Venezia-Juve: Locatelli re del nulla, cos’ha Dybala?

La Juventus in preda ad un turbinio di delirio

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Venezia-Juventus: il giudizio di dio sull’ennesima gara gettata alle ortiche.

SZCZESNY 6 – La copertina del crossover Tex-Zagor è orribile. Pare che prima di andare in stampa nessuno l’abbia vista, nemmeno Tek che si lancia con quel minuto di ritardo, acquista l’albo in edicola e protesta sulla pagina Facebook di Tex.

DE SCIGLIO 5.5 – Ci aveva illuso come spesso fanno i titoli dei giornali: Maria De Filippi è l’ultima Gramsciana d’Italia, Gianni Morandi legge Marx, e De Sciglio, è un ottimo terzino. La prime due affermazioni sono incredibili, ma vere, la terza invece è credibile ma falsa. Povero Gramsci; e poveri giornali.

BONUCCI 5 – Se uno il coraggio non ce l’ha non se lo può dare, diceva Manzoni. Altro che bravi o Innominati o conversioni. Qua siamo dalle parti di Don Abbondio: copre la visuale, si sposta per non farsi prendere in faccia e il gol del Venezia che non s’aveva da fare si fa.

DE LIGT 6 – Il deserto dei tartari è un capolavoro. Lo sa bene Matthijs che al rientro dalle vacanze estive, si è ritrovato nella Fortezza Bastiani, spaesato. Non può passarla avanti, perché non c’è nessuno; ma solo lateralmente ai due capitani al prezzo di uno. La sicurezza è totale.

PELLEGRINI 6.5 – Le convinzioni di Allegri sono come quelle del Papa e dei lettori di fumetti supereroistico. Il divorzio, il matrimonio gay, il preservativo, la continuity secolare, gli universi paralleli e il cambio. Forse il migliore, fino a che resta in campo.

ALEX SANDRO 5.5 – Quando uno sceneggiatore in crisi di ispirazione inventa lo sconvolgente uomo coniglio (su l’incredibile Hulk o era Uomo ragno?), morso da un coniglio radioattivo, si pensa di aver toccato il fondo. Poi c’è la sostituzione Pellegrini – Alex Sandro e allora è chiaro che si può ancora scavare.

RABIOT 4.5 – Il cappellaio Matto chiede ad Alice: che differenza c’è tra un corvo e una scrivania? E tra Rabiot e un centrocampista? Al primo indovinello non c’è una soluzione, al secondo speriamo che Allegri trovi una risposta. A 2? A 3? A basta!

LOCATELLI 6 – Come cantavano i Litfiba, ben prima di diventare famosi è il Re del nulla e nel nulla lui rimane. Se la prospettiva è passarla a Mr 7 milioni, meglio buttarla in fallo laterale.

CUADRADO 5 – Senza sigaro e poncho, sembra Eddy Murphy che interpreta la famiglia del professore tutto matto. Non la passa e tira in porta da solo. Ma se la gag migliore del film è quella sulle scorregge, non fa ridere, ma innervosire.

RAMSEY 9 – È l’unico a cui è piaciuta la serie Live action di Cawboy Bebop, cancellata per vergogna dai direttori di Netflix, per evitare che gli avi dei creatori si rivoltassero nella tomba e i creatori originali della serie (quelli della Sunrise) dovessero rimboccare la lapide a tutti. Lui se la rispara mentre la Juve gioca con il Venezia.

BERNARDESCHI 6 – Il meglio che può fare è questo. Sic and simpliciter. Invece di una trama robusta, resta invischiato nelle maglie della prosa di Gramellini. Buonismo spicciolo, ultimo rigo delle favole ed editoriali da sbadiglio: altro che caffè.

BENTANCUR 5.5 – Brooke Logan di Beautiful è stata con tutti: prima con Allegri, poi con il figlio, poi con il fratello, poi con il cognato e poi anche con Galeone (tra un’intervista alla gazzetta e l’altra); però non ha mai avuto il tempo di mettersi dinanzi alla porta e allenarsi a tirare il pallone: come Rodrigo; troppo impegnato a vedere le 8322 puntate che aveva di arretrato.

KEAN 5 – Quarto idraulico a casa, problema che resta. Non è nemmeno capace di cambiarmi il rubinetto; figurarsi un taglio in profondità.

MORATA 6.5 – Morata Metallurgico ferito nell’onore; celebra la grandezza della Wertmuller, dopo un cineforum a casa Allegri; segna come la grande regista di stinco e d’istinto e poi si rilassa, come lei, nella fase finale della carriera.

KAJO JORGE 5.5 – La Bossa nova è stata inventata a fine anni ’50. Quando i muri delle case di Rio diventano sempre meno spessi, per risparmiare sui costi, e i giovani canterini invitati alle feste, dovevano imparare a dare meno fastidio ai vicini. Lui è molto forte nel retropassaggio Allegriano, e se qualcuno dice che non sa difendere, lo condanniamo al rogo.

DYBALA S.V. – Non ha nulla, affaticamento, forse, qualcosa. Lo rischiamo. Anzichenò. Rientra dopo Natale?

ALLEGRI 4.5 – Più che un fromboliere, sembra un barzellone. Rientra nello spogliatoio per primo e ne esce per primo. Come se non avesse nulla da dire ai propri giocatori che, infatti tornano in campo come gli sceneggiatori di RIPD – Poliziotti dell’aldilà. Una specie di Men in Black sui fantasmi che, dopo essersi fatti le pacche sulle spalle per avere nel loro film un gigantesco Jeff Bridges, si sono dimenticati di scriverlo.

TENET IN THE DARK (Riavvolgiamo il tempo e cambiamo il passato, consapevoli di ciò che è accaduto nel futuro).

In panchina non abbiamo nessuno. Certo. Se non conosci le regole del gioco. Il Genoa ne ha cambiati 5, la Salernitana ne ha cambiati 5, il Venezia ne ha cambiati 5. Non ricordavo che le panchine di queste squadre avessero giocatori più forti di quelli della Juve.

E nel turbinio di delirio che c’è su quella panchina (quella nostra) non si riesce nemmeno a tenere Kaio Jorge in campo per tutta la partita. Entra, esci, gira, gira in tondo, c’è più gusto e sai perché? Non c’è mai nessuno che stia avanti o che stia indietro; quasi che si sia nella Maratonda di Capitan Libeccio, di Alice.