Moggi: “Telefonate, premi, valigette… La Figc ha tanto da spiegare”

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“The confused memories of Moratti”, potrebbe essere il titolo di un libro nella lingua che il dottore predilige, che in molti non capiscono, quindi per lui più facile nascondersi e nascondere le cose che non devono essere risapute, sperando che nessuno traduca. La logica morattiana verrebbe fuori, volutamente confusa, tanto da dire oggi una cosa e domani smentirla.\r\nPer vostra conoscenza, cari lettori, ve ne diamo qualche scampolo, specialmente a chi è sfuggita la dichiarazione del presidente interista subito dopo la relazione di Palazzi, che incastra l’Inter con i famosi baffi rossi. Ecco: “Considerare Facchetti come nelle accusa della Procura federale è una cosa offensiva, grave e stupida (…) Mi è sembrato un attacco molto grave, pesante, nei confronti della società, totalmente inaccettabile. Posso dire sicuramente che Palazzi si sbaglia, questo è un attacco del pm, non lo accetto nella maniera più assoluta e non stimo personalmente chi ha fatto questa cosa (…)”. Così Moratti il 4 luglio 2011, che dà dello stupido a Palazzi dicendo anche che non lo stima. E la Figc tace.\r\nSentite invece Moratti , il 19 agosto 2011, dopo che il consiglio federale aveva “deciso di non decidere” sulla revoca dello scudetto 2006 e dopo aver subito l’attacco di Diego Della Valle. “E’ difficile comprendere il senso delle richieste avanzate da Della Valle: la questione non è un fatto privato da decidere facendo quattro chiacchiere intorno ad un tavolo. E’ questione già decisa dagli organi istituzionalmente competenti e proprio il doveroso rispetto degli ambiti istituzionali consiglia a tutti di attenersi a quelle decisioni, come si conviene in un paese civile, che non sostituisce chiacchiere fra privati ai giudizi della Autorità preposte”. A distanza di un mese , trovate un Moratti completamente diverso, ossequioso verso le istituzioni che lo hanno salvato nonostante la “stupida” (?) relazione di Palazzi.\r\nVeniamo adesso al Presidente Abete, il quale a domanda di un giornalista risponde che non può cercare la verità su Calciopoli perchè la Federazione è una istituzione preposta ad altro. Ad Abete non interessa la condanna di tanti innocenti, che alcuni di questi si siano addirittura ammalati: è importante per lui restare in sella. Fuorvia le domande, confonde gli interlocutori con risposte elusive e si supera in occasione della partita con la Spagna di qualche settimana fa, quando fu intervistato dopo l’attacco di Andrea Agelli alla Figc: ” Presidente, cosa ne pensa dell’attacco di Agnelli?”. Risposta: “In questo momento sono preoccupato dell’andamento della borsa che mette in crisi l’economia in Italia”. Caro Abete, tutti gli italiani sono preoccupati per la crisi e maggiormente adesso sentendolo dire da Lei. Verrebbe da pensare che abbia preso lezione da Moratti, quasi fosse un fratello del Patron nerazzurro.\r\nE allora, per risvegliarLe la memoria, essendo sicuramente più rilassato di quanto non lo fosse a Bari, Le poniamo noi alcune domande che interessano anche i non sportivi, alle quali ovviamente dovrebbe dare risposte certe affinché nessuno possa pensar male. Ci dica, caro Abete, perché mai fece secretare le mancate preclusioni del Presidente del Genoa Preziosi e dell’attuale ds della Roma Sabatini? Ci parli magari anche di Franco Dal Cin, presidente del Venezia Calcio (sotto la cui presidenza fallì), dei 250.000 euro a lui destinati perché la gara Genoa-Venezia andasse in una certa maniera? Gli italiani pensano che ci sia stato sotto sotto qualcosa altrimenti non ci sarebbe stato motivo di tale provvedimento. Sta quindi a Lei, caro Abete, dissipare questi dubbi usando magari un po’ di coraggio, per altro a Lei fino ad ora sconosciuto. Per mancanza di spazio non possiamo addentrarci in un argomento altrettanto importante come Premiopoli che riserviamo alla prossima puntata. Ci consenta però, caro Abete, di essere curiosi e quindi di domandarLe perché il Prof. Pighi, capoufficio dell’ufficio “lavoro e premi” abbia detto ad un dirigente di società calcistica toscana di non preoccuparsi perché avrebbe pensato lui a parlare con il suo presidente per dirle come fare per non pagare il premio. Dr. Abete Le sembra giusto che nella Figc ci sia chi insegna a disattendere le norme stabilite dalla Federazione stessa? Lei dove era? Ci spieghi, ci spieghi…\r\n\r\nDi Luciano Moggi per ‘Libero’