Panchina Juve: Agnelli e Paratici divisi, i due candidati

Guardiola Juventus

Massimiliano Allegri non proseguirà la sua avventura sulla panchina della Juventus oltre giugno 2019. È ormai una certezza il fatto che il tecnico toscano ritenga terminato il suo ciclo in bianconero, al di là delle dichiarazioni di facciata degli ultimi tempi, sue e di Fabio Paratici. Nelle prossime settimane il tecnico incontrerà la dirigenza bianconera e insieme troveranno un modo per far terminare prima il contratto che va a naturale scadenza a giugno 2020. Allegri lascerà Torino da terzo allenatore più vincente della storia e i trofei vinti sotto la sua gestione sono ormai leggenda nel J Museum.

Andrea Agnelli e il responsabile dell’area tecnica sono dunque già al lavoro per la sostituzione e tutti gli indizi portano verso Zinedine Zidane (nei giorni scorsi è spuntato anche il nome di Deschamps). Dopo aver concluso anticipatamente l’avventura al Real Madrid, l’ex numero 21 bianconeri ha sostanzialmente atteso una chiamata da Torino, rifiutando fin qui tutte le proposte ricevute soprattutto dall’Inghilterra. Grande gestore di spogliatoio, Zidane non è molto dissimile da Allegri nelle scelte tattiche, puntando su un gioco molto all’italiana. La continuità potrebbe garantire ancora successi alla Juventus in Italia, ma ovviamente a Zizou verrebbe chiesto di portare a Torino la Champions League che ha già vinto a Madrid.

La costosa idea Pep

Paratici, secondo quanto riferisce il Corriere di Torino, ha fatto un pensierino a Pep Guardiola. Conosce molto bene il fratello Pere, agente con il quale trattò a lungo Luis Suarez prima che si accasasse al Liverpool. I due sono legati da una forte amicizia, tanto da essere visti anche insieme in vacanza. La questione però non è molto semplice: Guardiola ha un contratto con il Manchester City fino al 2021 con uno stipendio da 20 milioni di euro. Sarebbe un investimento importante per un allenatore che dopo aver lasciato il Barcellona (dopo di lui anche Luis Enrique fece il triplete in blaugrana) con Bayern e Manchester City ha fatto molto bene nei rispettivi campionati, ma molto meno in Europa. Insomma, la garanzia della Champions non la dà nessun cambio di allenatore (Capello docet), quindi alla fine Paratici convergerà quasi certamente sulla scelta di Agnelli.