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Ricavi maglie Juventus: il contratto con Adidas è stato un affare

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Ricavi maglie Juventus: la cifra lievita di stagione in stagione, l’accordo con Adidas fortemente voluto dal presidente Andrea Agnelli è stato un successo. Sì, perché si dice sempre che il colosso dell’abbigliamento sportivo tedesco dia molti più soldi ad altri club stranieri, il cui valore del brand è superiore a quello bianconero. Eppure, bisogna analizzare i contratti in tutte le loro sfaccettature, perché a differenza di altri, la Juve non ha accettato la quota fissa proposta da Adidas per la vendita delle magliette.

Agnelli ha detto no a 6 milioni l’anno sicuri e ha fatto molto bene perché da quando è cambiato lo sponsor tecnico, le vendite di divise ufficiali continuano a salire. Nel bilancio 2015-2016, infatti, sono ascritti 13,5 milioni di euro di ricavi, con un aumento del 125% rispetto all’anno prima. Cifra salita a 19,1 milioni con un +41,5% nel bilancio chiuso a giugno 2017. Cifre dalle quali bisogna togliere i costi che la Juventus ha (personale e quant’altro) per la vendita delle casacche e dell’altro merchandising ufficiale Adidas, ma il bilancio è pur sempre positivo.

Ricavi maglie Juventus: si punta su Internet

Le spese sono salite da 4,3 a 8,3 milioni, ma quel che resta è sempre di più dei 6 milioni rifiutati al colosso dell’abbigliamento sportivo. Il 30 giugno scorso, tra l’altro, la Vecchia Signora ha inaugurato il nuovo megastore sito di fianco dello Stadium, insieme a quello di via Garibaldi, che si trova sempre a Torino. Si tratta di store aperti 7 giorni su 7, che saranno presto seguiti da altri punti vendita con lo scopo di aumentare ovviamente il bacino di utenza e di conseguenza i guadagni. “Dovranno però essere concepiti in maniera diversa perché dovranno raccontare che cos’è Juventus”, spiega a Tuttospor Silvio Vigato, Co-Chief Revenue Officer Head of Brand Licensing & Retail Juventus.

Inoltre, per stare al passo con il mercato, la Juventus sta cercando di potenziare le altre reti di distribuzioni, su tutte quelle via Internet. Basti pensare che il Manchester United, ad esempio, vende il 50% del suo merchandising via Web o per corrispondenza. Il modello è quello inglese e la Juve ci sta pian piano arrivando.

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Foto: Tuttosport