Tottenham-Juventus: a Wembley con la bava alla bocca

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«Volli e volli sempre, e fortissimamente volli». Questa celeberrima frase del noto poeta e scrittore Vittorio Alfieri, riadattata ad hoc nel caso specifico in chiave calcistica, calza a pennello per la Juventus di Massimiliano Allegri, che mercoledì 7 marzo alle ore 20:45, avrà l’arduo compito di violare la tana di “Wembley” degli Spurs per conquistare il pass valevole per i quarti di finale di Champions League. Il 2-2 dell’”Allianz Stadium” di Torino pesa notevolmente a discapito dei bianconeri, ma la rimonta in terra britannica è tutt’altro che una mission impossible. Il Tottenham di Mauricio Pochettino, privo degli indisponibili Aurier e Alderweireld, dovrebbe scendere in campo con un 4-2-3-1 così schierato: Lloris; Trippier, Sanchez, Vertonghen, Davies; Dier, Dembele; Eriksen, Alli, Son; Kane.

In casa Juve bisognerà fare i conti con le situazioni legate a Higuain e Mandzukic: il primo sarà a disposizione e probabilmente lanciato sin dal primo minuto, mentre il secondo, non in perfette condizioni fisiche, non è neppure stato convocato. Ancora out Cuadrado e Bernardeschi, invece Mattia De Sciglio ha recuperato dall’infortunio, quindi sarà disponibile.Dunque, modulo 4-3-3 con: Buffon; Lichtsteiner (De Sciglio), Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Dybala, Higuain, Douglas Costa. Nel caso in cui l’ex centravanti del Napoli dovesse partire dalla panchina, Asamoah potrebbe giocare da terzino sinistro, con il conseguente impiego di Alex Sandro esterno alto di sinistra a completare il tridente con la Joya al centro e con il brasiliano ex Bayern Monaco a destra.

Tottenham-Juventus: gli argomenti tattici

Il match d’andata ha evidenziato nitidamente pregi e difetti del Tottenham. I londinesi, infatti, in fase di non possesso, hanno esercitato un pressing assai ben ponderato, per lunghi tratti tambureggiante, inibendo, di fatto, l’uscita pulita e la costruzione del gioco dal basso all’avversario. In linea di principio, tendono a intasare e sporcare le linee di passaggio, specialmente grazie al lavoro svolto dal tandem DierDembele, ossia i due mediani posizionati a protezione della difesa. Però, la retroguardia inglese, sovente, mostra più di qualche scricchiolio, come ad esempio in occasione della rete del momentaneo 1-0 siglata dal PipitaHiguain. In fase di possesso, invece, possono fare affidamento su elementi dotatissimi dal punto di vista tecnico come Eriksen, Alli, Son e Kane. Questi quattro tenori, soprattutto in campo aperto e negli spazi ampi, rischiano di diventare letteralmente devastanti se non sono marcati con estrema attenzione. Il daneseChristian Eriksen, in modo particolare, è strepitoso nell’inventare assist al bacio per i suoi compagni. Pertanto, i bianconeri dovranno a tutti i costi evitare di concedergli la classica giocata a palla scoperta, per scongiurare rifiniture chirurgiche (e letali) che il giovane talento nordico è in grado di confezionare.

Altro aspetto di vitale importanza sul quale i ragazzi di Allegri dovranno lavorare è la ferocia agonistica sulle seconde palle, indispensabile per recuperare il pallone rapidamente, in maniera tale da ribaltare l’azione in velocità. La Vecchia Signora non dovrà commettere banali errori tecnici in fase di impostazione, bensì  far circolare la sfera con grande fluidità, precisione e concretezza. Occhio a non farsi prendere troppo dalla frenesia, ma allo stesso tempo sarà necessario schiacciare il pedale dell’acceleratore sin da subito, giudiziosamente, ma con efficacia e convinzione. La tenuta fisica e mentale di Madama giocherà un ruolo importantissimo ai fini della qualificazione. La zebra è il simbolo con il quale la Juventus viene rappresentata e identificata. Ma questa volta, più di ogni altra, a “Wembley” dovrà scendere sul terreno di gioco una tigre affamata e bramosa di voler divorare la sua preda. Una tigre di nome Juventus.