Ricorso Juve, la FIGC non si è costituita: ecco perché

I termini sono scaduti e dunque la Federazione non si presenterà al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI il prossimo 19.

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(Photo by Marco BERTORELLO / AFP) (Photo by MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

La sentenza sul ricorso al Collegio di Garanzia del CONI si avvicina. Il 19 aprile infatti la Juve saprà se potrà riottenere i 15 punti sottratti per il caso plusvalenze. E al processo non ci sarà la FIGC.

Contro lo Sporting la Juve si gioca un pezzo di semifinale di Europa League. Giovedì i bianconeri vorranno sfruttare il turno casalingo all’Allianz Stadium per mettere in discesa il ritorno allo Josè Alvalade di Lisbona il 20. Giorni di fuoco per la società, perché il 19, un giorno prima, il Collegio di Garanzia del CONI si pronuncerà sul ricorso della Juve per il caso plusvalenze e sulla penalizzazione di 15 punti per il club in classifica. E in merito al processo c’è una novità.

Ricorso Juve, la FIGC non si costituirà davanti al Collegio di Garanzia: la paura di una nuova sconfitta blocca Gravina

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(Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Il 19 aprile è la data cerchiata in rosso da tanti tifosi della Juve. Il Collegio di Garanzia dello Sport del CONI si pronuncerà in merito al ricorso della società sul caso plusvalenze che ha portato ai bianconeri 15 punti di penalizzazione in classifica. La sentenza può portare ad una cancellazione totale della pena oppure ad un rimando alla Corte d’Appello Federale che dovrà riformulare l’esito. Le sensazioni positive sulla restituzione dei punti crescono. E su Tuttosport viene rivelato un ultimo aggiornamento.

Sono infatti scaduti i termini per costituirsi parte al processo e dunque la FIGC non ci sarà davanti al Collegio di Garanzia. Secondo quanto riporta il quotidiano torinese, la Federazione teme una nuova sconfitta dal punto di vista politico, dopo le sentenze del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato in merito alla concessione della nota Covisoc alla difesa della Juve. Ufficialmente la motivazione sarebbe quella di mantenere una posizione di terzietà rispetto al procedimento, ma è chiaro che Gabriele Gravina, appena nominato vicepresidente Uefa, rischia una nuova figuraccia.