Verona-Juve 0-1: Rabiot ancora decisivo, Paredes entra male

Le pagelle con il giudizio di Dio del match vinto dalla Juventus al Bentegodi

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Verona-Juve 0-1, le pagelle con il giudizio di Dio: il meglio e il peggio visto ieri sera al Bentegodi.

PERIN 6 – Nonostante la pressione del Verona avrebbe potuto leggere parecchio. Peccato che Landucci invece di portargli le avventure del Piccolo Sceriffo ha preferito una intera annata di Arredo Casa e Gente Viaggi, le stesse riviste consegnate agli italiani, incarcerati all’estero, dal console in visita.

BREMER 6 – Difende con la spada, con il corpo, con i piedi, con la testa ed è pronto ad andare a giocare il mondiale che noi nemmeno vedremo.

BONUCCI 5.5 – 1 Stagione e 100 Bonucci diversi. Dopo il micologo e il tassidermista è la volta del Bonucci campione di Arti Marziali. Si esibisce in un colpo di Wing-Chun, il calcio della primavera passata che anticipa l’attaccante del Verona, anche se siamo in autunno.

DANILO 6 – Un’estate al mare è il leitmotiv di tutta la partita. Malgrado il mondiale incombente Danilo è lì a pensare ai suoi compagni di squadra che andranno in vacanza: ombrelloni, pedalò, sdraio, lettini, perizoma e bichini dorati e l’immancabile partita di beach volley che lui riesuma involontariamente.

CUADRADO 4.5 – Ormai è deleterio come le punizioni di Ronaldo o come un pacco di sigari dato in mano a una donna incinta; ma un pacco di Cohiba Siglo VI, visto quanto pesa il suo stipendio a bilancio.

ALEX SANDRO 5 – Il Golia Nero, membro degli Avengers, ha il potere di crescere a dismisura. Alex Sandro entra e lo imita ma solo nella storia in cui diventa famoso per la sua morte: nella miniserie Civil War muore quando è alto 2 chilometri e Iron Man, al secolo Tony Stark, acquista il terreno, da un contadino (razzista probabilmente) del Mississippi, per farlo seppellire.

FAGIOLI 6.5 – Piedi canto e l’uomo che primo, dall’ippodromo di Livorno, venne qui fuggiasco, per fato, e allo stadio scaligero e molto sull’erba fu preda, per l’ira ostinata del crudele fantino.

MIRETTI 6 – Ha letto Schekley, lo scrittore americano di fantascienza. E ogni volta che l’allenatore parla di lui nelle interviste, il ragazzo se la ride, beato: il caciucco, il porto, i cavalli, il casinò, la tavernetta e il fiasco di Chianti.

LOCATELLI 6 – Questa volta è toccato a lui aiutare il figlio di Cherubini a fare i compiti. Certo che il latino non è la sua materia preferita. Perché il latino ha i casi? E la perifrastica, attiva e passiva, influenzeranno il suo ruolo?

PAREDES 4 – Ormai è chiaro: è stato acquistato solo per accompagnare Arrivabene dal barbiere: si sbarbano, mangiano dell’asado, si fanno lo shampoo, si fanno fare le meches e poi grosse risate in attesa della pausa mondiale.

RABIOT 6.5 – Il dottor Hyde e Mister Jackyll non riescono a dare l’idea del modo in cui gioca a calcio. Alterna sgroppate da puro sangue a calcioni da mulo. Eppure va al mondiale.

KOSTIC 6 – Stasera resta a guardare il film per la TV trasmesso su Raidue; quello che anche se vai in bagno o telefoni per mezz’ora alla tua ragazza/o, sei sempre in tempo a capire a che punto siamo: in difesa a soffrire come vitelli.

KEAN 6.5 – Come dimostra anche nel post goal è un ragazzo che eccelle in tutto: pare che suoni anche molto bene la chitarra, il basso, il liuto, il mandolino, il banjo e l’ukulele. Eppure stava per sbagliare un gol semplice come il giro di do.

DI MARIA 5 – Ci sarà l’asado in Qatar? Di suo ha già prenotato insieme a Messi la visita all’isola delle banane, alla foresta di mangrovie, alla spiaggia (con vista porto industriale) di Fuwairit, e al sito archeologico di Al Zubarah. Certo Torino, la mole e la sindone, è bella, ma vuoi mettere?

MILIK 6 – Qualche giro di valzer, dinanzi alla porta avversaria, non cambia l’inerzia della partita, tanto che sembra che le raccomandazioni di Allegri siano state: mi raccomando, sia mai che stai troppo vicino alla porta.

ALLEGRI 5 – La vittoria di Corto Muso lo manda su di giri ed è lì a leggere a voce alta la storia universale del cavallo (scritto da Lele Adani) mentre la squadra è ancora in campo; poi prega il Dio cavallo, perché, dopo tanti ceri accessi, possa donargli la vittoria e infine galoppa nitrendo verso i microfoni. A me sanguinano ancora gli occhi.

ARRIVABENE 3 – Chi tifa tace e chi allena si da pace. Epperò le partite e i biglietti li paghiamo noi.

TENET IN THE DARK: Rigore è se arbitro fischia diceva Boskov. E anche se non lo è (perché il regolamento dice che non lo è) l’ululato del tifoso medio deve innalzarsi al di sopra di leggi e regolamenti. La Juve ruba, dice il tifoso da bar.