Calciopoli & Co Interviste

Moggi a Sportitalia: “Ancora non sono stato radiato. Siamo solo al primo grado…”

Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus, fresco di radiazione è intervenuto allo Speciale CalcioMercato, in onda negli studi di SportItalia alle 23 di ieri sera. Ecco quanto dichiarato dal maggior imputato del processo farsa di Calciopoli: “Non sono ancora stato radiato dal mondo del calcio, ci sono altri due gradi di giudizio. La Commissione Disciplinare non poteva che dare retta a Palazzi. Il problema è un altro, cioè come è iniziata questa cosa. Palazzi ha preso per oro colato 21 telefonate dell’investigatore Auricchio. Loro a questo punto hanno agito, tenendo fede alle sentenze del 2006 e non pensando a quanto detto dall’Alta Corte del Coni. Questo significa non rendere conto ciò che è emerso dall’istruttoria del processo di Napoli. Loro non ne hanno tenuto conto, hanno fermato l’orologio facendo quello che sostanzialmente sappiamo. Il problema è che Palazzi prende per oro colato quello che dice Auricchio e quest’ultimo – come tutti sappiamo – ha fatto una brutta figura sotto giuramento dicendo di non ricordare varie cose, tanto da meritare il sorpannome “Auricchio non ricordo”. Teniamo conto anche del fatto che le partite prese in esame l’ha fatto con i tabellini di un giornale. Non era giusto TuttoSport, era di parte, mentre lo era la Gazzetta dello Sport. Guerra? E’ scappata una parola fuori posto, non farò la guerra a nessuno ma non tollero che venga fatta a me. Il problema vero è che i comportamenti devono essere equiparati da ambo le parti. Cercherò di fare tutto il possibile per dimostrare quello che sostanzialmente è la verità. Quando si parla di contatti con i designatori non erano proibiti e tutti li hanno avuti. Dal Chievo al Parma, senza parlare di Inter e Milan che erano sempre attaccati al telefono. Se avessi saputo che il sorteggio era pilotato, visto che indicano Bergamo come mio amico, facevo prima a indicargli il nome dell’arbitro. Solo che poi si verifica nel contesto dell’istruttoria che Bergamo parlava con tutti, e molto più con gli altri che con me. Io non ho mai avuto i comportamenti di Facchetti che, prima della partita col Milan, ha chiesto due direttori di gara preclusi: De Sanctis, che aveva arbitrato la partita precedente della Juventus, e Rosetti, che era di Torino. Questo la Juventus non l’ha fatto. Nel momento in cui si parla di Collina non si teneva conto che, intanto aveva lo sponsor del Milan, e questo con la Juventus non è mai successo. Lo dico non perché voglio scagliarmi contro gli altri, ma semplicemente per far capire che io ho costruito una bella squadra che vinceva sempre. La mia strategia difensiva non cambierà, bisognerà solo evidenziare queste cose. Ieri s’è verificato che l’orologio di Palazzi si è fermato al 2006. Lui è solito fare queste cose, fui messo al corrente che le mie intercettazioni sono state chiuse in un anno in un cassetto. Poi sono andato a Palazzo Grazioli, perché Berlusconi voleva portarmi al Milan e tenere Galliani in Lega. La sostanza è stata che in quel momento sono partite quelle intercettazioni che, mi fu detto, non avevano niente di importante penalmente, come in effetti né stato dimostrato, ed è venuto fuori il putiferio. Come hanno fatto allora, ora lo fanno con Premiopoli, in questo caso hanno detto che sono stati rubati i documenti quando in realtà hanno impedito a un investigatore della Procura di entrare nell’Ufficio Lavori e Premi perché c’erano criticità, con lo stesso Palazzi che diceva non potesse entrare. Quell’investigatore è stato immediatamente trasferito. Quando ci si trova davanti a cose del genere la fiducia nella Giustizia Sportiva viene meno. Io aspetto l’Alta Corte del Coni che nella prima sentenza è stata disattesa, perché ha detto che l’inchiesta doveva essere attualizzata e invece si è rimasti al 2006″.