“Con Sarri servirà il pallottoliere” dicevano, molti lo hanno già scaricato

Erano stanchi degli “scudettini”, ma appena si ritrovano secondi partono suicidi di massa

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I tifosi juventini rimangono per me uno dei più grandi misteri della mente umana. Per mesi li ho letti stufi di vincere “scudettini” giocando male, invocando contestualmente anche il calcio spettacolo, anche a costo di non vincere più per un bel po’. Eppure, è bastato un pareggio col Sassuolo e il conseguente sorpasso da parte dell’Inter per farli tornare sui propri passi: Maurizio Sarri è da Juve. Ora non si può stare dietro nemmeno un minuto nei confronti di questa Inter, che non è che sia così distante (un punto), con ancora 24 partite da giocare. #Sarriout sta diventando un tormentone e a spingerlo sono gli stessi che lo hanno accolto come il messia dopo cinque anni di nulla.

Cinque anni che però ora vengono improvvisamente rivalutati. “Con Sarri gli avversari dovranno prendere il pallottoliere” dicevano, ma ora sembrano aver cambiato idea. Conosco i miei polli e sapevo che non avrebbero avuto pazienza e il “comandante” sembra essere già stato scaricato. Confrontando i numeri di questa stagione con la precedente, emerge che dopo 14 giornate la Juventus 2018-2019 aveva 40 punti, 4 in più di oggi, aveva segnato 6 gol in più e ne aveva subiti 4 in meno. E il gioco, a parte qualche sprazzo esattamente come la passata stagione, continua a latitare. Insomma, Sarri sta facendo al momento peggio nei risultati, ma la sua Juve è ancora imbattuta e chi lo ha invocato ora non può permettersi di scaricarlo dopo 1/3 di stagione. Anche perché quest’anno c’è una concorrente più accreditata rispetto a quelle del passato, ovvero l’Inter di Antonio Conte.

Se davvero avessero a cuore il bene della Juventus, andrebbero ad analizzare il momento per capire cosa ci sia che non vada in una rosa che rispetto all’anno scorso ha in più de Ligt, Rabiot e Ramsey. Qualcuno fa notare che con Lecce e Sassuolo la squadra di Sarri abbia fatto il maggio numero di tentativi verso la porta avversaria, portando il dato come prova di un miglior gioco. Purtroppo si tratta solamente della normale conseguenza del fatto che se stai pareggiando con una squadra nettamente inferiore, carichi a testa bassa per cercare la vittoria e confezioni palle gol a ripetizione. Purtroppo, poi, devi concretizzarle e al momento i bianconeri segnano poco. Altro che pallottoliere.

Conte befferà Sarri come fece con Allegri?

Sono in tanti a vedere analogie con la prima stagione di Conte alla Juventus, con i bianconeri che sono stati testa a testa con un Milan nettamente superiore a livello di rosa, fino ad averne la meglio nel finale. L’Inter ha una rosa nettamente inferiore a quella di Sarri, ma sembra avere più cattiveria agonistica, maggiori energie nervose. Quelle che secondo il tecnico bianconero sono mancate alla sua squadra dopo le vittorie con Atalanta (molto sofferta) e Atletico Madrid (strameritata). Qualcuno parla addirittura di appagamento, quello spauracchio che secondo indiscrezioni giornalistiche aveva spinto Allegri a chiedere ad Agnelli una rivoluzione nella rosa al termine della stagione passata.

Dietrologie che è inutile invocare in questo momento, perché la rosa non sarà rivoluzionata di certo a gennaio e Sarri dovrà fare con quello che ha da qui a fine stagione. Avrà molto da lavorare poiché la Juventus segna poco e subisce a volte gol da film horror. Bisogna avere pazienza e fiducia nel nuovo corso tecnico tanto invocato. Non si può rinnegare un progetto dopo pochi mesi, chi lo fa si rende ridicolo, perché altrimenti dovrebbe chiedere scusa per i giudizi espressi sul precedente ciclo degli “scudettini”.