Suarez, avvocato Turco denuncia: le sue frasi riportate in maniera incompleta

Il legale dello studio di Chiappero fa alcune precisazioni sul suo ruolo nell’esame di Suarez

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L’avvocato Maria Turco, tirata in ballo dalle intercettazioni relative al caso Suarez, si difende tramite una lunga nota inviata all’Ansa. Presentata dai giornali come “l’avvocato della Juventus”, il legale dello studio Chiappero ha spiegato per filo e per segno quale sia stato il suo ruolo nella vicenda. “Nelle mie funzioni di legale – argomenta – ho messo in contatto Luis Suarez con l’Università per stranieri di Perugia. Tale contatto faceva seguito alla verifica dei requisiti necessari per l’ottenimento della cittadinanza italiana e alla constatazione che il calciatore non fosse in possesso del certificato B1, richiesto dalle normative in vigore”.

Avvocato Turco: “Frasi incomplete sui giornali”

Quanto alle sue parole pubblicate dai giornali, l’avvocato Turco ci tiene poi a sottolineare che le frasi siano incomplete e riportate fuori contesto. Più facile così urlare allo scandalo alimentando l’odio sui social network… “Preciso – aggiunge il legale dello studio di Chiappero – che le mie parole captate con intercettazioni telefoniche sono riportate fuori contesto e in maniera incompleta: ho infatti espresso chiaramente la richiesta che la procedura avvenisse ‘in presenza’ e senza alcun tipo di trattamento di riguardo rispetto a qualsiasi altro candidato”.

Quanto il riferimento ad altri calciatori, la turco spiega che si debba interpretare “come un bagaglio di conoscenza procedurale da utilizzare per casi futuri, solamente laddove ce ne fosse la necessità. Nessun accordo dunque. Nessuna trattativa. Semplicemente una presa d’atto”. “In altre comunicazioni, dello stesso tenore, ho interloquito con il Servizio Relazioni Internazionali Erasmus e Mobilità della stessa università per avere e trasmettere le indicazioni burocratiche circa l’erogazione del corso on line e l’eventuale successiva iscrizione all’esame in oggetto”, ha insistito.

Se poi la Procura di Perugia volesse sentirla, l’avvocato Turco è a disposizione dei magistrati: “Rimango a disposizione delle Autorità competenti, laddove lo ritenessero, per fare ulteriore chiarezza sul mio operato professionale – precisando che – come noto alle cronache il calciatore non è stato tesserato in Italia e la società che in quella fase si era interessata a lui, aveva poi esplicitamente cambiato obiettivi di mercato”, conclude.