Siamo appena all’undicesima giornata di campionato, e già gli avversari dell’Inter sono ridotti a dover “sperare in qualche passo falso dei nerazzurri“. Il problema è che in panchina c’è un certo Josè Mourinho, contro il quale anche le speranze di recuperare qualcosa sono prossime allo zero, soprattutto quando il portoghese guida le sue squadre tra le mura amiche.\r\nLa sua striscia di risultati utili consecutivi nelle gare casalinghe, o imbattibilità che dir si voglia, è impressionante. Qualora l’Inter non dovesse perdere domenica contro la Roma, Mou festeggerebbe le 150 partite nazionali (campionato e coppe) senza sconfitta interna. L’ultima, a Oporto, addirittura 7 anni fa…\r\nTra i tanti segreti che lo Special One si porta nel taschino, ce n’è uno che spiega lo psicologo Daniele Popolizio, responsabile internazionale Progetto sport Europeo, intervistato dal ‘Corriere dello Sport’: “La rimonta di Kiev? E’ come se dentro di noi avessimo delle profezie. Per dirla in termini semplici, abbiamo dentro di noi due tipi di nastri: quelli positivi e quelli negativi. Quando parte uno, si ferma l’altro, entrambi sono attivati da input esterni. L’azione che ha portato al goal Sneijder è un esempio palese: siccome la profezia era più forte del risultato in corso, la squadra ha fatto sì che la profezia si realizzasse…“.\r\nIl professore chiarisce il concetto: “Che cosa si intende per profezia? L’Inter aveva consapevolezza di sè, Mourinho ha sempre detto che la squadra supererà il turno. Lui è bravissimo a mantenere la leadership, sapendo che è decisiva. Quando attacca i colleghi lo fa per per minare la loro di leadership…“.\r\n(Credits: Goal.com)