Plusvalenze Juventus, il gip di Torino: “Difficile ipotizzare dolo”

Ludovico Morello ritiene possibile la buona fede della Juventus, pur richiedendo un accurato approfondimento

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Fabio Paratici, Pavel Nedved and Andrea Agnelli, Juventus.

Si potrebbero sgonfiare subito le accuse relative alle plusvalenze della Juventus nell’inchiesta Prisma. Sportface riporta infatti le parole del gip di Torino, Ludovico Morello, che sottolinea: “Difficile ipotizzare un discostamento consapevole, e quindi in definitiva doloso, dai corretti criteri di contabilizzazione delle poste”. È il solito discorso: il valore dei giocatori lo fa il mercato e i club, non ci sono criteri predefiniti, ragion per cui è impossibile condannare alcuno.

Plusvalenze: credibile la buona fede della Juventus

Il giudice delle indagini preliminari, dunque, ritiene che la buona fede della dirigenza della Juventus sia possibile, anche se sottolinea la necessità di un “accurato approfondimento”. Ricordiamo che il 12 ottobre, Morello respinse le richieste di misure restrittive (domiciliari) nei confronti di Andrea Agnelli.

Stipendi: d’accordo con i gravi indizi dell’accusa

In merito alle manovre stipendi del 2020 e del 2021, dice ancora il gip di Torino, si possono considerare “certamente illecite”, al punto che “si condivide con la pubblica accusa la sussistenza di gravi indizi”.