Editoriali

Valencia-Juventus: l’assalto alla coppa dalle grandi orecchie partirà dal Mestalla

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Ridicolo nascondersi dietro un dito: la Champions è l’obiettivo principe della Juventus. La cavalcata inizierà mercoledì 19, ore 21:00, contro il Valencia

Non un sogno, ma un obiettivo, non un’ossessione, ma una grande ambizione. La tanto agognata Champions League, oggetto del desiderio dell’intero popolo bianconero, è un trofeo che scalda il cuore di tutti i tifosi, è la competizione per antonomasia più prestigiosa al mondo per le squadre di club. La caccia alla Coppa dei Campioni si aprirà mercoledì 19, alle ore 21:00, nell’infuocato Estadio de Mestalla, fortino del Valencia. Da incubo l’avvio di stagione degli spagnoli: 3 punti in quattro partite, frutto di tre pareggi e una sconfitta, 3 gol realizzati, 5 subiti e il terzultimo posto in classifica, in piena zona retrocessione. Ora Marcelino e i suoi proveranno a riscattarsi nel debutto europeo, davanti alla propria tifoseria sempre caliente. Kondogbia, vecchia conoscenza del calcio italiano, salterà il match a causa di un problema fisico, così come Coquelin, mentre Murillo (pure lui ex Inter come il centrocampista francese), con ogni probabilità, sarà  regolarmente  a disposizione.  Dunque, il tecnico dei valenciani, che rinuncerà  per giunta a Garay per infortunio, come da lui stesso dichiarato in conferenza  stampa, sembrerebbe  orientato a schierare un 4-4-2 così formato: Neto; Piccini, Diakhaby (Murillo), Gabriel Paulista, Gayà; Soler, Wass, Parejo, Guedes (Cheryshev); Rodrigo, Gameiro (Batshuayi).

La Juve è reduce dalla vittoria casalinga (2-1) contro il Sassuolo, gara che ha sancito la prima doppietta di Cristiano Ronaldo in maglia bianconera, ritorno al gol preannunciato da un profetico Allegri nella conferenza pre-match. La Vecchia Signora, tutto sommato, ha disputato una buona partita. Molto meglio nella ripresa, a dispetto dei primi 45 minuti in cui Madama ha mostrato una scarsa efficacia negli ultimi 16 metri, ma con due gravissime macchie nel finale: Bonucci, che per l’ennesima volta si è perso completamente la marcatura del suo uomo (Babacar), liberissimo di insaccare in rete di testa, e Douglas Costa, autore di un gesto a dir poco ignominioso nei confronti di Di Francesco che è costato al brasiliano una squalifica (sacrosanta) di quattro turni, e che gli costerà una multa salata (e giustissima) da parte della società della Continassa.

Per l’esordio in Europa il tecnico labronico dovrà fare i conti con l’assenza certa di De Sciglio che, come riportato nel comunicato ufficiale della Juventus, «è stato sottoposto a esami strumentali che hanno evidenziato una lesione di tipo distrattivo ai flessori della coscia destra. De Sciglio ha già iniziato terapie e lavoro personalizzato e verrà monitorato quotidianamente». Quanto a Dybala, nonostante una contusione rimediata con il Sassuolo, sarà arruolabile. Oltre a Mattia De Sciglio, out anche Barzagli, per infortunio, e Spinazzola fuori dalla lista Champions a causa del suo lungo stop. Massimiliano Allegri, stando alle indiscrezioni, potrebbe far scendere in campo i suoi ragazzi con un 4-3-3 composto da: Szczesny; Cancelo (Cuadrado), Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (Emre Can), Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic, Cristiano Ronaldo. Ipotizzabile anche l’opzione di un centrocampo a due (presumibilmente formato da PjanicMatuidi), con un 4-2-3-1 che, in zona offensiva, potrebbe prevedere l’impiego simultaneo di Bernardeschi, Dybala e Cristiano Ronaldo dietro a Mandzukic. Oppure, altra alternativa percorribile, la Joya in luogo di Mario Mandzukic, per un 4-3-2-1 con lui e Federico Bernardeschi a supporto di CR7, o l’argentino in posizione di falso nueve con l’ex calciatore della Fiorentina sul centrodestra e Ronaldo sul centrosinistra alle spalle. Altra possibilità viva, l’utilizzo di Cancelo in posizione di terzino sinistro al posto di Alex Sandro e quello di Douglas Costa là davanti.

Valencia-Juventus: la lettura tattica

Il Valencia incarna l’idea di calcio pragmatica del suo allenatore Marcelino. In fase di non possesso la compagine spagnola tende a fare densità nella terra di mezzo, per soffocare il fraseggio e la manovra centrale dell’avversario. Al contrario, invece, concede un pizzico di libertà in più sugli esterni e, all’uopo, attua la trappola del fuorigioco in base alle situazioni  che  si creano nel corso della gara. In fase di possesso il tecnico spagnolo predilige avviare l’azione palla a terra, dalla terza linea, con il conseguente  allargamento dei due terzini, in modo tale da sfruttare l’ampiezza del campo. I due attaccanti si abbassano in mediana accorciando verso il portatore di palla, favorendo, quindi, i repentini tagli degli esterni di centrocampo, che aggrediscono gli spazi centralmente. Inoltre, sono di fondamentale importanza le costanti sovrapposizioni dei due fluidificanti, volte a garantire una situazione di superiorità numerica sulle fasce. Pertanto, la Juventus dovrà tenere sempre la guardia alta soprattutto per ciò che concerne le corsie laterali, assai utilizzate dai Blanquinegres e occupate da calciatori molto dotati dal punto di vista tecnico, segnatamente Soler e Guedes, abilissimi nel saltare il diretto marcatore. Motivo per cui i due esterni alti bianconeri, supportati  ovviamente  dai laterali bassi, avranno il compito di badare parecchio alla fase di non possesso, nel segno dell’abnegazione e dell’intensità agonistica.

Inoltre, il trio bianconero di centrocampo, accorciando prontamente, dovrà limitare al massimo le giocate del tandem WassParejo, tutt’altro che ineccepibili in interdizione (specificatamente Dani Parejo), ma bravissimi nell’innescare le punte grazie ai loro piedi assai educati. In fase di costruzione  sarà  indispensabile  far girare il pallone da un lato all’altro del rettangolo verde, con una certa rapidità e frequenza, proprio per scardinare l’assetto tetragono del Valencia. Vitale, in questo senso, sarà il rientro di Pjanic in cabina di regia, che dovrà tessere le trame e rifornire gli attaccanti con estrema lucidità e precisione chirurgica. Vietato abbassare esageratamente il baricentro concedendo troppi metri all’avversario. Sarebbe deleterio. Chiellini e compagni non dovranno scendere sul manto erboso per racimolare un misero punto, bensì cercando a tutti i costi di fare bottino pieno, anche (e soprattutto) per partire già in discesa. L’ora dell’Europa che conta sta per scoccare. Stavolta, per la Juventus, con un Cristiano Ronaldo in più. E questo non è un dettaglio.

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