Sarri: “Avessero dato a noi un rigore così, sarebbe venuto giù il mondo”

Il tecnico della Juventus polemico ma con garbo per il rigore assegnato alla Spal

sarri intervista spal juventus 1-2

Maurizio Sarri è soddisfatto per la vittoria al termine di Spal-Juventus, anche se avrebbe preferito che la gara fosse chiusa prima. “La stessa situazione dell’ultima partita – esordisce il tecnico bianconero a Sky Sport – abbiamo avuto tante palle gol e non siamo riusciti a chiuderla. Abbiamo disputato una partita di buon livello, la sensazione che in questo momento stiamo producendo con una discreta continuità c’è”. Tornando sui gol subiti, poi, Sarri si è detto sorpreso per l’assegnazione del rigore alla Spal: la VAR non era in funzione per problemi tecnici, ma a quel punto, l’arbitro ha lasciato decidere agli assistenti, mentre di solito il direttore di gara ha l’ultima parola in campo.

“Stiamo subendo tanti gol su rigore – continua il mister della Juventus – questo è strano, oggi abbiamo preso rigore dal VAR quando il VAR non funzionava. Se succedeva a parti invertite veniva giù il mondo, La Penna poi mi spiega che se non funziona il monitor, chi è al VAR può decidere. Questa è un’idea personale chiaramente. Penso di aver questo record: primo allenatore ad aver subito un rigore col Var anche quando il Var non funziona. Mi ha spiegato La Penna a fine partita, mi ha detto che c’è questa possibilità. È il regolamento, anche se non condivido, va attuato”.

Sarri: “Chiellini titolare con Lione o Inter”

Quanto a Chiellini, che ha giocato circa 55 minuti, dopo un inizio in sofferenza, è andato migliorando a gara in corso, fino alla sostituzione in favore di de Ligt. “Ha fatto un’ora oggi e venti minuti nell’ultima partita e con lui in campo non abbiamo preso gol. Visto l’evoluzione degli ultimi giorni – ammette Sarri – è tornato in campo prima del previsto e può diventare pronto a sparare una prestazione nelle prossime due partite. Dovessi scegliere tra Inter e Lione? Sono discorsi che è difficile fare, è prematuro. Vediamo come Giorgio reagisce a questo spezzone lungo, non è scegliere la partita, ma il momento in cui Giorgio sta bene”.

Insomma, dopo qualche partita di difficoltà, la Juve sembra essere tornata su buoni livelli, un buon viatico in vista del match col Lione. “Quanto possiamo crescere? Dipende da quello che s’aspettano, spero e credo di avere ancora margini di crescita. A volte siamo poco squadra, altre volte lo siamo. Ma ci sono ancora margini, soprattutto nella continuità d’azione e applicazione. A livello d’applicazione è stata buona, a tre giorni dalla Champions fare una partita d’attenzione non era scontato. Passi in avanti sono stati fatti, spero ci siano margini”.

Champions, un sogno “terrificante” da inseguire

Insomma, non c’è tregua per la Juventus, tra campionato e Champions, si gioca ogni tre giorni e ormai le sfide sono tutte di alto livello. “La Champions deve rimanere un sogno. Poi magari è più bello rincorrere un sogno che raggiungere gli obiettivi. È un sogno terrificante: sono tutte partite difficilissime, tutte le partite sono dure andando avanti. È alla portata di 10, 12 squadre, ci sono quelle inferiori a noi, ma anche quelle di pari o superiore livello. Tra quelle 12 non vince solo la più forte, ma anche chi ha un minimo di fortuna. Le eliminazioni dirette sono episodi: nell’Europa League ho fatto 13 vittorie su 15 e ho rischiato in semifinale, vincendo ai rigori. Sappiamo benissimo che in Europa ci sono squadre più forti della Juve”.