Sarri di cortomuso: per la Juve addio alle goleade, meglio vincere (di misura)

Meno gol e più concoretezza: Sarri si è adeguato alla Juventus, dove conta prima di tutto vincere

sarri cortomuso

Maurizio Sarri come Massimiliano Allegri. A tanti questa frase così com’è può sembrare stonata, ma i numeri e le statistiche (parziali, ovviamente) non possono essere smentiti. Fin qui, a parte due partite (il 2-0 alla Spal e il 3-0 al Bayer Leverkusen), la Juventus di Sarri ha vinto sempre di “cortomuso”, l’espressione che piaceva tanto al tecnico livornese. Un 4-3, due 1-0 e tanti 2-1 per i campioni d’Italia. Eppure in tanti pensavano che sarebbe bastato cambiare allenatore per vedere goleade a non finire, visto il parco giocatori di cui dispone la Juve…

Evidentemente si tratta di persone molto distratte, perché in estate lo stesso Sarri aveva tenuto a precisare nel giorno della sua presentazione: «Chi si aspetta di vedere una Juventus uguale al mio Napoli, rimarrà deluso». Lo stesso esperimento non è mai replicabile nelle stesse condizioni in altri posti poiché cambia un mondo intero. Dai giocatori a disposizione, all’ambiente, senza dimenticare tante altre variabili come il tempo, gli avversari e chi più ne ha più ne metta. Già il Chelsea di Sarri non era nemmeno il lontano parente del suo Napoli, tanto che per mesi i supporters dei Blues lo hanno beccato al coro “Fuck Sarriball”. Non si sono divertiti affatto per tanto tempo, però alla fine della stagione hanno comunque festeggiato un’Europa League.

Sarri è il perfetto dipendente di Agnelli, come Allegri

Il calcio, come ogni altro sport, non è democratico: alla fine vince uno solo e poco importa se di goleada o appunto di cortomuso. Sarri ormai lo sa benissimo e si accontenta di primeggiare anche con partite “sporche”, perché è quello che gli chiede l’azienda che lo ha assunto. “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”, se poi lo si fa con il gioco tanto meglio, altrimenti “basta” vincere. Attenzione, non è in dubbio il cambio di mentalità che è evidente e nessuno può discutere, ma almeno dopo 14 partite ufficiali i risultati sono gli stessi. La Juve dello scorso anno ha ancora un leggerissimo vantaggio in termini di occasioni create (quindi non è vero che quella di Sarri tira in porta di più, ma semplicemente ci arriva in un modo diverso) e ha subito meno gol di quella attuale, ma non c’è da preoccuparsi e il confronto comunque andrà fatto più in là, nel momento più caldo della stagione.

Gol segnati: è il record negativo di Sarri

Mai una squadra di Sarri (Empoli escuso per ovvi motivi) aveva segnato così poco dopo 11 giornate di campionato, ma il tecnico della Juventus ha imparato da quando è alla Continassa che i gol conta farli quando servono: inutile vincere diverse partite in goleada se poi si perde una partita decisiva. Meglio portare a casa 6 punti tra Parma e Torino vincendo 1-0 e soffrendo che vincerne una delle due per 4-0 e non portando a casa nemmeno un punto nell’altra. Chiamatelo pragmatismo, allegrismo o come vi pare, ma fa parte del dna della Juventus. I dati incoraggianti sono rappresentati dal fatto che, a parte Douglas Costa, tutti i giocatori offensivi a disposizione hanno segnato almeno un gol. La squadra continua a creare gioco e primo o poi qualche goleada arriverà pure, ma le vittorie decisive sono e rimarranno sempre quelle di cortomuso.