Verona-Juventus 1-1: Pirlo fa soffrire, Szczesny salva il risultato

I migliori e i peggio di el Bentegodi tra letteratura e cinematografia

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Verona-Juventus 1-1. Le pagelle tra letteratura e cinematografia, Szczesny salva il risultato, Demiral si lascia sovrastare.

SZCZESNY 6.5 Due parate che salvano il risultato, una sul palo e l’altra sulla traversa. Dopo di che, come nell’Hagakure, il suo libro di riferimento, decide di fare Seppuku e di svirgolare il pallone in angolo. Mezzo voto in meno.

DE LIGHT 6.5 A un certo punto ho guardato meglio la TV: non ero sicuro di vedere Verona-Juve, o di stare leggendo le 32 pagine che Joseph Roth, in “Pastorale americana”, dedica alla produzione dei guanti (32!). Quegli infiniti palloni amministrati sulla linea di porta sono stati noiosi come quelle pagine, poi a metà secondo tempo un lancio. Alla fine della partita non ho capito Mathias quale personaggio del libro fosse: se lo svedese e quindi custode della tradizione, di ciò che vuole l’allenatore, o rivoluzionario come la figlia?

DEMIRAL 5 Si lascia sovrastare da Zaccagni come il protagonista di un film melodrammatico degli anni ’50. Rivede prima della scesa in campo le immagini in costume da bagno (castigatissime) di Anna Magnani e il primo nudo del cinema italiano (i 3 secondi delle tette di Clara Calamai-1942) e questo lo confonde un po’.

ALEX SANDRO 5.5 Quando è capitano lui le cose vanno male. Bisognerebbe mettere Buffon in campo solo per evitare la cosa; Quando Barak gli salta in testa crede di trovarsi al cospetto di Galactus, creatura aliena che si nutre di pianeti, nemico dei Fantastici Quattro, e invece è solo l’avversario di turno, nemmeno truccato con la CGI, per spaventarlo.

RAMSEY 5 Inciampa, cade e si arrabbia con l’arbitro, con il suo taglio di capelli e con i compagni di squadra. Sbaglia un paio di gol e sembra quell’amico che si mette in imbarazzo da solo, proponendo di rivedere le foto delle vacanze a Tunisi, quelle proposte da lui, ma in albergo la doccia non funzionava e il bagno si otturava ogni due giorni. Però l’aragosta era buona, come il passaggio a Chiesa, sul secondo gol.

CHIESA 6.5 In questa Juve viene davvero da un altro pianeta. Corre, salta e dribbla. Insomma un calciatore. Alle volte sembra quasi che gli altri si arrabbino con lui: ohé ma che te la prendi a fare? Nel primo tempo si sente ET (io giocare pallone). Nel secondo si trasforma nel Marziano a Roma di Ennio Flaiano, ma sempre il suo ci mette.

RABIOT 5 Dopo la ciabattata che lo avrebbe incoronato eroe della serata, l’unica contenta è la mamma. Le scarpe nuove non si sono rovinate e lei, felice del bimbo ubbidiente, è pronta a ordinare la nuova raccolta delle fiabe di Andersen, illustrate da Gustave Doré. Alè.

BENTANCUR 5.5 È un po’ il Brooke Logan della Juve. Come la protagonista di Beautiful, non è mai la prima scelta, ma prima o poi tutti se la sono sposata, anche 8 volte; ma dopo la partita di Porto non è più lei, pardon, lui. Tutti gli allenatori lo mettono in campo e lui non fa malissimo, ma nemmeno riesce ad alzarsi sopra la media. Per punizione ha scaricato, su suggerimento di Pirlo, tutti gli episodi di Capitol, la telenovela, per mescolare un po’ di politica, ai sentimenti.

MCKENNIE 5.5 Il ragazzo c’è e anche la capigliatura. Insieme a Chiesa è l’unico che corre, abbaia e si propone. Sarà che ha letto Satrman Jones, di Heinlein, in cui un semplice contadino, diventa Capitano di un’astronave, o sarà che gli avversari sempre su due gambe corrono.

BENARDESCHI 5 Ci prova. Si adatta. Insegue e morde le caviglie. Ha appena finito di leggere il nome della rosa (prestatogli da Nedved, visto che non ha ancora, come i suoi compagni, l’account su IBS) e in un paio di inutili affondi si sente Fra Guglielmo da Baskerville; noi invece lo vediamo come Lando Buzzanca nel “prete sposato”.

DI PARDO 6 Sembra bravo. Quest’anno Pirlo ha schierato così tanti ragazzini che nemmeno in tutti i 9 anni precedenti. Se poi dal festival di Sundance, invece di diventare carne da plusvalenza, negli affari estivi del nostro Jeff Bezos, andranno a dirigere Kolossal per la Disney, è una cosa che solo il tempo ci dirà.

KULUSEVSKI 6 Alle volte sembra Gigi La Trottola, quando si trasforma e diventa alto e bello. Quello è il momento in cui passa la palla a Rabiot. Per il resto della partita sembra avere l’intelligenza dei nemici di Ken il Guerriero (noi uccidere te). Resta il giocatore Bipolare che si farà.

RONALDO 6.5 Secondo Ronaldo la forza è necessaria per vincere l’attrito che il pallone incontra mentre gonfia la rete. Ieri sera ha avuto 1 sola occasione e non l’ha mancata. Alle volte però non si è reso conto che è necessario passare la palla. Sarà perché i suoi compagni non cercavano di sottrarsi all’attrito della marcatura dei calciatori avversari in modo da poter sviluppare il passaggio rettilineo uniforme?

ALLENATORE 5 Errare humanum est, perseverare diabolicum. Il buon Pirlo, aveva fatto ammenda degli errori. Con la Roma aveva capito che non si poteva attaccare a testa bassa. Quando capirà che senza Iniesta e Xavi non si può giocare sulla propria linea di porta, regalando almeno 12 palle agli avversari, diventerà il Candido di Voltaire, dopo aver trovato il suo “weltanschauung” e potrà essere l’allenatore della Juve. Sino ad allora, soffriamo con lui.

TENET IN THE DARK (Riavvolgiamo il tempo e cambiamo il passato, consapevoli di ciò che è accaduto nel futuro)

Il tempo si ferma: Calcio d’angolo per il Verona. Ramsey cintura Faraoni. Il mio amico, il dottor Cavallo non ha dubbi: rigore. E lui tifa Juve.

Poi mi domando se calciatori di esperienza come Aaron (un passato in Premier League e svariate partite internazionali) possano fare errori di questo genere, anche a palla lontana.

Immaginate i giornali di oggi, se avessimo vinto 1-0 e i pianti di Antonio Conte e i panni sporchi del VAR che sarebbero stati lavati in pubblico, in tutte le TV?

E ricordiamoci anche l’errore in difesa con il Napoli. E poi, dopo un rigore del genere, cosa fai?