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Shakhtar Donetsk-Juventus 0-1: tutti i video delle interviste post-partita

Scritto da Redazione JM

Grande soddisfazione in  casa Juventus dopo il successo esterno sul difficilissimo campo dello Shakhtar di Lucescu. Ai microfoni del sito ufficiale della società bianconera parla il direttore generale Beppe Marotta. Queste le parole del Dg bianconero: «La squadra è stata determinata e ha giocato una gara tatticamente e agonisticamente impeccabile. Stasera sapevamo di affrontare una grande squadra e che ci bastava un punto, ma non abbiamo giocato per il pari. Volevamo vincere e lo abbiamo fatto. Abbiamo superato un girone difficile, vincendo le ultime due gare contro il Chelsea Campione d’Europa e lo Shakhtar rivelazione. Gara dopo gara è cresciuta la nostra autostima e abbiamo dimostrato di essere competitivi. Ora è inutile fare previsioni per il sorteggio, è importante sapere di avere la gara di ritorno in casa».

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Parola poi al tecnico Angelo Alessio. Per lui ultima panchina da allenatore della Juve. Da domenica, a Palermo, tornerà a ricoprire il ruolo di vice Conte, con quest’ultimo pronto al ritorno in panchina: «Sapevamo che sarebbe stata una gara difficile e questa vittoria ci riempie di orgoglio». Angelo Alessio “lascia” la panchina della Juventus con il successo più importante, quello che vale gli ottavi di Champions League: «Oggi non era semplice, ma una volta una volta bloccati i loro attaccanti, non sono riusciti ad organizzare il gioco per supportarli. Siamo contenti per il passaggio del turno e per essere arrivati primi nel girone. Dobbiamo ringraziare i ragazzi, che nonostante l’assenza di Antonio si sono messi a disposizione. Con il passare del tempo abbiamo acquisito consapevolezza nei nostri mezzi, lo abbiamo dimostrato contro il Chelsea e ribadito questa sera. Non saprei indicare  quale squadre vorrei affrontare negli ottavi, sono tutte forti. Però preferirei evitare il Real Madrid».

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Euforico e soddisfatto uno dei migliori in campo, Leonardo Bonucci autentico condottiero della difesa bianconera: «Quando scendi in campo lo fai sempre per vincere - sottolinea Bonucci - al di là dei conti che si possono fare. Questa sera abbiamo impostato una partita diversa rispetto all’andata, impostandoli e non andandoli a prendere, In questo modo non abbiamo sofferto le loro palle filtranti e i loro giocatori, brevilinei e veloci». Una prova di grande maturità, di intelligenza tattica e di forza psico-fisica per gli uomini di Conte: «Mano a mano che si va avanti e si gioca su campi importanti imponendo il proprio gioco, aumenta la sicurezza - continua Leonardo - Oggi abbiamo sfruttato bene le ripartenze e questo è stato possibile grazie al grande lavoro di chi ci allena ogni giorno. Abbiamo regalato gli ottavi al mister e glielo dovevamo. Ha sofferto in questi mesi lontano dal campo e ora tornerà più forte di prima».Ora gli ottavi di finale. E se deve scegliere il nome della prossima avversaria Bonucci non ha dubbi: «Il Real Madrid, perché al Bernabeu non ho mai giocato».

Ed è il turno del motorino svizzero Lichsteiner autore dell’assist decisivo che ha poi provocato l’autorete di Kucher: «Abbiamo giocato un’ottima gara e non era facile su questo campo, ma abbiamo concesso poco e questo ci ha permesso di vincere». E’ la difesa per Stephan Lichtsteiner il segreto della vittoria della Juventus a Donetsk. «Dobbiamo seguire questa strada, ma  queste due vittorie di seguito dimostrano che abbiamo ritrovato la giusta mentalità. Chi vorrei come prossima avversaria? Sono tutte squadre difficili da affrontare, ma forse sceglierei il Celtic».

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Infine il turno della “formica atomica” Giovinco che si sofferma anche sull’episodio del goal: «Io ho toccato il pallone, però non so quanto abbia inciso. Però se non avessi fatto quel movimento, probabilmente il difensore sarebbe riuscito a rinviare. In ogni caso l’importante è essere riusciti a segnare e a passare il turno». Un Giovinco, peraltro, sempre più a suo agio nello scacchiere di Conte: «Quando si gioca tanto si trova sempre più consapevolezza. Ritornare in una squadra non è mai semplice, per di più in una squadra vincente, ma io sto dando il massimo ogni volta».

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