Leonetti: “Dybala al centro del progetto Allegri, Ronaldo più lontano”

Franco Leonetti, volto di 7Gold e voce di Radio Bianconera, commenta a Jmania il ritorno di Allegri alla Juve

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Come te da largamente anticipato, già in tempi non sospetti, Massimiliano Allegri è ufficialmente il nuovo allenatore della Juventus. Ha rifiutato Real Madrid e Inter per accomodarsi di nuovo sulla panchina della Vecchia Signora, che ha deciso di puntare tutto su di lui come prima opzione in assoluto. Un autentico atto d’amore, il suo, verso i colori bianconeri?

«Ho seguito attentamente la pista Allegri per ben sei mesi. Un lavoro immane, lunghissimo, ma che mi ha dato grandi soddisfazioni. Ci sono stati tanti colpi di scena e situazioni in divenire, come accade nei destini di un top allenatore. Le tempistiche sono state fondamentali. Max Allegri, dopo due anni di stop, voleva assolutamente tornare in gioco con un progetto vincente, che lo soddisfacesse appieno. Il Real Madrid sfuma dopo mesi di corteggiamento per una questione di tempistiche, l’Inter arriva tardi, il Napoli c’è stato e ha dialogato, ma la priorità del mister livornese è sempre stata la Juventus, anche in alcuni frangenti in cui il progetto prospettato dalla società bianconera tardava a prendere corpo».

Con il ritorno di Allegri alla Continassa, il direttore sportivo Fabio Paratici ha lasciato la società dopo ben undici lunghi anni, in quanto principale artefice dell’allontanamento del tecnico labronico nel 2019. Pavel Nedved, invece, anche lui favorevolissimo alla sostituzione di Massimiliano Allegri, continuerà a ricoprire il ruolo di vicepresidente. Ritieni che abbia pagato dazio solo ed esclusivamente l’ormai ex diesse bianconero?

«Quando finisce un ciclo formidabile, come quello bianconero, è necessario ripartire di slancio, con nuova linfa, entusiasmo e nuovi interpreti. Paratici ha svolto un lavoro eccezionale in undici anni e si è dimostrato un vero vincente, ma ci sono momenti in cui diventa indispensabile cambiare. Fabio Paratici va solo ringraziato per il suo operato,  ma  gli  scenari  sono  mutati  e,  con  il  ritorno  di  Max  Allegri, la convivenza  sarebbe diventata perlomeno problematica. Nedved dovrebbe rimanere in società, ma avrà delle competenze limitate e ritagliate al ruolo che riveste».

A proposito di dirigenza, molto probabilmente, il nuovo direttore sportivo Federico Cherubini condurrà le operazioni di mercato a stretto contatto con Massimiliano  Allegri.  Credi  che l’allenatore  livornese  potrà svolgere in totale tranquillità il doppio ruolo di tecnico e manager incidendo pesantemente sulle scelte in sede di calciomercato?

«ll ruolo di allenatore-manager, come s’intende in Inghilterra, in Italia non ha mai riscosso grande successo, e non  penso  verrà  riproposto con  quell’impronta.  Ritengo, invece, che Allegri avrà un peso considerevole e basilare sulle scelte di mercato e sugli uomini da portare alla Juventus, lavorando a strettissimo contatto e con grande sinergia insieme a tutta la dirigenza, in particolar modo con Cherubini».

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Considerando il sempre più probabile addio di Cristiano Ronaldo, nell’idea di Max Allegri, pensi che Paulo Dybala sarà centrale nel suo nuovo progetto tecnico-tattico?

«Dybala tornerà ad essere un uomo Juventus a tutti gli effetti, con un progetto tecnico-tattico che lo vedrà coinvolto in maniera centrale, sfruttando rapidità, pulizia del palleggio, fantasia e freschezza di soluzioni sotto porta. Ovviamente, previo il rinnovo del contratto, che lo legherà per tanti anni al sodalizio juventino. Con Ronaldo via da Torino, ad oggi più fuori che dentro, la dirigenza dovrà essere molto brava a trovare delle soluzioni di livello, visto che CR7 è ancora un giocatore straordinario».

Soffermandoci  sempre sul  mercato, a tuo avviso, quali saranno i criteri tecnici, tattici e fisici secondo i quali Massimiliano Allegri sceglierà i rinforzi in vista della prossima stagione?

«La Juventus ha bisogno di ripartire da un nuovo progetto, con mentalità rinnovata, idee, senso di appartenenza, solidità di gruppo, concentrazione e interpreti freschi. Appare indubbio che ogni reparto abbia bisogno di ritocchi, il centrocampo in primis, ma un mister come Allegri, che arriva carico ed entusiasta, dovrà trasmettere questa fame e voglia a tutto il gruppo squadra. Dal punto di vista tecnico, sotto la sua guida, sarà una Juve di alto livello, mentre sotto l’aspetto tattico serviranno aggressività, corsa e movimenti senza palla. L’impronta di gioco occorrerà, eccome, per far salire il tasso di applicazione e concentrazione che, negli ultimi due anni, sono mancati. I nuovi acquisti saranno scelti in base a canoni e requisiti lineari: ottimi calciatori pronti a integrarsi nel mondo Juventus e affamati di vittorie, peculiarità che, unite alla gioventù mixata già a tanta esperienza di campo, diventeranno i capisaldi della Vecchia Signora 2021-2022».