Interviste

Leonetti: “Milinkovic sogno last minute, Alex Sandro e Pjanic restano”

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© foto www.imagephotoagency.it

Il calciomercato è agli sgoccioli e il giornalista Franco Leonetti, oculato osservatore delle vicende di casa Juventus, esprime le sue valutazioni

Massimiliano Allegri, da tempo, invoca una mezzala sinistra di grande qualità, in modo da implementare ulteriormente il livello tecnico dell’attuale organico. Sergej Milinkovic-Savic è il vero e proprio obiettivo, ma Thiago Alcántara rappresenta un’alternativa di sicuro valore. In quale direzione si stanno muovendo Marotta e Paratici per rinforzare sensibilmente il centrocampo?

«La società ha lavorato nei giorni scorsi su Milinkovic, a fari spenti, e il silenzio totale di questo ultimissimo periodo chissà che non regali una sorpresa. Lui era l’obiettivo principe di questo mercato sin dall’inizio. Sicuramente l’arrivo mondiale di Cristiano Ronaldo ha mutato qualche equilibrio e il dare di conto, considerando che passa il tempo e mancano poche ore alla chiusura della sessione trasferimenti estiva. Con il serbo sarebbe una Juve stratosferica. Personalmente auspico che la Juventus possa fare questo sforzo economico di immensa portata, perché diventerebbe una squadra non dico imbattibile, ma quasi. Su Alcántara, che nella scorsa stagione ha subìto qualche infortunio di troppo, la dirigenza sta riflettendo».

Quanto alla difesa, Alex Sandro non ha ancora rinnovato ufficialmente il suo contratto. Sullo sfondo circola sempre, con una certa insistenza, il nome di Marcelo del Real Madrid. Questa è una pista realmente percorribile nel caso in cui l’ex terzino sinistro del Porto decidesse di lasciare la Juventus?

«Alex Sandro era dato in partenza, ma non sono arrivate offerte irrinunciabili per lui. Ed è un bene, perché se il brasiliano sarà motivato (ottima la sua prestazione nel primo tempo di Villar Perosa contro la Juventus Primavera) rimane uno dei tre laterali (difensivi) mancini più forti in assoluto. Chiaro che da lui ci si attende una stagione di tutt’altro tenore, intensità, concentrazione e qualità rispetto alla passata. Marcelo sarebbe stata un’ottima operazione, di complicata realizzazione, solo nel caso fosse partito Alex Sandro, perché il Real, come si è visto, non ha intenzione di sbaraccare. Ovvio che chi rimane a Torino rinnoverà, e lui è uno degli uomini pronti a siglare un nuovo contratto».

Restando in tema di rinnovi, Miralem Pjanic sembra a un passo dal prolungamento contrattuale con la Juve. A tuo avviso, la sua probabilissima  permanenza in bianconero, può essere considerata un grosso colpo di mercato?

«Pjanic è elemento nodale per la costruzione del gioco e la transizione dei palloni nel centrocampo della Vecchia Signora. La sua permanenza con rinnovo, allungamento del contratto e sostanzioso ritocco agli emolumenti è basilare. La Juventus non ha mai avuto dubbi su di lui e non ha mai intavolato nessuna trattativa. Miralem (Pjanic, ndr) sarebbe emigrato altrove solo se  lo avesse chiesto espressamente. A meno di follie improvvise, con un mercato pazzo come quello attuale, Pjanic sarà un punto fermo per il presente e per gli anni a venire».

Daniele Rugani sembrava destinato al Chelsea, ma dopo lo scambio Caldara-Bonucci, salvo clamorosi sconvolgimenti, vestirà ancora la maglia a strisce bianconere. Pensi che la dirigenza e lo staff tecnico punteranno decisamente su di lui per questa nuova stagione?

«I dirigenti bianconeri hanno allestito una rosa ultra competitiva, in grado di vincere tutto e subito. Ecco perché è stato ceduto Caldara e non Rugani, che avrebbe reso un incasso estremamente più congruo alle casse juventine. Ma Daniele Rugani conosce perfettamente lo spirito, i meccanismi e le modalità di gioco della Juventus. Mattia Caldara, invece, avrebbe dovuto fare un apprendistato lungo, con tante panchine e poche presenze, un po’ come accadde proprio al difensore toscano ex Empoli nei primi tempi. La Juve crede nel ragazzo, e la sua conferma ne è la prova concreta. E il ritorno di Bonucci va proprio in quella direzione chiara e papale: tanta qualità ed esperienza mixate, per provare a trionfare in ogni torneo».

Per ciò che concerne le uscite, il talentuoso  Marko Pjaca è stato ceduto a titolo temporaneo alla Fiorentina, così come Stefano Sturaro che si è praticamente accasato allo Sporting Lisbona. Il principino Marchisio, invece, sino ad oggi, non si è mosso da Torino. Qual è il tuo giudizio in merito a queste operazioni di mercato?

«Pjaca ha la necessità evidente di giocare con continuità, e da titolare, per tornare ad essere il grande talento pre-infortuni, ecco perché la Juve lo ha ceduto mantenendone sempre il controllo. Anche nel caso di riscatto della Fiorentina, la Juventus avrà il diritto di controriscatto. Sturaro, generoso combattente di centrocampo che ha fatto sempre il suo nonostante piedi non educatissimi, era chiaramente a fine corsa con la sua esperienza in bianconero. Il prestito secco allo Sporting Lisbona è una buona chance che starà al ragazzo sfruttare al meglio. In ogni caso, i tifosi dovrebbero ringraziare il giocatore per ciò che ha messo in campo, in questi anni, con la casacca bianconera. Su Marchisio mi sono già espresso in merito: se dovesse rimanere sarebbe il sesto centrocampista in ordine di scelta da parte di Max Allegri. Cui prodest? A chi giova una situazione tale? Credo a nessuno, né al giocatore, né alla squadra, nonostante il mio eccezionale rispetto e ammirazione per il “Principino”, per la sua storia e la sua profondissima juventinità. Il ragazzo ha avuto delle richieste dalla Francia, e non solo. Vedremo cosa succederà negli ultimi giorni di mercato. Questa situazione merita di essere analizzata con una lente d’ingrandimento, anche perché una sua eventuale uscita corrisponderebbe ad un nuovo arrivo. E la Juve ha bisogno di un grande centrocampista per elevare ritmi e levatura in mezzo al campo».

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