Interviste

Nedved: “Atletico Madrid peggiore avversaria possibile, sfida equilibrata”

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Le parole del vice presidente bianconero Pavel Nedved dopo il sorteggio di Champions League che ha associato la Juventus all’Atletico Madrid

Pavel Nedved, vice presidente della Juventus, ha commentato a caldo i sorteggi che hanno accoppiato i campioni d’Italia all’Atletico Madrid agli ottavi di finale di Champions League. “Abbiamo preso la più forte delle seconde – ha dichiarato il dirigente bianconero a Sky – , ma non c’è alcun problema. Non abbiano avuto fortuna nei sorteggi, ma abbiamo una squadra forte per passare il turno”. La Juve sta facendo man bassa in Serie A, ma il rischio è che il campionato diventi poco allenante proprio in vista del ritorno della Champions League a febbraio: “Serie A poco allenante? In Europa l’Italia sta raccogliendo dei frutti, le squadre italiane non vanno mai sottovalutate”, ha proseguito Nedved.

La speranza dei tifosi bianconeri è che la visita al Wanda Metropolitano non sia l’ultima della stagione, poiché proprio in quello stadio si giocherà la finale di Champions League. Per questo obiettivo la Juve ha fatto uno sforzo importante acquistando Cristiano Ronaldo: “Cristiano è l’uomo della Champions, ha ottenuto tante vittorie segnando tanti gol, noi ci affideremo a lui ma abbiamo una squadra forte per passare il turno. L’Atletico è una squadra molto equilibrata, sono difficili da affrontare perché hanno una difesa forte e sanno darti fastidio davanti con Griezmann e altri. Prevedo due sfide equilibrate – ha insistito il vice presidente bianconero – ma senza tantissimi gol. Finale al Wanda? La finale è lontana”.

Nedved: “Su Marotta non era una battuta”

Infine, Nedved torna su quanto dichiarato in merito alla firma di Beppe Marotta con l’Inter: “Non era una battuta. La Juventus c’è stata prima di Marotta, ci sarà dopo Marotta, come c’è stata prima di Nedved e ci sarà dopo Nedved. Ci sono due tipi di dirigenti – conclude – , professionisti che possono lavorare in tutte le squadre e dirigenti che non andrebbero mai in altre squadre”.

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