E la mamma si arRabiot: fino al prossimo caso

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La Juventus vince e convince in quel di San Siro, riportandosi così al primo posto in classifica e ristabilendo le naturali gerarchie del campionato di Serie A. Per fortuna, mi verrebbe da dire: con due settimane di sosta, infatti, un mancato successo avrebbe gettato la squadra di Maurizio Sarri nel cosiddetto “catastrofismo mediatico”, proiettando l’Inter di Antonio Conte verso quel tricolore tanto atteso e sognato da ormai dieci anni.

Se pensavate, però, che in casa Juve tutto potesse essere tranquillo per quindici lunghi giorni, vi sbagliavate di grosso. Già, perché secondo alcuni la Continassa è da tempo una polveriera pronta a esplodere, a causa di una rosa eccessivamente lunga che non consente a giocatori di spessore di collezionare un adeguato minutaggio in campo. Proprio così, la rosa lunga ora è un problema. Provate a chiederlo ad Antonio Conte, obbligato a far entrare Vecino e Bastoni (con tutto il rispetto) al posto di Sensi e Godin, e costretto a vedere a pochi metri da lui una panchina bianconera che, con ogni probabilità, potrebbe provare a vincere il campionato. D’altronde si sa, nei ristoranti da cento euro non solo c’è più scelta nel menu, ma la qualità è ovviamente superiore.

Insomma, la rosa lunga logora solo chi non ce l’ha. Tranne alla Juve, e nello specifico in questa Juve, dove dall’esterno (e talvolta purtroppo anche dall’interno) si cerca di trovare problemi e situazioni spinose che non hanno senso di esistere. L’ultima, in ordine cronologico, è la questione Rabiot. Secondo quanto riportato da Don Balon, infatti, la mamma e procuratrice del calciatore francese non sarebbe per nulla soddisfatta dell’impiego riservato al figlio e avrebbe addrittura riallacciato i rapporti con il Barcellona. Notizia ripresa da molte testate del nostro Paese, a sottolineare come la situazione dalle parti della Torino bianconera sia tutt’altro che rosea, nonostante la vetta della classifica. In effetti, dopo averlo schierato spesso da titolare nel corso delle amichevoli estive, Maurizio Sarri ha poi concesso poco spazio all’ex PSG, anche a causa di una condizione atletica apparsa tutt’altro che ottimale. Questo sarebbe il motivo per il quale, dopo sole sette giornate di campionato (e due di Champions League), Rabiot (con mamma annessa) avrebbe deciso di dire addio alla Mole e di raggiungere la Sagrada Familia, con buona pace di Paratici che lo ha monitorato e inseguito per anni. Nemmeno nella fase dell’adolescenza un amore dura così poco.

Dobbiamo rassegnarci: dopo i “mal di pancia” di Dybala, i malumori di De Ligt e la tristezza di Cristiano Ronaldo (per una mancata esultanza su un goal del 3-0 realizzato a tre minuti dalla fine), anche Rabiot si aggiunge alla lista degli insoddisfatti di Maurizio Sarri e si candida a lasciare il capoluogo piemontese già nella sessione di mercato invernale.

Fino al prossimo caso…