Calciopoli & Co

Parla Tavaroli: “Su ordine di Tronchetti ho salvato Montezemolo e pedinato Moggi”

Luciano Moggi
Scritto da Redazione JM

Riportiamo di seguito stralci di un’intervista pubblicata oggi da ‘Repubblica‘ che può essere utile a quanti ancora hanno dei dubbi su quanto avvenuto circa 4 anni fa, all’epoca di quella farsa che è stata Calciopoli.

 

Ci aiuti a capire lei come funzionava. Per esempio, il dottore l’ha chiamata per proteggere qualche persona importante in difficoltà?

“Più d’una volta. Mi chiamò per il suo amico Luca Cordero di Montezemolo, quando dovevano eleggerlo presidente di Confindustria. Vado da Tronchetti e vedo uscire Cesare Romiti. Il quale, mi dicono, non voleva che Montezemolo si presentasse, e parlava di un verbale giudiziario degli anni Ottanta, una vecchia inchiesta di Torino”.

Lei è sicuro di quello che sta dicendo?

“Per appurare la questione, mi muovo con il mio collaboratore Sasinini, operiamo sul pm di Biella o di Asti, comunque un magistrato vicino al procuratore Giancarlo Caselli. Sasinini chiama il pm e organizziamo a casa di Tronchetti un pranzo con Caselli”.

 

È proprio vero che stavate aiutando l’Inter di Moratti contro Luciano Moggi?

“La pratica Ladroni, come la chiamavamo noi, riguarda le indagini sui rapporti tra la Juventus e gli arbitri. Volete sapere a quando risale? Al 2002… Succede che un arbitro bergamasco, ammiratore e amico di Giacinto Facchetti, anche lui bergamasco, un giorno scoppia e gli racconta i retroscena di quella che sarà Calciopoli. All’Inter vanno in fibrillazione, si spiegano alcune espulsioni, alcuni rigori assurdi e così Tronchetti consiglia a Moratti di chiamarmi”.

Siete andati dalla magistratura?

“Era quello che volevo, ma la situazione è complessa e do a Moratti l’unico suggerimento possibile, e cioè portare Facchetti, come fonte confidenziale, dai carabinieri. Può parlare, resterà anonimo, l’indagine comincerà”.

All’Inter che dicono?

“Tentennano, preferiscono non esporre Facchetti, forse hanno paura, io non posso intervenire più di tanto. Moratti mi dice che ha capito come stanno le cose e ne soffre, è preoccupatissimo, ma non vuole distruggere il calcio italiano. Allora che cosa possiamo fare? Si prepara un documento, che finisce sui tavoli dei sostituti procuratori Francesco Greco e Ilda Boccassini. E l’arbitro, convocato, va in procura, ma non è così facile come sembra… Fa scena muta. L’inchiesta Calciopoli non parte quindi da Milano, com’era possibile, ma partirà qualche anno dopo, a Napoli”.

3 Commenti

  • Tavaroli, se lo lasci dire col cuore in mano: lei paga, in parte ha pagato, forse qualcosina pagherà ancora… Ma ha pagato ancora poco. E’ incredibile, con i reati commessi – e non solo solo tanti i reati, ma sono tantissime le volte che sono stati commessi – abbiano portato la giustizia italiana a lasciarla a piede libero a fronte della condizionale e di una sanzione che re4sta irrisoria (sempre a fronte di quanto combinato).\r\n\r\nSe una persona comune avesse compiuto anche uno solo dei suoi reati, sarebbe ancora dentro, con una condanna esemplare. Invece tramite lei scopriamo che – se si vuole commettere un reato – è bene commetterlo varie volte. Tanto la sanzione – se ti prendono con le mani nella marmellata – è irrisoria se confrontata al numero di volte…\r\n\r\nMi saluti Tortello e Cipria, caro Tavola…\r\nAh, questa povera Italia!\r\n\r\n;-(

  • Per questo motivo Merdatti,Montezuma e banda cantante la fa sempre franca.Lo stato non esisteeeeeeeee.E’ tutto papa e ciccia.Caselli,o/e un p.m, a casa di Tronchetto per salvare Montezuma……..E Montezuma invita A.Agnelli a guardare al futuro…Bastardo maledetto.

  • Questa e’ la parte piu’ piccante………Una vera mafia di stato\r\n\r\n\r\nLei è sicuro di quello che sta dicendo?\r\n“Per appurare la questione, mi muovo con il mio collaboratore Sasinini, operiamo sul pm di Biella o di Asti, comunque un magistrato vicino al procuratore Giancarlo Caselli. Sasinini chiama il pm e organizziamo a casa di Tronchetti un pranzo con Caselli”.\r\n\r\nC’è stato questo pranzo?\r\n“Che c’è stato è sicuro, ma io non ho partecipato”.

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