dire a quei tifosi della Juventus che hanno promosso e firmato la petizione tramite la quale vorrebbero cancellare la stella a lui dedicata presso l’Allianz Stadium. Nella conferenza stampa alla vigilia di Inter-Juventus, il tecnico nerazzurro usa parole pesanti per definire questa frangia della tifoseria bianconera e si dice anche dispiaciuto per l’intervento nella vicenda da parte di Andrea Agnelli. Intervento comunque smentito dalla società bianconera, secondo Sky Sport. “A me dispiace che sia intervenuto (Agnelli, ndr), perché facendolo ha dato risalto a una proposta volgare. Priva di insegnamento e valori. Ha dato spazio all’ignoranza. Io non lo devo neanche toccare questo argomento perché solo pochi giorni fa ho detto che la colpa è anche vostra, perché date spazio a situazioni volgari. Non devo ringraziare nessuno – insiste Conte – , avrei preferito che nessuno desse spazio a questi ignoranti e stupidi”.

Conte: “Non mi obbliga nessuno ad allenare”

C’è comunque ancora una parte della tifoseria Juve che lo ama per quello che ha fatto da giocatore prima e da allenatore poi. Nei confronti di questi supporters della Signora, Conte non ha nessun rancore ovviamente, ma se la prende con chi trasmette messaggi negativi anche a mezzo stampa o sui social network. “Quegli altri non sono tifosi – continua il mister nerazzurro – , sono ignoranti. Non li coinvolgo nella schiera dei tifosi. Il messaggio per i tifosi l’ho dato dieci giorni fa. Abbiamo la fortuna di fare uno sport amatissimo nel mondo. Dobbiamo essere di esempio, trasmettere valori positivi ed essere entusiasti di giocare a calcio. Che è uno sport, non una guerra. A volte ci si dimentica questo. E’ uno sport che deve tramandare valori umani e sportivi positivi, non tramandare odio o violenza. Altrimenti io sono il primo ad alzare la mano e dire basta. Non mi tiene nessuno a fare l’allenatore. Questo dobbiamo fare. Sarà sempre più difficile perché oggi siamo in una società in cui odio e violenza attecchiscono alla grande. Le generazioni stanno venendo su che sono una bellezza, perché c’è un contorno. Io sono in difficoltà da quando sono tornato dall’Inghilterra. Vedo situazioni per cui mi chiedo chi me l’ha fatta fare. Fin quando la passione verso questo sport supera questo tipo di situazioni allora ok. Se mi si abbasserà la passione sarò il primo a dire grazie e arrivederci. Non sarà una grande perdita per il calcio ma nemmeno per me”.

La Juve come un esempio per l’Inter

Infine, una battuta sul nuovo corso bianconero targato Maurizio Sarri: l’impressione è che il cambio di allenatore abbia giovato di più ai nerazzurri fin qui, mentre alla Juventus c’è ancora molto da lavorare. Conte, comunque, non si fida perché dove non arriva il nuovo allenatore, arrivano i tanti campioni presenti nella rosa bianconera. “Ognuno ha la sua filosofia, detto questo la Juve ha vinto cinque partite e pareggiata una. È già abituata a vincere, ha in rosa giocatori che hanno vinto tanto. È una squadra fatta sotto tutti i punti di vista, poi possiamo parlare di creare più situazioni da gol, ma la base è già fatta. Ci sono giocatori d’esperienza, investimenti importanti. La Juventus è una squadra che aggiunge, non sostituisce ogni anno. Anche quest’anno ha aggiunto. Ma questo è un livello in cui per otto anni hai aggiunto qualcosa, mentre gli altri hanno fatto il percorso inverso. Si è creato un gap importante a livello italiano che non è facile colmare, ma dico anche che noi di certo abbiamo iniziato la rincorsa per riposizionarci un po’ più vicini. C’è un dato di fatto, loro hanno 25 giocatori di esperienza internazionale con vittorie e vittorie nel palmares. Hanno tutto. Noi – conclude – stiamo nascendo e stiamo cercando di fare questo tipo di percorso”.