Napoli campione d’inVARno

napoli campione invarno

Il Napoli è campione d’inVARno! Vincendo ieri sera a Crotone la squadra di Maurizio Sarri conquista il titolo seppur platonico che però 7 volte su 10 si tramuta al termine della stagione in quello reale di campioni d’Italia. Il Napoli è una grandissima squadra che sta facendo un cammino strepitoso e con una media punti che probabilmente a fine stagione porterà gli azzurri vicinissimi ai 100 punti, ma se oggi possono festeggiare il titolo d’inverno è anche grazie ad un erroraccio arbitrale.

Attenzione, la premessa è d’obbligo: a nostro avviso non ci sono complotti o magheggi strani, né malafede, ma la questione è evidentemente da affrontare. Il VAR, video assistant referee, si sta confermando tutt’altro che lo strumento infallibile che ci hanno voluto presentare ad inizio stagione. Ieri sera, a Crotone c’è stato un episodio assai evidente (del secondo non ne parliamo nemmeno, a nostro avviso non c’era nulla da ravvisare), che per fortuna tutti i moviolisti hanno commentato allo stesso modo (è forse la prima volta nella storia, perché di voci fuori dal coro ce ne sono sempre state): Mertens colpisce la palla con il braccio con un movimento evidente ed eloquente, ossia con l’arto che va verso il pallone. È la casistica perfetta da regolamento, che prevede la concessione del calcio di rigore: Mariani fa proseguire, si consulta via radio con i due assistenti video che gli confermano la bontà della sua decisione.

Qui le cose sono due: o né l’arbitro né VAR conoscono il regolamento, oppure se lo conoscono lo hanno interpretato (male) a loro modo. E qui si torna punto e a capo, ossia a quello che chiedevano ad inizio stagione Allegri e Buffon, ossia che la moviola in campo fosse utilizzata solo per episodi oggettivi e non soggettivi. Usare la VAR per episodi oggettivi ha portato fin qui anche ad interpretare due identici episodi nella stessa partita in modo diverso, o, ancora peggio, ad intervenire su uno e a sorvolare su un altro. Senza fare troppi giri di parole, dunque, e senza dare fiato ai soliti tromboni, se la domanda è “la VAR corregge alcuni errori evidenti?” la risposta è “Sì”. Ma se la domanda è “la VAR corregge TUTTI gli errori evidenti e fa sì che non ci siano più partite indirizzate?” la risposta è chiaramente “Assolutamente no”.

Così come si diceva fino all’anno scorso, ossia che alcune decisioni arbitrali “indirizzavano” le partite a favore di una o dell’altra squadra, la stessa identica cosa si può dire del VAR. Una sbagliata interpretazione anche al replay oppure un rifiuto di rivedere le immagini (l’arbitro rimane l’unico giudice insindacabile e sì, può anche rifiutare di riguardare le immagini nella convinzione “tanto ho visto io meglio di tutti”) possono ancora indirizzare una partita. Cosa è cambiato dunque rispetto all’anno scorso, è sparita la discrezionalità degli arbitri che ci dicevano sarebbe andata a farsi benedire? Assolutamente no, ma c’è l’aggravante. Ossia, se a velocità normale si può dire di non aver visto bene, episodi chiari e lampanti come quello di Crotone-Napoli come possono essere male interpretati da ben tre persone e con la possibilità di riguardare le immagini più e più volte al replay?

In Germania hanno deciso di abbandonare la VAR al termine del girone di andata, mentre ai Mondiali, dove qualcuno la dava per scontata, probabilmente la moviola in campo non sarà nemmeno adottata, come ha lasciato intendere Collina. Fa specie anche il silenzio della “grande” stampa, quella pronta ad evidenziare qualunque parola sulla VAR di un qualunque tesserato della Juventus, mentre per cose ben più eclatanti si tace bellamente. Anche in campo, l’impressione che si ha è sostanzialmente questa: quando gioca la Juve finiscono sotto la lente della moviola anche le minuzie, quasi a voler fare scuola, mentre in altre gare si sorvola su episodi clamorosi, come può essere il mani di Torreira in tuffo durante Samp-Sassuolo. Qualcuno ricorda che la VAR è ancora in fase di sperimentazione, ribadiamo, senza voler parlare di complotti o cose “strane”, l’impressione è che la sperimentazione la stiano facendo sulla pelle della Juventus.