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Pagelle Hellas Verona – Juventus 2-2: la difesa sbanda

Scritto da Nicola Iuzzolino

Pagelle Hellas Verona – Juventus 2-2: la difesa sbanda, Vidal e Pogba sono troppo mollicci, Llorente poco incisivo

pagelle-hellas-verona-juventusLa Juventus si spegne dopo 45’ e con Vidal e Pogba spenti ed una difesa ballerina, aprono la strada alla rimonta dell’Hellas Verona. Troppa sufficienza dopo il doppio vantaggio di Tevez, le pagelle:\r\n\r\nBuffon 6.5: Nel giro di tre settimane è passato da “ancora abilissimo nel suo ruolo” a “pensionato da rottamare”, per poi tornare dopo oggi pomeriggio a “numero 1 nel suo ruolo”. Tra paginoni centrali, polemiche e discussioni superflue, la sostanza però non cambia; Gigione rimane attualmente il migliore tra i colleghi di reparto e checchè se ne dica può dare ancora tanto alla causa bianconera. Anche nella partita di oggi ha dimostrato di avere dalla sua un’ottima condizione fisica, che gli permette a 36 anni suonati di giocare come un ragazzino. Purtroppo quell’intervento felino su tocco ravvicinato di Toni non è valso alla Juventus i 3 punti, ma ad un monumento sportivo come Buffon, che riesce tuttora a compiere giocate di tale levatura, c’è solo da fare gli applausi. SEMPREVERDE.\r\n\r\nLinea difensiva 5: Il voto è forse troppo punitivo, ma nella ripresa il reparto arretrato ha faticato parecchio. L’ uscita anticipata di Chiellini ha sicuramente aggravato una situazione difensiva già di per sè complicata e dagli ennesimi posizionamenti sbagliati in area di rigore sono nate le reti degli scaligeri, bravi ad approfittare delle marcature superficiali degli uomoni di Conte. Nella prima frazione i minuti passavano senza troppi incidenti di percorso e anche l’atteggiamento arrendevole dei padroni di casa favoriva un tranquillo controllo della fase difensiva. Nella ripresa le cose sono cambiate radicalmente e la maggiore spinta da parte delle ali veronesi, ha messo in difficoltà la retroguardia bianconera. Con Barzagli out per infortunio, i tre centrali sono sembrati troppo spesso in balia delle offensive avversarie, con Caceres e Bonucci in netta difficoltà nel contrastare la fisicità di Toni. Il primo gol degli scaligeri è nato, come detto, dall’ennesimo abbaglio difensivo su palla inattiva, un tipo di situazione che i centrali di Conte sembrano particolarmente soffrire in ogni partita. Le marcature paiono sempre piuttosto superficiali e spesso viene lasciato un uomo avversario libero di battere a rete. Evidentemente la marcatura a zona non rende quanto deve. L’infortunio di Chiellini, avvenuto in corso d’opera, ha ulteriormente gettato carne alla brace sulla squadra bianconera, che nonostante 15 minuti di sofferenza dove si sono susseguiti batti e ribatti in area di rigore, non è riuscita a contrastare un semplicissimo cross dalla sinistra da parte Romulo, capace di pescare nel cuore della difesa juventina un liberissimo Juanito Gomez. Anche in questo caso le marcature dei centrali sono state abbastanza approssimative e il posizionamento di Ogbonna in quella situazione era completamente sbagliato. Ovviamente non bisogna fare di tutta quanta la partita col Verona un dramma e piuttosto bisogna guardare ai lati positivi su cui lavorare. Quello che comunque va sottolineato di questo reparto, è l’eccessiva assunzione di sicurezza (dovuta porbabilmente  al doppio vantaggio) che oggi, come anche in altre gare, lo ha indotto a cadere in peccati di deconcentrazione, che negli altri casi si sono rivelati alla fin fine insignificanti, ma in questa partita, invece, decisivi.\r\n\r\nCorsie esterne 6: Poteva svilupparsi tutto un’altro secondo tempo, ma alla fine le cose sono andate nella direzione opposta. Il lavoro fatto dagli uomini di fascia, in ogni caso, è stato senz’altro sufficiente, con la costante spinta offensiva ad ostacolare gli scaligeri e le coperture arretrate in fase di non possesso per agevolare la difesa. Nella prima frazione soprattutto, sia Lichtsteiner che Asamoah hanno messo in grande difficoltà la squadra di Mandorlini, costringendo le ali veronesi Iturbe e Jankovic ad abbassare il proprio raggio d’azione fin su la linea di difesa. Nella ripresa la situazione si è chiaramente rovesciata, ma il loro operato nell’attaccare e difendere le zone larghe del campo è stato comunque discreto.\r\n\r\nLinea mediana 5.5: Tante, troppe difficoltà. Escluso Pirlo, è stata una partita sotto il livello della sufficienza. Palloni persi per poca concentrazione, mancanza di attenzione nel leggere alcune situazioni di gioco: sembravano le copie sbiadite di quelli che hanno giocato una settimana fa. Vidal è stato nettamente il peggiore del reparto, ma non possiamo di certo metterlo in croce per una sola gara: un pomeriggio sotto tono, dopo tante prestazioni sopra gli scudi, ci può stare. Stesso discorso vale per Pogba: tanta corsa a vuoto, qualche spunto mal concluso e parecchia fatica nel costruire trame di gioco. In fase di copertura, poi, il lavoro delle mezz’ali non è stato dei migliori e questo ha senz’altro favorito gli avversari nel raggiungimento del pareggio nella seconda frazione di gioco. Emblematica, in questo senso, la copertura del francese su Romulo, che ha avuto tempo e spazio per puntare, guardare e mettere in area, il cross del pareggio. Come detto, dunque, prestazione insufficiente per tutti tranne che per Pirlo. Il regista col 21 sulle spalle, infatti, è sembrato l’unico in grado di offire un po’ di legna e fantasia alla manovra dei bianconeri, dovendo fare i conti, però, con la giornataccia dei colleghi di reparto. L’unico capace di disimpegnarsi molto bene lì al centro del campo, ha dimostrato di aver ritrovato una condizione fisica che mancava da tempo, riguadagnandosi a buon diritto la maglia da titolare. In fase di possesso ha favorito, soprattutto nei primi 45 minuti, lo sviluppo fluido della manovra, riuscendo a pescare quasi in ogni azione il compagno libero da servire. I lanci sono parsi sempre calibrati al millimetro e le coperture difensive sul contropiedista di turno efficaci. Eccetto Pirlo, comunque, davvero poca roba lì nel mezzo.\r\n\r\nLinea d’attacco 6.5: Il reparto più brillante nel pomeriggio deludente di Verona. Al pronti e via quella grandissima apertura sulla fascia di Llorente aveva fatto ben sperare in una gara esaltante da parte dei bianconeri e fino ad un certo punto le cose sembravano andare nella giusta direzione: spunto pericoloso sulla sinistra di Asamoah, cross in mezzo per Llorente, respinta corta di Rafael e tap-in vincente di Carlitos Tevez. Vantaggio immediato dopo 4 minuti di gioco e partita incanalata verso la giusta direzione. Col Verona in evidente difficoltà, la coppia del gol schierata da Conte sembra avere vita facile nel costruire azioni pericolose e dopo svariati scambi ravvicinati e triangoli mal conclusi, arriva pure il gol del raddoppio. Inserimento repentino dell’Apache alle spalle di Moras, pallone preciso del francesino Pogba e pallone facilmente insaccato tra palo e portiere dal numero 10 argentino. Sembra tutto fin troppo facile e dopo soli 21 minuti di gioco la Juve sta già conducendo per due reti a zero. Addirittura da una perfetta sponda di Llorente rischia di arrivare la tripletta dell’ex-United, che manda però alto un potente destro al volo. Nella ripresa l’andamento della gara si inverte con la rete di Toni e nonostante Tevez continui ad inventare spunti interessanti, la presenza di Llorente sembra rendere meno delle ultime gare giocate. Subentra quindi, al posto dello spagnolo, il bad boy arrivato da Londra Osvaldo, che si presenta ad i suoi nuovi tifosi con un bel palo al primo pallone giocato. Gli automatismi sembrano comunque ancora da rodare, così come il ruolo da assumere in funzione del compagno di reparto. Col passare dei minuti la squadra da l’impressione di andare sempre più in difficoltà e di palloni pericolosi, per gli uomini lì davanti, non ne arriva manco uno. Sicuramente il migliore in campo, quest’oggi, è stato Carlos Tevez, autore di una partita di grande sacrificio, volontà e dei due gol bianconeri. Llorente è parso partire invece bene nei primi 45 minuti di gara, perdendo però di intensità nella seconda frazione di gioco. Osvaldo, infine, è subentrato nel momento forse più confuso e intricato del match, ma ha saputo crearsi nei minuti a disposizione qualche occasione interessante.\r\n\r\nConte 5.5: La partita era stata preparata, come dimostra la prima frazione, nella maniera migliore possibile, ma quei cali di concentrazione e la superficialità in alcune situazioni di gioco, hanno impedito alla squadra di vincere il match. L’infortunio di Chiellini ha sicuramente pesato sull’andamento finale della gara e su di un reparto difensivo che già doveva fare i conti con l’assenza di Barzagli. Se le colpe del crollo di oggi sono da ricercarsi nella mancanza di concentrazione, ciò che invece potrebbe obiettarsi al mister è la scelta di non schierare, nel momento decisivo della gara, un centrocampista (Marchisio) là dove la squadra mostrava di incontrare maggiori difficoltà. Da riguardare sono infine quelle situazioni da palla inattiva che troppe volte nelle ultime uscite (e oggi) ci hanno portato a subire gol.

2 Commenti

  • Male male male: questi son due punti buttati al vento.\r\nSperoc he qualcuno inizi a fare i conti di quanti punti abbiamo perso grazie a Ogbonna (Bonucci meriterebbe un sistema numerico ad hoc per tenere il calcolo), Peluso, Isla e altre mezze calzette.\r\nSenza fare allarmismi, perchè la classifica ci sorride sempre, che si cominci a pensare a rinforzare la difesa e le fasce: non ce ne facciamo niente dell’ennesimo centrocampista (Marchisio da noi fa la riserva!!!) o del sesto attaccante per soli due ruoli (a proposito, vedo che Osvaldo ha scavalcato subito le gerarchie di Conte oppure ha assimilato gli schemi a tempo di record: mi piacerebbe poter rivolgere a lui questa domanda).\r\nIn sintesi, due punti buttati, ma niente allarmismi. Sembra l’inizio del girone d’andata, quando ne subivamo uno a partita, fino alla disfatta di Firenze che ci è servita da monito. Non gradirei subire un’altra scoppola simile, ma se è l’unico modo perchè i nostri si diano una raddrizzata allora ben venga quel giorno. A maggio poi si tireranno le somme

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