Spadafora: “Ronaldo ha violato il protocollo. Agnelli pensi all’industria calcio”

Aveva promesso di non parlarne più, invece il ministro dello Sport è tornato ad attaccare CR7 e anche il suo presidente

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Aveva promesso che non ne avrebbe più parlato, invece, Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, torna ad attaccare Cristiano Ronaldo. “Questi grandi campioni si sentono al di sopra di tutto – le parole a ‘L’Aria che tira’ su La7 – Quando è andato in nazionale ha violato protocollo, tant’è che è stato aperto un fascicolo alla Procura della Repubblica di Torino, dopo la segnalazione della Asl, che porterà anche all’apertura di un fascicolo sportivo. I campioni devono essere di esempio. Si è arrabbiato anche il presidente Agnelli? Direi ai presidenti di guardare all’interno delle loro società per salvaguardare l’industria calcio”.

Grande tifoso del Napoli, il ministro dello Sport è anche tornato sulla vicenda relativa a Juventus-Napoli, per la quale il giudice sportivo ha assegnato il 3-0 a tavolino e un punto di penalizzazione alla “sua” squadra. “Se c’è un giudice che ha deciso così, rispetto la sua decisione. Ci sono ricorsi in merito e inviterei De Luca a occuparsi del sistema sanitario campano, che dopo la sua rielezione non ha fatto granché… Il protocollo è stato accettato dalla Lega e dalle squadre, non possiamo cambiarlo ogni volta per tutelare la Juve o il Napoli”, aggiunge.

Spadafora: “La Serie A potrebbe non finire”

Prima di salutare, però, Spadafora mette paura ai club di Serie A: non è detto che il campionato possa arrivare a termine. Siamo l’unica nazione che mette il calcio in dubbio, nonostante non siamo quella con più contagi in questo momento. “I tanti contagi in Serie A? Non so se il campionato potrà arrivare sino in fondo, non abbiamo alcuna certezza quest’anno, e di questo deve essere consapevole anche la Lega, che deve pensare a un piano B e C. Una bolla per i giocatori? Ho difeso la linea del protocollo – ribadisce il ministro – che funziona se rispettato. E che prevede la bolla. Quando però una società o un calciatore non la rispettano…”.