Editoriali

Luciano Moggi: “Una Juventus a due facce, questo è il problema…”

Luciano MoggiSarà forse eccessiva l’immagine dei musicanti di Brema, venuti per suonare, che finirono suonati, ma di certo il momento per Mourinho non è dei migliori. Con il rischio di sprofondare a -5 dal Milan, lo Special One ha perso molta baldanza e l’ambiente ne è rimasto contagiato al punto che Moratti ha messo le mani avanti ricordando che la gara non può decidere niente, considerazione elementare che non ha esorcizzato il pericolo.\r\nLa realtà è che è cambiato il vento intorno a Mourinho. L’uomo che l’anno scorso aveva quasi ipnotizzato la platea con la sua grande capacità mediatica, non è più considerato tale. Una rivisitazione delle sue abitudini e delle sue strategie ne ha disegnato contorni che non piacciono più. I critici vanno giù duro, la sua sagacia tattica è una leggenda, di vero c’è che dalla panchina non sa leggere la partita: cosa che ha sempre contraddistinto i grandi allenatori da quelli che non lo sono. C’è chi è arrivato a pensare che l’anello debole dell’Inter di quest’anno potrebbe essere proprio lui, ma mi sembra un’esagerazione.\r\n\r\nNon piace di Mourinho la sua incontentabilità. L’anno scorso fece strepiti per Quaresma e si sa com’è finita. Adesso ha pianto sul trequartista e Moratti, sfinito, gliel’ha dato. E poi c’è la madre di tutte le critiche: l’Inter non ha gioco, perché Mou non sa darglielo. L’anno scorso era facile, palla lunga ad Ibra, e Zlatan faceva il resto; nell’Inter di oggi né Milito né Eto’o hanno quelle caratteristiche.\r\nMi pare indubitabile che la sfida di stasera con il Milan abbia un valore che va oltre i tre punti. Gli alibi sono caduti con l’arrivo di Sneijder e Josè deve mostrare le sue vere capacità: questa gara la può perdere solo lui. Special One deve stare attento: Zanetti a centrocampo non mi convince, è un portatore di palla, bello a vedersi in incursioni che però finiscono quasi sempre nel nulla. Meglio sulla fascia. Così come un posto a Balotelli lo troverei sempre, assieme a Milito ed Eto’o.\r\nSull’altro fronte, per volontà di Berlusconi, tutto ruota intorno a Ronaldinho, situazione che comporta un rischio connaturato. Leggo che il brasiliano dovrebbe essere impiegato come seconda punta: errore gravissimo secondo me. Dargli un ruolo è come volerlo annullare, deve essere lasciato libero di svariare nella speranza che la marcatura dell’avverario non sia troppo stretta (vedi Siena) e sperando che riesca a esprimersi come nel derby dello scorso anno. Un consiglio: se Seedorf ce la fa, un posto glielo troverei, sia pure non per l’intera partita. Se poi i rossoneri dovessero riproporsi con il piglio della provinciale (vedi Siena), potrebbero essere dolori per Moratti.\r\n\r\nLa Juve seguirà con grande interesse. Espugnare l’Olimpico non sarà facile, perché la Roma dopo aver perduto con il Genoa immeritatamente, si è rifatta con i 7 gol al Kosice, tre dei quali firmati da Totti, che quando vede Juve vede rosso. Ferrara ha due problemi: una difesa più accorta (l’ottima prestazione di Cannavaro non ha chiuso tutti i buchi) e il mistero dei due tempi bifronti, scintillante il primo, improponibile il secondo. Probabile assente Melo, più grave è l’assenza di Sissoko.\r\nSubito di fronte Bari e Bologna, le protagoniste a sorpresa della prima giornata, mentre c’è chi attende con impazienza per rifarsi di quello che ritiene di aver subìto immeritatamente. Come il Napoli, battuto a Palermo più per sfortuna (tre legni) che dalla squadra di Zamparini, che peraltro non ha rubato niente. I partenopei hanno in teoria l’occasione immediata per rifarsi con il Livorno è di seconda schiera. A proposito del Palermo vedo un bello scontro a Firenze con la squadra di Prandelli. I viola sono andati avanti a fatica in Champions, i rosanero possono approfittare del momento non brillante.\r\nIl Genoa appare in uno stato di beatitudine e non è da escludere un successo dei grifoni a Bergamo contro l’Atalanta. Un’altra squadra accompagnata dalla buona sorte è la Lazio, che può fare il colpo a Verona contro il Chievo. La Samp di Pazzini e Cassano affronta in casa l’Udinese e fino a quando il fantasista di Bari continuerà a coltivare l’obiettivo Sudafrica potremo attenderci grandi giocate e mazzate (calcistiche) sugli avversari. Vedo dunque una Samp favorita, allo stesso modo del Cagliari sul Siena. Tra Parma e Catania probabile un pari: c’è da mettere fieno in cascina.

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