Leonetti: “Con Sarri la Juve è peggiorata in tutto, Pirlo scelta entusiasmante”

Il giornalista Franco Leonetti, profondo conoscitore dell’ambiente Juve, analizza la stagione bianconera e tanto altro ancora

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L’avventura di Sarri sulla panchina della Juve è durata solo un anno. Dopo aver vinto lo scudetto, perso Supercoppa Italiana e Coppa Italia, oltre ad uscire agli Ottavi di Champions contro il Lione, l’ex tecnico del Chelsea è stato esonerato. Al suo posto, una scelta romantica e a dir poco coraggiosa: Andrea Pirlo. Ti aspettavi una decisione simile? Ma soprattutto, ti ha sorpreso la sua sostituzione con Pirlo?

«Sarri ha pagato le sue colpe con l’esonero. Con lui nulla è decollato, anzi. Si è assistito a un peggioramento globale sotto ogni punto di analisi. Annata fallimentare nonostante il nono scudetto consecutivo, sia sotto l’aspetto della crescita di squadra, impronta di gioco, rapporti con lo spogliatoio e con la società. Insomma, un allenatore non da Juve, che non c’entra nulla con lo stile Juventus come, mi permetto di sottolineare, avevo affermato proprio in un’intervista precedente per la vostra testata quattordici mesi or sono, prima che si insediasse ufficialmente alla Continassa. Andrea Pirlo è un’idea magnifica. Scelta azzardata, ma entusiasmante, coerente con lo stile Juve. Pirlo conosce molto bene l’ambiente. Vero, non ha mai allenato, ma avrà una società forte alle spalle e i senatori che gli daranno una mano. Lui sa di calcio, quindi ora dovrà diventare un grande allenatore partendo dalla Vecchia Signora. Una responsabilità non da poco, ma finalmente, in panchina, siederà un uomo che conosce nei dettagli il mondo bianconero e che ha contribuito fortemente a creare l’epopea dei nove scudetti di fila. Una scommessa voluta direttamente dal presidente Andrea Agnelli. E quando il massimo dirigente sceglie in maniera così perentoria lo fa a ragione, senza sbagliare mai o quasi mai».

Promossi e bocciati di questa annata bianconera. Quali sono stati i calciatori che più ti hanno positivamente impressionato e quali i giocatori che ti hanno profondamente deluso?

«La crescita mostruosa di Dybala e Bentancur è parsa evidente a tutti. L’argentino è diventato sempre più decisivo e prolifico a rete, con una continuità mai vista. L’uruguaiano è cresciuto molto, ma ha ancora limiti da limare. Indubbiamente un ragazzo da Juve. Poi ci metto Cuadrado, disimpegnatosi alla grande sia come esterno alto che basso, e ovviamente lo stellare Cristiano Ronaldo con 37 reti stagionali, cifre pazzesche. Demiral e de Ligt hanno avuto impatti diversi, ma ugualmente di grande ceto calcistico: sono loro il futuro della retroguardia bianconera. Le delusioni coincidono con i partenti (o quasi). A mio modesto avviso, Higuaín è sul viale del tramonto, Khedira mai visto come De Sciglio, Rugani sempre a metà del guado. Inoltre aggiungo Danilo, che ha mostrato svagatezza e poca incisività, Ramsey che adoro ma con tanti guai fisici, il primo Rabiot inguardabile e poi migliorato sensibilmente, e ancora Bernardeschi e Douglas Costa. Il nazionale italiano, spesso impiegato in ruoli non suoi, ha deluso per mancanza di nerbo. Il brasiliano con la tessera a bollini dell’infermeria strapiena».

Al netto dei limiti evidentissimi di Maurizio Sarri, ritieni che l’organico della Juventus sia da rivoluzionare in vista della prossima stagione?

«Rivoluzione no. Corposo ringiovanimento sì. Alla Juve di Pirlo servono sei nuovi giocatori di ottimo livello e prospettiva. L’arrivo del nuovo tecnico non può far passare in sordina questo nuovo corso da inaugurare. La società lo sa molto bene. Quindi mi attendo mosse intelligenti e soprattutto di alta cifra tecnica. Migliorare questa Juventus si può e si deve fare».

A proposito della stagione 2020/2021, dopo che Andrea Agnelli ha rinnovato la fiducia a Fabio Paratici, principale artefice dell’approdo di Sarri sulla panchina della Juve, credi che il direttore sportivo della Vecchia Signora, nell’imminente sessione di mercato, debba davvero dimostrare al presidente di azzeccare tutti gli acquisti e le cessioni?

«Paratici è richiesto da molti club di alto livello continentale. Ultima proposta giunta è quella del Manchester United. Chiaro che il direttore sportivo sia chiamato a un compito importantissimo, come sempre d’altronde, ovvero portare uomini da Juve a Torino. Dunque, in un mercato lunghissimo, segnato pesantemente dal Covid, non sarà facile. Ma alla dirigenza spetta un ruolo fondamentale per progettare la prossima stagione. Servirà intelligenza, scaltrezza e creatività, oltre a un budget importante».

Proprio su questo argomento, in entrata e in uscita, cosa bolle in pentola dalle parti della Continassa?

«Vedo partenti Higuaín, Khedira, De Sciglio, Rugani, Douglas Costa e Bernardeschi, oltre alla possibilità di vendere Alex Sandro, che ha mercato, per rifare ex novo la fascia mancina bassa. La Juve, in entrata, cerca un centrocampista di inserimento, fisico e tecnico, che manca molto e che avrebbe individuato in Zaniolo, ma la nuova Roma lo lascerà andar via difficilmente. Attenzione alla regia, dove piace Locatelli del Sassuolo. Milik, per il ruolo di centravanti, ha un accordo verbale raggiunto. Come terzino sinistro piace Emerson Palmieri del Chelsea, ma non solo lui. Capiremo se Romero e Luca Pellegrini torneranno all’ovile o verranno sfruttati come pedine di scambio. Insomma, Paratici è chiamato a un lavoro certosino e di grande impegno. Sarà un banco di prova molto importante per il dirigente piacentino».