Torino-Juventus: si salvano solo Chiesa e Ronaldo

Il giudizio di dio sul derby di ieri

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Torino-Juventus 2-2, il giudizio di dio: solo Chiesa e ronaldo meritano, il resto è un disastro.

SZCZESNY 4 – Al 27esimo del primo tempo un buco spazio temporale lo trasporta nel film Wonder Woman 2. Dialoghi terribili, storia che ha più buchi di una gruviera, nemici improbabili e lui si trasforma nel Lex Luthor dei poveri. Poco colpevole sul primo, ma un asino, nobile animale, sul secondo.

CUADRADO 5.5 – Nel giorno in cui tutta la squadra sembra il Titanic, lui resta a galla come Di Caprio per un po’. Poi come l’attore abbandona la sua bella (in questo caso la vecchia signora) e prova l’ennesimo dribbling che potrebbe costare caro.

CHIELLINI 5 – Ormai sembra il nemico di una puntata di Chuck Norris in Walker Texas Ranger. Il problema è che dopo il libro si scrive anche la sceneggiatura da solo mentre fa la faccia cattiva.

DE LIGT 5.5 – In una giornata come questa nessuno è innocente e i suoi interminabili fraseggi, con Chiellini, sono estenuanti come le pagine di Philip Roth che descrivono la fabbricazione dei guanti in Pastorale Americana: ficcanti, per carità, ma pallosissimi.

ALEX SANDRO 5.5 – Sembra l’Hulk selvaggio e stupido di Lou Ferrigno, ma buono. Prova a saltare gli avversari e si incaponisce senza riuscire a sconfiggere il nemico scaltro. Lo preferivamo capitano, se l’alternativa è questa.

DANILO 5.5 – La testa è altrove. Forse sta ancora metabolizzando l’allungamento del brodo di Breaking bed che ha comportato un abbassamento qualitativo della serie, e ha portato i protagonisti a brancolare per una stagione sul set senza sapere cosa fare.

BERNARDESCHI 5.5 – Il momento migliore della sua partita è quando incita i compagni dalla panchina. Per il resto sembra le pagine di un libro, con parole raggrumate a caso, come nei best seller di Alberoni.

CHIESA 6.5 – Corre. Salta. Si dimena. Tira in porta. Impegna il portiere avversario. Fassbender era l’unico che nel ruolo dell’androide provava a salvare un insuccesso annunciato come il remake di Alien. Chiesa fa lo stesso.

BENTANCUR 5 – Prima della partita ha visto 13 episodi di Beautiful. E ha giocato tutto il match come il cliffangher di una puntata della telenovela; in attesa della giocata che possa cambiare la partita che non arriverà mai: Rodrigo, somigli a… Lo scopriremo nella prossima partita

RAMSEY 4.5 – Nemmeno mi ero accorto che fosse entrato in campo; l’ho scoperto consultando i tabellini.

KULUSEVSKI 4 – Un regalo agli avversari è ormai nel suo curriculum. Sembra la regina Himika, la nemica di Jeeg Robot d’acciaio, che nei primi secondi di ogni nuovo episodio ha folgoranti idee per distruggere il robot titolare della serie, ma poi, inesorabilmente, viene sconfitta.

RONALDO 6 – Il gol di Ronaldo non è altro che la storia di come è diventato ciò che è. In un giorno come questo dovrebbe comprendere che, se gli unici dribbling che gli riescono, sono quelli che lo fanno indietreggiare, deve smettere di sentirsi come se fosse il Calcio, nella filosofia del pallone, ma tornare a Platone e capire come riuscire a rappresentare l’idea di calcio.

MORATA 5 – Ancora una volta lo stop in area mostra la sua impotenza. Qualche discreto colpo di testa, ma sembra il lontano parente del lettore di Lando e Corna Vissute di inizio campionato.

PIRLO 4 – Se la squadra è molle e prende gol al primo minuto del secondo tempo, significa che sta continuando a leggere i libri di Sveva Casati Modignani perché interessato all’intreccio amoroso. Tanto lo sai che alla fine si mettono insieme. E allora?

TENET IN THE DARK (Riavvolgiamo il tempo e cambiamo il passato, consapevoli di ciò che è accaduto nel futuro)

De Ligt: passaggi riusciti 171. Passaggi a Chiellini 169.

Nel secondo tempo il Torino per evitare il pressing nella propria area ha cominciato con i lanci lunghi e, bene o male, è riuscita a tenere gli avversari lontani dalla zona rossa.

La Juve invece continua con questo stillicidio di danzare sulla lama del rasoio, cercando di eludere la pressione avversaria. I due gol nascono da errori in disimpegno su cui gli avversari si avventano come i Mori quando devono sterminare Orlando e i suoi paladini nella “Chanson de Roland”; e noi tifosi individuiamo in ogni match un differente Gano di Maganza.

Eppure il Carlo Magno della panchina continua a ripetere che va tutto bene. O meglio che accadrà. Speriamo.