Spal-Juventus, l’analisi tattica: Luigi Di Biagio contro Maurizio Sarri

Ultima vs prima della classe a confronto al “Paolo Mazza” di Ferrara

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Più che un testacoda, ovviamente non la repentina rotazione di un’auto, Spal – Juventus in programma sabato 22 alle 18:00 sarà un “codatesta”, visto e considerato l’ultimo posto in classifica degli spallini e la prima piazza dei bianconeri. La Spal, che ha dato il benservito a Leonardo Semplici per ingaggiare l’ex commissario tecnico degli azzurrini Gigi Di Biagio, è reduce dal k.o. del Via del Mare di Lecce nello scontro salvezza con i salentini, match terminato 2-1. La Juve, invece, nell’ultimo turno di Serie A ha regolato il Brescia vincendo 2-0. Tutto sommato una buona Juventus quella scesa in campo all’”Allianz Stadium” contro le Rondinelle. Una Vecchia Signora in costante proiezione offensiva per tutti i primi 45 minuti, mentre nella seconda parte di gara, controllando la partita, Madama ha gestito discretamente pur senza mai far luccicare gli occhi ai propri tifosi.

Adesso è tempo di andare a far visita a una Spal, orfana di Cerri, Dabo e Vicari, che potrebbe presentarsi con un 4-3-1-2 composto da: Berisha; Cionek, Zukanović, Bonifazi, Reca (Fares); Missiroli, Valdifiori, Valoti; Castro (Murgia); Petagna, Di Francesco. Se partisse Strefezza dall’inizio  sarebbe un 4-3-3 con Castro a centrocampo e il brasiliano Gabriel Strefezza esterno alto in luogo di Valoti. La Juve non potrà contare su Bonucci, Higuaín, Pjanić, Douglas Costa e Demiral, per cui Sarri sembrerebbe orientato a disegnare un 4-3-3 formato da: Szczęsny (Buffon); Danilo, Rugani, de Ligt, Alex Sandro; Ramsey, Bentancur, Matuidi; Cuadrado, Dybala, Ronaldo. Occhio anche all’opzione Chiellini dal primo minuto al fianco di de Ligt (che in questo caso giocherebbe sul centrodestra) e all’ipotesi Rabiot mezz’ala destra o mezz’ala sinistra.

Spal – Juventus: gli sviluppi tattici

La nuova Spal targata Gigi Di Biagio sta già provando a cambiare pelle. L’idea di base è quella di puntare innanzitutto su un atteggiamento offensivo, sulla verticalità, sulla ricerca della profondità e meno sull’ampiezza, salvo l’utilizzo dei due esterni bassi che hanno il compito di sfornare cross nel mezzo. Anche il baricentro, nell’impronta che intende dare il tecnico romano, deve essere più alto, con una squadra corta e compatta e pronta, al momento opportuno, ad effettuare un pressing alto. Ma allo stesso tempo è da prendere in considerazione la variante che consiste in un baricentro leggermente più basso volto a una maggiore densità nella linea mediana, in modo tale da chiudere più linee di passaggio possibili.

La Juventus potrebbe sorprendere la difesa spallina attaccandola alle spalle, questo perché sovente la retroguardia ferrarese concede campo appunto alle spalle. Dunque, sarà fondamentale giocare diretto, senza intestardirsi su un palleggio estenuante, aggredendo gli spazi in verticale, con una certa fulmineità e frequenza. In fase di non possesso, invece, bisognerà evitare di lasciare la profondità agli avanti biancazzurri, molto abili in questa trama tattica, ma sarà necessario prestare la massima attenzione anche agli inserimenti a rimorchio delle mezze ali, capaci di accompagnare le sortite offensive negli ultimi 20-25 metri.

Guai per la Juve se affrontasse la partita come una passeggiata di salute. È vero, la Spal tutto è tranne che un dream team, però non è nemmeno paragonabile alla Longobarda di Oronzo Canà. Ergo, il diktat è stare in campana, anche perché questa Juventus sarritica ha già lasciato per strada diversi punti proprio contro le cosiddette piccole, gravissimo difetto che il nicotinomane Maurizio Sarri si trascina fin dai tempi di Napoli.