Allegri: “Out anche Cuadrado, ma nessun alibi per Napoli”

Juventus più che in emergenza sabato contro il Napoli, le parole di Massimiliano Allegri in conferenza stampa

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Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Juventus. I bianconeri si presenteranno al Diego Armando Maradona senza tantissimi giocatori importanti. L’ultimo in ordine di tempo Juan Cuadrado, trattenuto in Colombia per problemi intestinali. “Domani sarà una bella partita – esordisce il tecnico bianconero – perché affrontiamo una squadra con grandi valori tecnici. Non è difficile fare la formazione perché non ne ho tanti. Ho scelto di lasciare i sudamericani a casa perché rientrano tra stanotte e domattina. Cuadrado poteva venire – ammette – ma ha avuto un attacco di gastroenterite ed è fermo in Colombia. Ci sono De Winter, Soulé e Miretti che verranno con noi. Questo non deve creare alibi perché cercheremo di fare risultato. Abbiamo una squadra tecnica, e chi ha giocato poco avrà a disposizione una chance. Questo è il calendario e bisogna accettarlo con tutta serenità. Abbiamo 14 giocatori + 3 ragazzi, quindi c’è abbondanza. I giocatori che hanno giocato stanotte hanno finito alle 3 e mezza stanotte e arrivano domattina alle 11. Portarli a Napoli e rischiare che si facciano male ha poco senso. Riposano in vista di martedì che c’è la partita di Champions”.

Allegri: “Gioca McKennie, il ruolo vedremo”

Tra i titolari, dunque, ci sarà sicuramente spazio per McKennie, mentre non ce la farà Chiesa. “Weston? Ha lavorato bene, domani sarà degli undici poi dovrà valutare dove farlo giocare. Federico? Per quanto riguarda le sue condizioni, ha avuto un risentimento muscolare. La risonanza è negativa ma ho parlato con lui ed è tranquillo. Il rischio c’è ad entrare in una partita così. De Sciglio e Pellegrini sono pronti, dovrò valutare chi far giocare. Difesa a tre? Dovrò decidere oggi. La parola emergenza non c’è, perché avremo la formazione ideale per giocare contro il Napoli. Sono molto sereno, è stimolante perché nelle difficoltà bisogna tirar fuori qualcosa in più. Abbiamo 7 partite, ne usciremo perché rientreranno gli altri. Le prestazioni rimangono sempre le stesse rispetto alle prime partite: con l’Empoli abbiamo fatto una partita frenetica. Dobbiamo raggiungere l’equilibrio di una squadra forte – insiste – in cui non cambia niente qualunque cosa succede nell’arco della partita e dell’annata. Da quando ho iniziato ad allenare accetto i calendari. Quando mi dicono si gioca alle 18 io mi organizzo per giocare a quell’ora. Ci sono organi competenti che lo stabiliscono. Se tutti ci mettiamo ad esprimere il nostro giudizio viene fuori un casino”.

Il deficit in classifica non preoccupa Allegri, che ritiene ci sia tutto il tempo per rimediare. “Con calma arriviamo, non c’è fretta. Il campionato lo mettiamo in piedi un pezzetto alla volta. Gli obiettivi della Juventus sono sempre quelli di essere competitivi a marzo per lottare su tutti i fronti. Per quanto riguarda la squadra, è un’ottima squadra ed è normale dover crescere negli aspetti che ho detto prima. Dobbiamo essere bravi, perché le cose da migliorare ci sarebbero state lo stesso indipendentemente dalle prime prestazioni”.

L’intervista rilasciata da Cherubini oggi a Tuttosport ha dato alcuni indizi di mercato, soprattutto su Szczesny e Kean. Ecco il commento di Allegri. “Szczesny? A parte Udine dove ha avuto mal gestione nella seconda occasione è tornato bene dopo la Nazionale. Il portiere titolare è lui, super affidabile, nonostante Perin sia in buona condizione. Kean? L’ho trovato bene, è giovane. Nel Psg ha fatto diversi gol, lo abbiamo voluto e sarebbe arrivato a prescindere da Ronaldo”.

Kulusevski e gli altri giovani

Tra i calciatori da cui Allegri si aspetta tanto c’è sicuramente Kulusevski, ma chiede calma e pazienza: “È un ragazzo che ha delle ottime qualità. Credo che i ragazzi giovani, indipendentemente da quanto vengono pagati, hanno bisogno di un percorso di crescita. Invece gli vengono addossate delle responsabilità che non possono reggere. Parlo di equilibrio mentale: è normale che uno di 22 anni può avere l’esperienza e la gestione di uno di 30. Ci sono 6 anni che valgono 180 partite di differenza – spiega il tecnico livornese – Solo così possono migliorare e crescere, acquisendo una stabilità mentale. Fagioli e Ranocchia hanno fatto un anno in Serie C ed ora sono andati a giocare in B. Ora si dice al primo giocatore che stoppa bene un pallone: ‘Ah, quello è da Pallone d’Oro’. Per questo ai giovani vengono addossate robe che non gli competono, quindi devono fare un percorso”.

C’è spazio anche per una battuta sull’addio di Ronaldo: “Non voleva più giocare nella Juventus e ha trovato la soluzione del Manchester United. Sarebbe stato comunque il suo ultimo anno, abbiamo anticipato il suo addio. Cristiano ha fatto 3 anni meravigliosi, gli auguriamo il meglio. Pensiamo a domani, si parla di niente pensando al passato. Vincere di gruppo? La Juventus lo ha sempre fatto, ce l’ha nel Dna attraverso l’amor proprio, il sacrificio. Per arrivare ad essere competitivi e cercare di vincere, che non è facile, bisogna avere una grande passione in ciò che facciamo”.

Infine, il punto sull’infermeria: “Ramsey in settimana dovrebbe tornare a lavorare con la squadra. Kaio Jorge ha tempi più lunghi, mentre Arthur dovrebbe iniziare a lavorare con noi a fine mese”, conclude Allegri.