Roma-Juventus: gli schemi di Fonseca contro quelli di Pirlo

Partenza in discesa per la Juventus alla prima di campionato, ora sotto con la Roma

roma juventus analisi tattica fonseca pirlo

Il maestro Andrea Pirlo non ha steccato alla sua prima uscita stagionale. La Juventus, infatti, ha battuto la Sampdoria fra le mura amiche dell’Allianz Stadium di Torino con un rotondo 3-0. Domenica 27, alle 20:45, all’Olimpico, Madama sarà chiamata al suo primo vero banco di prova contro la Roma di Paulo Fonseca. Tornando alla gara con i Blucerchiati, i Bianconeri apparsi in gran spolvero e in forma smagliante, hanno conquistato (stra)meritatamente i tre punti mostrando un gioco propositivo, convincente, basato su un’idea di calcio moderna, oltre ad evidenziare una buonissima solidità difensiva che ha permesso alla Vecchia Signora di non subire (quasi) mai l’avversario.

La Roma, invece, reduce dallo 0-0 del Bentegodi con il Verona, viene in realtà da uno 0-3 a tavolino a causa dell’impiego di Diawara escluso dalla lista dei venticinque calciatori della rosa giallorossa. Insomma, un evento raro quanto tragicomico, di fantozziana memoria. Voltando pagina, mister Fonseca dovrà affrontare i campioni d’Italia in carica senza Zaniolo, Perotti, Pastore, Bruno Peres e Fazio. Dunque, probabile un 3-4-2-1 composto da: Mirante; Mancini, Kumbulla, Ibañez; Santon, Lorenzo Pellegrini, Veretout, Spinazzola; Pedro, Mkhitaryan; Džeko. La Juve, priva di de Ligt, Bernardeschi, Alex Sandro e Khedira, dovrebbe rispondere con un 3-4-1-2 formato da: Szczęsny; Danilo, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, McKennie (Bentancur), Rabiot, Frabotta (De Sciglio); Ramsey; Kulusevski, Ronaldo.

Roma-Juventus: come la giocheranno gli allenatori

La Roma pratica un calcio offensivo, con i due esterni di centrocampo che si aprono e si alzano parecchio alla ricerca di costanti sovrapposizioni e cross dal fondo. La costruzione parte dal basso, volta al palleggio e al dominio del gioco. Un’altra caratteristica tattica dei Giallorossi è rappresentata dagli scambi stretti  in velocità sulla trequarti per mettere in seria difficoltà la linea difensiva avversaria, così come l’attacco della profondità, in particolar modo negli ultimi 30-35 metri. Invece, per ciò che concerne la fase di non possesso, gli uomini di Fonseca sovente alternano un pressing ultraoffensivo a una compattezza in mediana per intasare tutte le linee di passaggio. Sugli esterni l’obiettivo è quello di togliere gli appoggi accorciando subito in avanti quando l’avversario entra in possesso del pallone, mentre nelle transizioni negative il diktat è la (ri)aggressione immediata sul portatore di palla, questo per trasformare velocemente l’azione da difensiva in offensiva.

La Juventus dovrà riproporre i principi di gioco attuati con la Sampdoria, dunque: uscite da dietro a due-tre tocchi al massimo, fluidità e padronanza nel palleggio, cambi di fronte repentini e sviluppo delle trame offensive sia in ampiezza che per vie centrali e verticalizzazioni improvvise al momento opportuno. In fase di non possesso, invece, soprattutto contro un avversario come la Roma, sarà fondamentale effettuare un pressing altissimo per complicare il più possibile la costruzione del gioco dal basso alla formazione allenata dal tecnico portoghese, oltre a coprire le fasce con attenzione e concentrazione (anche tramite raddoppi ove necessario) e a impedire le giocate in verticale, peculiarità dei Capitolini.

Espugnare l’Olimpico sarebbe già un primo segnale molto importante per Andrea Pirlo e i suoi, soprattutto dopo un avvio di campionato a dir poco positivo sotto ogni punto di vista. Rispetto al match con i liguri, occorrerà però maggiore cinismo negli ultimi 15-20 metri per capitalizzare le occasioni da gol create. I Bianconeri hanno tutte le carte in regola per violare il fortino giallorosso, stavolta anche con un certo Álvaro Morata  in più pronto a subentrare dalla panchina e, magari, a lasciare il segno.