Interviste

Tottenham-Juventus 2-0: le interviste ad Allegri, Chiellini e Cuadrado

Tottenham-Juventus Chiellini
Scritto da Redazione JM

Tottenham-Juventus 2-0, la parola ai protagonisti: al termine del match hanno parlato il tecnico, l’esperto difensore e l’esterno colombiano

Tottenham-Juventus 2-0, le interviste post-partita. Massimiliano Allegri non può essere soddisfatto al termine della gara persa a Wembley, ma non c’è da fare drammi, perché i carichi di lavoro degli ultimi giorni sono stati elevati.

“È stata una partita in cui abbiamo anche fatto delle cose buone – le parole del tecnico toscano riportate da Juventus.com – , e poi il Tottenham ha dimostrato di essere un’ottima squadra, che potrà fare una grande stagione. Abbiamo subito di nuovo gol? Quelli che abbiamo preso in queste amichevoli sono simili fra loro. Queste sconfitte danno fastidio, ma ci servono per continuare, e per capire dove mettere più attenzione in vista del primo vero nostro obiettivo stagionale, che è la Supercoppa. La squadra comunque sta bene, è cresciuta fisicamente, bisogna vedere le cose positive”.

Tottenham-Juventus 2-0: Chiellini

Non è preoccupato nemmeno Giorgio Chiellini, che sa bene quanto sima importante non sbagliare nelle partite ufficiali e non nelle amichevoli.

“Non c’è nulla di cui preoccuparsi – dice l’esperto difensore – , ora dobbiamo solo tornare a Torino, lavorare con continuità e ritrovare lo spirito che ci ha sempre contraddistinto. Durante l’estate ci mettiamo sempre un po’ a carburare, è accaduto anche negli anni scorsi, ma quando arriva il momento di attaccare la spina siamo sempre stati bravi a farlo. Negli Stati Uniti, un po’ per i viaggi, un po’ per il clima, non sempre siamo riusciti a dare la giusta intensità alle gare. Oggi contro il Tottenham ci siamo riusciti. È normale che quando arrivano giocatori nuovi serva un po’ di tempo per trovare gli equilibri, ma sono sereno, perché sono convinto che la squadra sia migliorata. Paura che Dybala vada al Barcellona? Nessuna”.

Tottenham-Juventus 2-0: Cuadrado

È consapevole di non essere personalmente al massimo, così come non lo è nemmeno la squadra, anche l’esterno colombiano Juan Cuadrado.

“Non siamo ancora al massimo, abbiamo lavorato molto in questi giorni, ma adesso ci concentriamo per essere al cento per cento della condizione in vista di quello che è il primo impegno ufficiale della stagione, cioè la Supercoppa. È stato comunque molto bello giocare qui – conclude – , in questo magnifico stadio”.

6 Commenti

  • Guarda, non so, io credo che la Juventus sia stata capace anche di giocate strepitose (Barcellona ma anche assist di Alves per Higuain col Monaco, per dire).
    Poi può non entusiasmare ma se poi entusiasmasse e perdesse, non dico tu ma il 99% di quelli che la criticano per il gioco, starebbero qui a dire che è bella ma non balla.
    Soprattutto però la Juve ha una mentalità strepitosa ed è quella che le ha sempre permesso di andare oltre il singolo giocatore e continuare a vincere nonostante alcune eccellenze perse.
    Tra Bonucci e Allegri non c’è dubbio che si dovesse tenere Allegri, è lui che comanda e non esiste che un giocatore, per quanto importante sia, alzi la cresta. Sono cose che la Juve non ha mai permesso e c’è solo da essere orgogliosi di una società di questo tipo.
    Sopravvivremo anche a Bonucci e il prossimo campionato ne darà la sentenza.

  • Quando sento parlare Allegri mi viene da ridere. Quando vedo giocare la Juve, allenata da lui, mi viene da piangere. Non c’è e non ci sarà mai bel gioco! Non vedo l’ora che se ne vada. È un fanfarone. La Juve ha scelto lui, strapagandolo, e non Bonucci: bene! Il prossimo campionato darà la sentenza.
    Ma come si fa a trattenere un allenatore che, in tre anni, non è mai riuscito a far giocare decentemente la sua squadra! Non sarebbe stato meglio cambiare. Ha vinto in Italia, ma contro chi?

      • Bisogna sempre ricordare da dove e con chi era partita la Juve di Conte.
        Poi cosa c’entra Conte con l’incapacità di far esprimere un bel gioco alle proprie squadre? Ha mai visto giocare, in modo spettacolare, la Juve allenata da Allegri? Io credo che tutti abbiano constatato la realtà dei fatti: la Juve, negli ultimi tre anni, non ha mai entusiasmato. Se poi vogliamo ricordare le partite con il Barcellona, in Champions, queste sono state vinte da due ottimi giocatori: Dybala all’andata e quel signore, di cui non voglio fare il nome, che ci ha abbandonati per il PSG. Ma forse anche in questo c’entra ancora Allegri.
        Se a lei va bene questo allenatore, facoltà sua. Va ottimamente anche alla dirigenza che lo strapaga.

        • Nella storia rimarranno tre scudetti, tre coppe Italia e due finali di Champions. Più trofei vinti di Conte, terzo allenatore nella storia della Juve per titoli vinti. Nemmeno Trapattoni faceva un grande calcio, ma è lassù che guarda tutti dall’alto

          • Non voglio polemizzare ma per me il calcio è sempre stato un gioco. Se non ci si diverte a osservarlo, anche con quello che costa, è preferibile spendere per altri sport. Sono tifoso Juventino da più di 60 anni e le emozioni, che mi ha dato la Juve, sono sempre stare le stesse. La Juve di Trapattoni o di Ancelotti o di Capello non mi hanno mai emozionato. Mi è piaciuta di più la Juve di Heriberto Herera: almeno “tacava la bala”.
            La Juve attuale sembra senza nerbo, molliccia. Se poi perde i giocatori che la spronavano non credo ci porterà vantaggi.
            A me suona sempre all’orecchio quella famosa parola: “cagon”, pronunciata verso l’attuale allenatore. Si possono vincere decine di campionati o di coppe Italia ma la qualità del gioco non cambia per questo. La dirigenza si consolerà con i molti introiti: per Andrea Agnelli sarà sempre preferibile arrivare a 5 finali di Champions e perderle piuttosto che arrivare ad una sola finale e vincerla. Oramai il calcio non è più un gioco ma solo business. La vicenda Neymar è la più eclatante dimostrazione.

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