Torino-Juve 0-1: Vlahovic una furia, McKennie si nasconde

Il giudizio di Dio si abbatte anche sul derby

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Torino-Juve 0-1: i migliori e i peggiori del derby vinto ieri sera dai bianconeri.

SZCZSCNY 6.5 – In una serata fresca come questa, si pente di non avere il vizietto di Yashin: resta inchiodato in porta, con solo 3 albi di Tex, senza la fiaschetta della vodka per scaldarsi.

CUADRADO 5.5 – Sembra un bicchiere di Biancosarti, lasciato sul bancone del bar, dall’avventore precedente: la forza e la delicatezza, ma entrambi nel momento sbagliato.

DANILO 6 – Preciso e attento; sogna la Duna che ha promesso John Elkann a tutti i calciatori, in caso di qualificazione Champions, ma deve averla confusa con la luna, o con una bruna, o con una runa in una laguna…

BREMER 6.5 – Resta nel centro dell’area, in direzione ostinata e contraria. Siccome ha ancora bisogno di tanta esperienza, l’allenatore lo allena con il famoso tozzo di pane raffermo, che deve essere ammorbidito con parecchi ettolitri di saliva e pazienza.

BONUCCI 6 – Entra in formato sgabello: sia in attacco che in difesa.

ALEX SANDRO 6.5 – Grintoso, fa scivolate, e corre come non lo si vedeva da tempo. Pare che Allegri gli abbia prestato le 79 videocassette di: come insegnare trotto e galoppo al proprio puledro.

MCKENNIE 5 – Si nasconde nelle profondità dell’erba manco fosse Diabolik; come faccia a occultarsi è un mistero che nemmeno Cherubini riesce a risolvere, quando tra il primo e il secondo tempo, ispeziona il campo alla ricerca di un passaggio segreto.

RABIOT 5 – È alla ricerca del difficile equilibrio tra la sua fisicità (notevole) e la spiritualità inesistente. Malgrado in settimana avesse partecipato a un corso di meditazione, a casa Arrivabene, resta sospeso: il calcio è vita o è solo apparenza?

LOCATELLI 5.5 – Ettore venne sconfitto da Achille, che fu ucciso da Paride, ucciso a sua volta da Filottete, messo sotto contratto da Cherubini, come centrocampista metodista, ignorando che fosse stato ucciso dagli Ausoni Pelleni.

KOSTIC 6 – La panchina, con Pinsoglio solista, gli canta: 1 su 1000 ce la fa; riferito ai suoi cross che da quando è arrivato hanno stordito ferito e ucciso addirittura 71 piccioni in quel di Torino; per sfortuna mancano i dati delle trasferte.

VLAHOVIC 6.5 – È furioso. Ogni sabato alle sei ha il gruppo di studio sulla pasta cacio e pepe; fortuna che la sua iscrizione l’ha pagata Pavel Nedved di tasca sua.

KEAN 5 – Ottimo quando fa parte della nazionale di Macarena, buono quando gioca a tresette, più che sufficiente nella squadra di bridge, di Cirié, non ci si capacita per quale ragione continui a giocare a calcio.

MILIK SV – Osserva gli altri e urla qualcosa agli avversari.

ALLEGRI 5.5 – Max ha visto il film con Liz Taylor: il Gran Premio. E immagina la sua squadra al posto del cavallo che battaglia, fino alla fine, e vince per qualche millimetro. E lui, fantino inarrivabile, sviene, come la giovane eroina del film, nel momento della vittoria per la stanchezza. Poi Landucci lo scuote e inserisce Paredes: ma non doveva essere il giocatore della provvidenza?

ARRIVABENE 4 – Ogni volta che parla si trasforma in un Nostradamus al contrario o in Fassino; e si perde. Non si dimette perché è appassionato di teatro sperimentale ed eccelle nella cucina macrobiotica.

TENET IN THE DARK – E alla fine, il tifoso granata può dare sfogo al suo risentimento: ma se nemmeno con questa Juve che ha la fragilità della cartapesta si riesce a vincere, quando gli toccherà vincere un derby?