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Panchina Juventus, oggi il vertice Allegri-Agnelli: le ultime novità LIVE

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È il giorno della verità in casa Juventus per via del vertice tra Massimiliano Allegri e il presidente Andrea Agnelli. Sarà un incontro da dentro o fuori con il tecnico che farà le sue richieste alla dirigenza per un altro anno in bianconero. Il livornese ha ancora un anno di contratto, ma avrebbe chiesto un prolungamento di altre due stagioni, un ritocco dello stipendio e investimenti importanti sul mercato. La società, per contro, sarebbe per un prolungamento di un solo anno, avrebbe detto ok all’aumento e vorrebbe solo ritoccare leggermente la rosa.

Nei giorni scorsi sembrava che il divorzio fosse ormai ufficioso, ma nelle ultime ore le quotazioni di Allegri sono risalite. A margine dell’evento di ieri sera sul lago Maggiore, il presidente Agnelli, secondo Sportmediaset, avrebbe risposto così ad un tifoso che gli chiedeva del prossimo allenatore della Juve: “Allegri rimane, ma poi dipende da lui”. Nessun problema alla permanenza del tecnico livornese da parte di Cristiano Ronaldo: secondo quanto riferisce la Gazzetta dello Sport, CR7 avrebbe apprezzato molto lo stile schietto dell’allenatore, ma spera in caso di permanenza di avere più palloni giocabili. A meno di sorprese, il vertice tra allenatore e presidente si terrà in serata.

I possibili sostituti di Allegri: campo ristretto

Quanto ai possibili sostituti in caso di rottura, è ormai fuori dai giochi Antonio Conte, che ha praticamente firmato un triennale con l’Inter da circa 10 milioni l’anno più i premi. Il no definitivo al ritorno del capitano è stato dato anche da John Elkann. Pep Guardiola avrebbe dato la sua disponibilità per la stagione 2020-2021, mentre Didier Deschamps potrebbe arrivare solo se alla federazione francese sarà garantito che continuerà a tenere anche la panchina della nazionale (il cosiddetto doppio incarico). Scartati Sinisa Mihajlovic e Marco Giampaolo, restano dunque in piedi altre due ipotesi: Simone Inzaghi della Lazio e Mauricio Pochettino del Tottenham, che però chiede uno stipendio monstre.