Torino-Juventus: de Ligt è tornato un muro, McKennie inesistente

Il giudizio di dio sul derby vinto ieri dalla Juventus

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Torino-Juventus: de Ligt, Chiellini e Locatelli sugli scudi, McKennie nemmeno il parente lontano del calciatore dell’anno scorso.

SZCZESNY 6.5 – La storia di Paperino che si innamora di Reginella gli ha donato serenità. Tek è uomo di sentimenti semplici: pane, mortadella e lambrusco.

DANILO 6 – Le sfortunate ridondanze dell’amare Gato Barbieri; alle volte, solo difendere, stanca. E allora osserva gli altri attaccare. Tanto quando entra Cuadrado, può giocare al risparmio.

CHIELLINI 7 – Nell’aeroporto di Kinshasa non ci sono nemmeno le file; ma solo Chiellini che impedisce alle persone, sprovviste di biglietto, di partire. Come gli attaccanti del toro.

DE LIGT 7 – Meridiano di sangue di McCarthy ha un personaggio bellissimo: il giudice. Un po’ prete, un po’ giudice, un po’ filosofo e tanto carogna, da permettersi di protestare per essere stato strattonato. Lui non è solo il futuro, ma anche il passato.

ALEX SANDRO 6 – Sembra rinato, come se negli ultimi 2 anni fosse stato sostituito da Loki e avesse ingannato i suoi allenatori. Allegri ha liberato il dio del tuono, dalle prigioni di Asgard, dove beveva ambrosia e mangiava pasta e fagioli, e lo ha rimesso in campo.

BERNARDESCHI 5.5 – Alla fine questo è. Il film televisivo su Raidue delle 21, quello che si può anche guardare, ma che se non lo guardi è lo stesso.

LOCATELLI 6,5 – L’uomo giusto, al momento giusto, nel posto giusto, di nuovo; comincio a pensare che sia meglio di quel che pensavo. Più essenziale di Piperno, e meno barocco di Veronesi, anche se giocano nella stessa porzione di campo.

RABIOT 5 – La favola della cicogna e della volpe. Alla fine lui mangia infilando il becco nella bottiglia. La volpe Allegri lo mette a fare il pennellone sulla sinistra. Ogni tanto imbocca le punte, altre volte sbocca. Ieri ha sbroccato.

MCKENNIE 4 – È diventato un contrario, come nella società dei Cheyenne e dei Sioux: i contrari si lavano con la sabbia e si asciugano con l’acqua e cavalcano al contrario. Come? Non è chiaro? E perché ieri McKennie ha fatto qualcosa normale?

CHIESA 6.5 – In Indipendence day per distruggere l’astronave madre, gli umani immettono un virus nel sistema. Chiesa viene posizionato al posto di Ronaldo, ma sbatte contro il muro granata, giusto in tempo per distrarli e passarla al virus juventino, di famiglia, Locatelli.

KULUSEVSKI S.V – Entra bello arrabbiato e prende un palo.

KEAN 5 – Mah! Sembra Alberto Tomba in Alex l’ariete, arretrato. Dovrebbe essere abile a sfondare le porte, ma nemmeno capace di parlare con la Hunzinker.

CUADRADO 6 – Alla fine il suo lo fa. Siamo dalle parti di un Western normale, senza tripudi e senza giubilei. Un Anthony Steffen qualsiasi.

ALLEGRI 6 – Sta trovando la quadra: tra Famiglia Cristiana e Le Ore, ha letto anche la biografia di Furia, cavallo del West che beve solo caffè. la Juve sta tornando la sua Juve; non avvolgente, non travolgente, ma concreta. Saranno contenti Sacchi e Adani.

TENET IN THE DARK – (Riavvolgiamo il tempo e cambiamo il passato, consapevoli di ciò che è accaduto nel futuro)

Finalmente ci siamo. Allegri ha mescolato il tungsteno di Locatelli allo stronzio di McKennie, poi ha plasmato il cobalto di Rabiot, alla farina di Cuadrado e la Juve ha portato a casa il risultato. Forse la via crucis è finita e ci redimeremo tutti.