Sassuolo-Juventus: Buffon saluta con un capolavoro

Ronaldo inventa un gol dal nulla, Arthur molto male

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Sassuolo-Juventus 1-3, le pagelle: Buffon inossidabile, Ronaldo fa tutto da sé, Arthur versione depressa.

BUFFON 8,5 – Inossidabile come Tex Willer, anche invecchiando non sbaglia. Il voto non è alla carriera (ha una serie di capolavori alle spalle: Sulle piste del nord, Il figlio di mefisto, Massacro, La cella della morte, Chinatown) e nemmeno al rigore parato (Gigi colleziona anche la nuova serie Tex Willer e il cartonato alla francese), ma alla veemenza con cui si incazza quando prende il gol. Aveva la stessa faccia di quando litigò con l’edicolante per il pessimo albo “fratello bianco”, una storiella insipida disegnata, per altro, da Ticci, il suo preferito.

DANILO 5 – L’episodio di Black Mirror a bivi era orribile, ma nessuno glielo aveva detto. Dopo i primi tre bivi ha smesso di alzarsi dalla poltrona, ed è rimasto spaesato come sulla sua fascia di competenza; oggi riusciva a passarla solo a Buffon, per rispetto.

BONUCCI 4 – Jack Frusciante è uscito dal gruppo è un libro pessimo me lo aveva detto mio fratello appena uscì. Non c’è il come e non c’è il cosa, ma solo l’errore di averlo scambiato per un bel romanzo. Il problema è che lo ha letto anche Bonucci. Solito errore da senatore (cavallo) che resta impunito perché è amico di Caligola. Ogni settimana un rigore del capitano. 1 rigore ciascuno, non fa male a nessuno!

DE LIGT 6,5 – Jack London ha scritto romanzi politici e romanzi per ragazzi. I migliori?  Quelli nelle foreste del nord, con i cani: Buck e Zanna Bianca. E come non appassionarsi alle avventure di quelli animali che salvavano i padroni? Mathias quando tocca il pallone sembra felice come loro; imposta pulito, tranne quando il padrone gli ordina di passarla a Bonucci.

ALEX SANDRO 5.5 – Vi ricordate il Fante di Cuori, personaggio degli Avengers? Con quel vestito disegnatogli da uno stilista ipovedente (o da me) che gli aveva lanciato della stoffa a caso addosso? Lo stesso capita in queste ultime partite ad Alex Sandro. A parte un salvataggio epico, ha sbagliato l’improbabile. La sua presenza ha fatto ridere gli avversari che pasteggiavano e allestivano picnic sulla sua fascia.

ARTHUR 4.5 – Un uomo depresso va dallo psicologo; lo psicologo gli consiglia di andare a vedere lo spettacolo del clown Pagliacci, per ridere un po’. E lui confessa allo psicologo: dottore, Pagliacci sono io!  Questa barzelletta è ispirata a una poesia di Juan De Dios Peza; Arthur, invece, è depresso, perché continua a far ridere.

BENTANCUR 5 – Avete presente quando Ridge dice a Brooke che la vuole sposare e la dichiarazione dura almeno quattro settimane (che voi forse nemmeno due minuti)? Avete presente che Ridge e Brooke si sono sposati 8 volte, fino a ora, più almeno 4 matrimoni andati in fumo sull’altare? E avete presente che Brooke ha sposato il padre di Ridge almeno 3 volte e, per non farsi mancare niente, anche il fratello 2 volte (e meno male che Ridge ha un solo fratello!)? Bentancur non segnerà mai. Bello lo scambio con Ronaldo, ma proprio come Ridge avrà bisogno di 4 settimane

RABIOT 6 – Gianni Rodari è uno scrittore troppo rivoluzionario per lui. La freccia azzurra lo ha scosso e dopo aver letto il libro è subito corso a vedere se i suoi giocattoli avessero preso vita: e durante tutto il match è rimasto col dubbio; sbaglia palle banali, come se scivolasse su bucce di banane e azzecca il gol del fromboliere.

CHIESA 6.5 – L’invasione degli ultracorpi è un vecchio film di fantascienza in cui gli alieni sono del tutto uguali ai calciatori. È difficile distinguerlo dagli altri che raccolgono solo lo stipendio a fine mese per comprare la Ferrari; ma lui va all’attacco.

CUADRADO SV – È uno dei tanti che spara, nella resa dei conti finale, di un buon western.

KULUSEVSKI 6 – In stagione è stato il nostro Ataru Moroboshi (il marito di Lamù). Oggi ha, come al solito, alternato momenti epici (come dimenticare quando ha slacciato il reggiseno alla bella aliena pur di toccarle i corni e salvare il pianeta terra) a momenti di scoramento (quando era alla ricerca di intimità con Shinobu).

DYBALA 7 – Nel primo tempo, ogni volta che accarezza la palla, sembra di assistere al ritorno del Conte di Montecristo che vuole prendersi la rivincita nei confronti della sua squadra e dei suoi ex-alleati per non aver centrato l’obiettivo Champions League. Poi segna un gol epico e la vendetta è completa.

MCKENNIE SV – Un po’ di New Age, ma nemmeno tanta.

RONALDO 7 – L’ultimo seminario in teologia teoretica all’università di Tubinga ha messo in crisi il suo ego. Come può Dio essere unico e trino e avere in sé anche la parte femminile, se è uno solo? Il professore del corso, non ha saputo rispondere: può un calciatore essere regista, farsi l’assist da solo e poi segnare, senza dover ricorrere agli altri? Peccato per il palo, che sembrava lo Spirito Santo, ma questa verve serviva la settimana scorsa.

PIRLO 5.5 – Difficile riuscire a essere peggio dei libri di Bridgeton. Joanna Quinn ne ha scritto uno (credo) e una mandria di ghost writer hanno completato l’opera. Pirlo credeva di fare lo stesso: con la Juve hanno vinto tutti e vinco anche io. Eppure quei pochi ingredienti che gli riescono bene (l’autogol e il retropassaggio), stavano per fare la differenza anche ieri sera. Che poi la domanda di tutti è: ma perché qualsiasi giocatore, anche se ha tecnica e talento, continua a fare errori marchiani, come una diciottenne al ballo delle debuttanti? Che manchi qualcosa sulla panchina?

TENET IN THE DARK (Riavvolgiamo il tempo e cambiamo il passato, consapevoli di ciò che è accaduto nel futuro)

Oggi ho capito cosa prova il tifoso di una squadra che sta per retrocedere. Ma non una squadra che lotta e con i denti cerca di cavare la rapa dal sangue.

No!

Quella sequenza di errori che porta all’ineccepibile rigore del Sassuolo è da antologia; nemmeno se i giocatori giocassero contro l’allenatore sarebbe concepibile.

Una banda di scappati di casa in preda agli assalti degli Unni.

La cosa che mi preoccupa è che lo Juventus Stadium è stato terra di conquista per grandi e piccini.

Gli errori, ripetuti e ricorrenti mi portano a citare Pirandello: uno, nessuno e centomila.

Sbaglia tu che sbaglio anch’io. O no?